Via dalla Seta: dalla Cina a Madrid una nuova rotta per il mercato globale

I treni cinesi diretti in Europa con beni di largo consumo torneranno in Asia con beni di lusso. Una riscoperta di una via battuta per millenni

Il 18 novembre è partito da Yiwu, nella Cina Orientale un treno destinato a raggiungere la sua meta, Madrid, l’8 dicembre dopo aver percorso 13mila chilometri e avere attraversato Kazakistan, Russia, Bielorussia, Polonia, Germania e Francia.

Il convoglio porterà in Europa beni di largo consumo contenuti nei suoi 82 container e tornerà in Cina con generi di lusso, in particolare automobili. Si tratta di una vera e propria riscoperta della rotta di terra che per secoli ha caratterizzato i commerci fra Europa ed Estremo Oriente. Questo treno potrebbe essere l’avanguardia di una nuova tendenza dei commerci intercontinentali: gli scambi commerciali avverrebbero via terra, in modo più rapido e sicuro di quelli marittimi che stanno saturando (e inquinando) i porti cinesi.

La nuova “Silk Road” com’è stata soprannominata da più parti avvantaggerebbe soprattutto il Kazakhistan: il Paese situato al centro dell’ex Unione Sovietica potrebbe finalmente contare su di un’alternativa commerciale alla Russia.

Partendo da Yiwu, il treno transiterebbe per Astana, quindi per Mosca, Varsavia, Duisburg e Madrid.

Viste le tensioni in Medio Oriente, l’incertezza sul futuro dell’Egitto (strategico per le rotte commerciali grazie al Canale di Suez) e i problemi nella gestione dell’inquinamento sulle coste, la Cina potrebbe orientare seriamente i propri traffici sulla via di terra. Ovviamente il treno può gestire 82 container, non le centinaia di box che trovano spazio nelle navi cargo che salpano dai porti di Hong Kong, Shanghai e Shenzen. Ma in una situazione di incertezza geopolitica, il Vecchio Continente e il colosso cinese devono pensare a un piano B. Si tratta di un esperimento e il rapporto costi-benefici è tutto da valutare, certo è che scambiare abbigliamento e oggettistica, per auto e beni di lusso potrebbe essere una ghiotta opportunità soprattutto per il Vecchio Continente che ha un’unica soluzione per uscire dalla crisi: l’export di qualità di cui è “affamata” la classe medio-alta della Cina.

Export Italia giugno 2013

Via | The Economist

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