P.A., persi 583 euro di stipendio in tre anni

Al netto dell’inflazione, la retribuzione lorda pro capite dei dipendenti pubblici è passata da una media di 34.662 a 34.079 euro in tre anni

 busta paga marzo 2014

Fra il 2010 e il 2013, ultimo anno di cui sono disponibili i dati Istat, la retribuzione lorda pro capite dei dipendenti pubblici è diminuita di 583 euro in termini correnti, vale a dire senza considerare l’erosione del potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

L’alleggerimento della busta paga si spiega sia con il congelamento dei rinnovi contrattuali e lo stop delle maturazioni degli stipendi, sia con il freno al turnover ovverosia il ricambio.

Negli ultimi anni i provvedimenti di spending review per contenere la spesa per il personale hanno comportato flussi di pensionamento di lavoratori con retribuzioni in media più alte rispetto a quelli che rimangono in servizio e questo ha causato una diminuzione dell’importo medio calcolato a testa.

Il dato si basa sulla differenza fra il guadagno lordo complessivo del 2010 e quello messo in tasca nel 2013. Se a questo calo medio di 583 euro si aggiunge il fatto che l’inflazione (ora prossima allo 0) ha segnato un + 1,5% nel 2010, un + 2,8% nel 2011, un + 3% nel 2012 e un +1,2% nel 2013 se ne consegue che il potere d’acquisto dei lavoratori della P.A. ha subito un duro colpo.

Nello stesso periodo in cui la media della retribuzione lorda annua è passata da 34.662 a 34.079 euro, il numero di dipendenti è sceso da 3,51 a 3,37 milioni perdendo 138mila unità. Meno dipendenti pubblici meno pagati, insomma, anche se i conti continuano a non tornare.

Via | Repubblica

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