Lanciano, telegramma di assunzione non recapitato: lavoro perso e risarcimento dopo 15 anni

Il giudice del tribunale civile di Lanciano ha condannato Poste al risarcimento di danni patrimoniali pari a 127.312 euro a favore della donna.

Il telegramma di assunzione non le viene recapitato, la donna perde il lavoro ma fa a causa a Poste Italiane, per il mancato arrivo della missiva, e dopo quasi 15 anni un giudice le dà ragione.

La vicenda risale al 2000 e riguarda un donna che doveva prendere servizio come infermiera alla Asl di Fermo dal primo agosto di quell'anno. Il telegramma che l'azienda sanitaria locale aveva inviato all'infermiera per farle prendere il posto però non è mai arrivato, solo 20 mesi dopo, il 5 gennaio 2002, la donna viene a sapere dalla stessa Asl che le era stato spedito il telegramma per assumerla.

A quel punto l'infermiera, il cui posto era ormai stato assegnato a qualcun altro, è andata a chiedere spiegazioni presso l'ufficio postale di Paglieta (Chieti) scoprendo che il telegramma era stato archiviato da qualche impiegato perché bollato come "illeggibile".

Ecco perché il postino non bussò nemmeno una mezza volta alla porta di casa della donna e nessuno si preoccupò di risolvere la questione tramite il codice dell'ufficio emittente.

Un disguido tutto interno a Poste Italiane che per la donna, trentenne all'epoca dei fatti, ha significato vedersi negare il posto di lavoro che le spettava. Anche la graduatoria biennale era scaduta.

Così la malcapitata ha citato in giudizio le Poste e in queste ultime ore, come racconta Il Messaggero stamattina, è giunta la sentenza del giudice del tribunale civile di Lanciano, Giovanni Nappi, che ha condannato Poste Italiane al risarcimento dei danni patrimoniali pari a 127.312 euro a favore della donna, rappresentata dall'avvocato Rinaldo Berghella, che aveva chiesto un risarcimento danni di 400 mila euro, tra patrimoniali e psichico-biologici.

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