Tfr: istruzioni per l'uso

Istruzioni per il Tfr Arriva finalmente una circolare esplicativa Inps per le imprese con oltre 50 dipendenti (la numero 70 del 3 aprile) sulla destinazione del Tfr. La circolare stabilisce che i datori di lavoro privati con almeno 50 addetti alle proprie dipendenze (calcolati in media) non possano più trattenere le quote maturate dal 1 gennaio 2007 dei lavoratori che hanno deciso di rimanere in regime di Tfr ma dovranno invece versare mensilmente dette quote ad un fondo operante presso la Tesoreria, gestito dall'Inps. (v. articolo sole 24 Ore)

Calcolo dei 50 dipendenti

Per il calcolo della media del numero dei dipendenti in un anno dovranno essere presi in considerazione tutti i dipendenti con contratto di lavoro subordinato mentre quelli a tempo parziale vanno computati in base all'orario di lavoro.
Le imprese che iniziano l'attività dopo il 31 dicembre 2006 devono calcolare la media alla fine dell'anno di inizio dell'attività. Se hanno occupato almeno 50 dipendenti, l'obbligo del versamento scatta dall'inizio dell'attività stessa; il versamento si esegue in sede di conguaglio di fine anno, rivalutando le quote dovute. Tutte le aziende obbligate devono rilasciare al l'Inps un'apposita dichiarazione.

Ai fini della media si dovrà conteggiare anche il lavoratore assente a prescindere dal motivo dell'assenza; se questi dovesse essere sostituto da altro lavoratore va comunque incluso uno dei due. Rientrano anche i dipendenti distaccati in Italia o all'estero, nonché i soci di cooperative con cui è stato instaurato un rapporto di lavoro subordinato. Attenzione però ai "somministrati" e ai lavoratori parasubordinati con contratto co.co.pro: questi non possono essere conteggiati nella media.

Per ciascun lavoratore va preso in considerazione il numero di mesi o le frazioni di mesi di attività. Per il dipendente in forza all'azienda tutto il mese, si devono conteggiare 26 giorni. Se il rapporto di lavoro è iniziato o cessato nel mese, il numero delle giornate utili al calcolo della media va computato moltiplicando i giorni lavorativi per 1,2. Al fine di individuare la media annua, si deve dividere il totale delle giornate di tutti i lavoratori per 312, o per un divisore ridotto nel caso di inizio attività nel corso del 2006. Il datore di lavoro rientra, tra i soggetti obbligati al versamento, se le giornate risultano non inferiori a 15.600.

Il calcolo della media costituisce una discriminante essenziale in quanto fa sorgere, nel caso di superamento delle 50 unità lavorative l'obbligo di contribuire al fondo per il datore di lavoro. Tale obbligo, tuttavia, non rileva per:


  • lavoratori con rapporto di lavoro a tempo determinato di durata inferiore a 3 mesi;

  • lavoratori a domicilio;

  • impiegati, quadri e dirigenti del settore agricolo;

  • lavoratori stagionali del settore agro-alimentare per i quali il termine non è prestabilito ma è legato al verificarsi di un evento;

  • lavoratori per i quali i Ccnl prevedono, anche mediante rinvio alla contrattazione di secondo livello, la corresponsione periodica delle quote maturate di Tfr;

  • lavoratori per i quali i Ccnl prevedono, anche mediante rinvio alla contrattazione di secondo livello, l'accantonamento delle quote maturate di Tfr presso soggetti terzi (es. lavoratori dell'edilizia);

  • lavoratori assicurati presso il Fondo di previdenza per gli impiegati dipendenti dai concessionari del servizio di riscossione dei tributi delle altre entrate dello Stato e degli enti pubblici e i lavoratori iscritti al Fondo delle abolite imposte di consumo.

Per i contratti a tempo determinato, l'Inps precisa che per quelli in corso al 1° gennaio 2007 si guarda all'originaria durata del rapporto stabilita nel contratto. In caso di proroga, invece, rileva la durata complessiva che, se è di almeno 3 mesi, fa sorgere l'obbligo del versamento al fondo di Tesoreria, ma solo dal periodo della proroga.

I lavoratori avranno tempo fino al 30 giugno 2007 per esprimere la propria volontà di mantenere in tutto o in parte il Tfr in azienda, nel qual caso il datore di lavoro dovrà versare in tutto o in parte il contributo al Fondo di Tesoreria INPS, a decorrere dal mese successivo alla consegna da parte del lavoratore del modello TFR1 (per i contratti già in essere alla data del 31 dicembre 2006) o del TFR2 nel caso in cui il rapporto di lavoro sia sopravvenuto in data successiva al 31 dicembre 2006 (in questo caso il lavoratore avrà sei mesi di tempo dalla data di assunzione per seprimere la preferenza).

Calcolo dell'importo da versare al fondo di Tesoreria

L'azienda, si specifica nella circolare, sarà tenuta a versare mensilmente, entro il 16 del mese successivo di paga,
l'importo contributivo al Fondo di Tesoreria. Per ciascun lavoratore interessato, si dovrà prendere in considerazione la retribuzione mensile utile ai fini del TFR, riferita al periodo di paga interessato; tale importo dovrà essere moltiplicato per l’aliquota del 7,41% e dallo stesso, sarà detratto – per i lavoratori destinatari - il contributo dello 0,50%, salvo conguaglio alla fine dell’anno. La quota così determinata sarà versata al Fondo di Tesoreria in tutto o in parte in relazione alle scelte dei lavoratori.

Rispetto al contributo dello 0,50% si precisa che la detrazione trova applicazione anche per i dirigenti industriali e che, con riferimento ai lavoratori assunti con misure agevolate, in sede di determinazione del contributo da portare in detrazione, il datore di lavoro terrà conto della misura di detto contributo effettivamente versata.

Anticipazione del Tfr

Sono equiparate in tutto e per tutto alle quote accantonate in azienda quelle verstae al fondo di Tesoreria, per cui varrà la medesima disciplina di richiesta di anticipazioni. Sono quindi confermati i criteri soggettivi (spese medico-sanitarie e acquisto di prima casa) e oggettivi (almeno otto anni di servizio, importo non superiore al 70%, e concessione a non oltre il 10% degli aventi titolo in un anno e del 4% del totale dei dipendenti).
L'Istituto precisa che le anticipazioni devono essere calcolate sull'intero valore del Tfr maturato dal lavoratore, sommando la quota parte del Fondo con quella di pertinenza del datore di lavoro. Sarà quest'ultimo, ad erogare l'intero importo dell'anticipazione, utilizzando primariamente quando accantonato nel fondo aziendale. Se questo non fosse sufficiente a coprire l'importo dell'anticipazione richiesta, il datore di lavoro anticiperà la quota residua a valere sul fondo di Tesoreria, procedendo quindi al conguaglio con le regole stabilite in caso di cessazione del rapporto di lavoro:


  • prioritariamente con le quote mensili di Tfr da versare all'Inps (cod. PA10);

  • in caso di incapienza, con i contributi obbligatori dovuti all'Inps per il mese di riferimento (cod. PA20).
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