Jobs Act, Camusso: "contratto a monetizzazione crescente, i lavoratori hanno sempre torto"

Camusso: "ti licenzio anche ingiustamente, ti pago pure in modo crescente, quindi adesso taci...Il presupposto di queste norme è che i lavoratori abbiano sempre torto e le imprese sempre ragione."

La Cgil di Susanna Camusso non molla la presa sul Jobs act uscito, con i primi due decreti attuativi, dal Consiglio dei ministri della vigilia di Natale:

"Questo contratto a tutele crescenti è un grande bluff. Si tratta solo di una monetizzazione crescente: ti licenzio anche ingiustamente, ti pago pure in modo crescente, quindi adesso taci, sembra voler dire. Di fatto, è l'abolizione dei contratti a tempo indeterminato. Siamo pronti a nuovi scioperi e a ricorrere all'Europa".

La leader del maggior sindacato italiano per numero di iscritti di crescente vede non la tutela per i lavoratori ma la libertà di licenziare, vista la rottamazione dell'articolo 18, e in una intervista a la Repubblica avverte:


"Questa partita è solo agli inizi Continueremo a lottare, a mobilitarci, a scioperare anche contro le aziende perché non può esserci uno che incassa e l'altro che subisce soltanto. Useremo la contrattazione e i ricorsi giudiziari in Italia e in Europa. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per ribaltare un'idea recessiva del lavoro".

Secondo Camusso:

"il presupposto a queste norme è che i lavoratori abbiano sempre torto e le imprese sempre ragione. Da noi mancano gli imprenditori capaci di rischiare in proprio. Eppure, il governo ha delegato a loro le scelte sul futuro dello sviluppo".

Sul mancato "opting out" - cioè la possibilità per l'imprenditore di superare il reintegro anche per i licenziamenti ingiustificati con un corposo indennizzo -, Camusso ha detto che:

"con quella ipotesi il decreto sarebbe stato ancora peggio. Così come se fosse stato introdotto il principio dello scarso rendimento come motivo di licenziamento economico"

e comunque:

"con la stessa conciliazione tra lavoratore e datore di lavoro senza alcuna forma di assistenza non siamo lontani dall'opting out. Un lavoratore licenziato si troverà sotto una fortissima pressione perché rinunci alla via giudiziaria a tutela di un suo diritto. Tutto viene affidato all'imprenditore che per definizione, è superiore"

ha spiegato la numero uno della Cgil.

Camusso Jobs ACt

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • +1
  • Mail