Grexit e petrolio mandano ko le borse europee, Milano perde quasi il 5%

Milano chiude con un pesante -4,92%, la peggiore in Europa. Mercati condizionati da Grecia e petrolio.

A picture taken on August 5, 2011 shows

È una giornata nera quella che si sta vivendo sui mercati finanziari del continente. Si era aperta con l'Euro ai minimi storici nei confronti del Dollaro, poi le notizie che rimbalzavano tra Grecia e Germania a proposito di una possibile uscita dalla moneta unica dei greci e le quotazioni in ribasso del prezzo al barile hanno fatto il resto. La maglia nera di giornata spetta prevedibilmente ad Atene che chiude perdendo il 5,7%, dato peggiore dal 2006.

Subito dopo c'è Piazza Affari che nella giornata di oggi ha perso il 4,92%, l'indice FTSE MIB si è fermato poco sopra i 18 mila punti. A trascinare in basso Milano soprattutto i titoli energetici con Eni che ha perso l'8,36% e Enel che ha chiuso con un -6,47% (insieme valgono quasi il 30% dell'intero paniere FTSE MIB), male anche Unicredit e Intesa San Paolo. L'Eni paga anche la bocciatura da parte di Citigroup che ha aggiornato la sua valutazione del titolo da neutral a sell. Gli unici rialzi li fanno registrare Luxottica (0,99%), favorita dal ribasso dell'Euro nei confronti del Dollaro, e Banca Monte dei Paschi di Siena.

Nella giornata il prezzo al barile del petrolio è continuato a scendere, conseguenza della decisione dell'Iraq (secondo produttore dell'Opec) di incrementare le esportazioni, con il Brent per la prima volta sotto quota 55 dollari e il Wti vicino ai 50. Le ripercussioni si sono avute un po' su tutti i principali mercati europei: Londra perde il 2%, Francoforte il 3% e Parigi il 3,3%. Male anche New York (alla chiusura delle borse europee Dow Jones -1,5%, S&P500 -1,3% e Nasdaq -0,9%) e Tokio. Sul mercato asiatico in controtendenza c'è solo Shangai.

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