IMU: la dichiarazione slitta. Rincari per chi affitta

Slittano di tre mesi i termini di presentazione della dichiarazione IMU. 90 giorni a partire dalla data di pubblicazione del modello e delle istruzioni, approvati qualche giorno fa dal ministero dell’Economia ma non ancora in Gazzetta ufficiale.

Così ha stabilito un emendamento al dl sui costi della politica che cancella quindi la scadenza fissata inizialmente per il 30 novembre. L'obbligo dichiarativo non sussiste per le abitazioni principali ma:

"sorge nei casi in cui sono intervenute variazioni rispetto a quanto risulta dalle dichiarazioni Ici già presentate, nonché nei casi in cui si sono verificate variazioni che non sono, comunque, conoscibili dal comune".


La dichiarazione IMU va presentata quando gli immobili godono di riduzioni dell'imposta - come nel caso di fabbricati inagibili o inabitabili, di fabbricati di interesse storico o artistico, d’immobili per i quali l'ente ha deliberato la riduzione dell'aliquota, di terreni agricoli - e/o se il Comune non è in possesso delle informazioni necessarie ad accertare l'adempimento dell'obbligo tributario.

La scadenza per il versamento del saldo dell'IMU è rimasta ferma al 17 dicembre 2012, nonostante il caos delibere denunciato dai Caf. I Comuni che non hanno emesso le delibere e stabilito se alzare o meno le aliquote entro il termine previsto del 31 ottobre dovranno applicare quelle previste dallo Stato, come precisato dal ministro dell’Economia Vittorio Grilli.

I Comuni "ritardatari" dovranno quindi far riferimento al DL 201 del 2011 (articolo 13): le aliquote da versare per il saldo IMU sono dello 0,4% per l'abitazione principale e le relative pertinenze, dello 0,2% per i fabbricati rurali ad uso strumentale e dello 0,76% per gli altri immobili. E i Comuni che invece hanno stabilito per tempo le aliquote da applicare per il saldo?

Secondo uno studio della Cgia di Mestre il 49,4% dei sindaci, nonostante la spending review, non ha aumentato l'aliquota base sulla prima casa. Nei comuni del Centro e del Nord Italia l’aumento complessivo rispetto al 2011 sarebbe pari a 700 euro circa, in quelle del Sud 250 euro. In generale le amministrazioni comunali del Sud Italia avrebbero risparmiato il salasso che si annuncia per i Comuni del Nord; i rincari maggiori sono previsti in città come Torino, Rovigo, Asti, Perugia, Roma.

Per chi affitta con contratti liberi si segnalano aumenti cha arrivano fino al 207% (a Milano) rispetto alla vecchia ICI perché la maggior parte dei Comuni ha scelto di applicare in quel caso l’aliquota massima. In alcuni capoluoghi però anche con i contratti calmierati ci saranno aggravi rilevanti per i proprietari di immobili in affitto, come a Roma, Napoli e Perugia, dove l’aumento dell’IMU rispetto all’ICI sarà, rispettivamente, del 269%, del 143% e del 142%.

Meglio va per i contratti di affitto concordati. Secondo l’analisi del Corriere della Sera per questa tipologia i Comuni hanno scelto un’aliquota inferiore a quella base del 7,6 per mille.

Foto © TMNews

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