Appalti al massimo ribasso: per Cantone sono pericolosi

Il capo dell'Anticorruzione Raffaele Cantone: "Non è un sistema di per sé da considerare negativo ma pone una serie di problemi legati anche all'infiltrazione mafiosa"

Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone contro il sistema degli appalti al massimo ribasso, foriero a suo dire di tanti episodi corruttivi (oggi un'altra ventina di arresti a Roma).

Durante un'audizione presso la commissione Lavori Pubblici del Senato sul recepimento delle direttive europee su appalti e concessioni Cantone, ha ammonito:

"Credo che non esista un sistema degli appalti in grado di evitare l'illegalità perché, ad esempio,
il massimo ribasso che oggi è oggetto di critiche pesantissime, in gran parte giustificate, e' un sistema che funziona male quando soprattutto nei lavori pubblici c'è un livello bassissimo di progettazione ma funziona bene se la progettazione è effettiva".

È inutile nasscondersi dietro a un dito:

"Tutti sappiamo che il massimo ribasso è un finto ribasso che consente poi il recupero attraverso varianti e le modifiche successive. Non è un sistema di per sé da considerare negativo ma è un sistema che pone una serie di problemi legati anche all'infiltrazione mafiosa"

Quindi quello del massimo ribasso, aggiunge il magistrato voluto dal governo a presiedere l'Autorità anticorruzione:

"E' un sistema da considerare oggettivamente pericoloso"

Cosa sono gli appalti al massimo ribasso

In pratica gli appalti, anche pubblici, vengono assegnati nelle gare a chi offre di meno al committente. A scapito, è ovvio, della qualità dei materiali. Ma il vero "trucco" sta nel fatto che i prezzi salgono dopo la concessione dell'appalto grazie al meccanismo delle cosiddette “riserve”, alle deroghe arbitrarie previste dalla legge nelle cui maglie, come nota il deputato Pd Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera, spesso hanno trovato cittadinanza le mazzette, con tangenti mascherate dai prezzi gonfiati ex post, come emerso dalle inchieste su Expo 2015 o sul Mose di Venezia per citare alcune delle più note.

Le nuove regole dell'Ue sugli appalti pubblici vogliono invece dare lo stop al meccanismo del massimo ribasso introducendo criteri che tengono conto di qualità, ambientale, aspetti sociali e innovativi, oltre ad agevolare lo "spacchettamento" dei lotti per favorire la partecipazione delle Pmi alle gare d'appalto.

Il premier Matteo Renzi a giugno scorso aveva annunciato di voler riformare e "subito il codice degli appalti” visti gli scandali tangenti emersi nel sopracitato periodo. "Ci sono anche responsabilità del Pd” aveva detto il presidente del Consiglio allora. La riforma del codice degli appalti oggi ha visto l'inizio dell'esame della legge delega al Senato e dovrebbe vedere la luce entro l'anno secondo il viceministro alle Infrastrutture Riccardo Nencini.

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