Partite Iva: più tasse con il nuovo regime dei minimi

C'era una volta il regime dei minimi. Di agevolato il nuovo sistema non ha praticamente nulla ma crea "nella generalità dei casi un incremento delle imposte dovute rispetto al regime ordinario". Lo studio della Cna

Lavoratori autonomi tartassati dal governo, dopo la mancata promessa di ricevere un bonus fiscale, il popolo delle partite Iva che rientra nel nuovo regime dei minimi previsto dall'esecutivo Renzi pagherà più tasse rispetto a chi è nel sistema ordinario.

I nuovi minimi rischiano di rimanere tali solo nominalmente, visto che per loro la rivisitazioni degli adempimenti fiscali costerà caro. Il nuovo regime forfetario introdotto dalla legge di Stabilità 2015 farà pagare a professionisti e autonomi con ricavi fino a 15 mila euro maggiori tasse per oltre 700 euro all’anno.

Agenti di commercio, artigiani e commercianti possono trovare una scappatoia solo derogando alle regole di determinazione e versamento dei contributi previdenziali sul reddito minimale, per un vantaggio fiscale che può arrivare arrivare sì fino a 2 mila euro all’anno rispetto al regime ordinario ma a scapito delle aspettative di avere una una pensione che possa chiamarsi tale.

A fare i conti è uno studio della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa) sul nuovo regime dei minimi in vigore dal 1° gennaio 2015. Di agevolato il sistema non ha praticamente più nulla, il forfait si applica in automatico a tutti i soggetti che rientrano nei limiti di fatturato massimi previsti dalla normativa: si va dai 15 mila euro dei professionisti ai 40 mila di commercianti, hotel e ristoranti, fatta salva la possibilità di scegliere il regime ordinario.

Come funziona. L’aliquota dell’imposta sostitutiva è al 15% per tutti, il reddito imponibile cui applicarla si determina moltiplicando i ricavi per un coefficiente di redditività diverso a seconda del codice Ateco della specifica attività lavorativa svolta, senza che si tengano conto delle spese sostenute nell’anno: ad esempio per i professionisti è pari al 78%, per commercianti e ristoratori al 40%.

I nuovi minimi spiega perciò la Cna "creano nella generalità dei casi un incremento delle imposte dovute rispetto al regime ordinario". Le agevolazioni in termini di minori tasse da versare al fisco si possono avere solo per volumi di ricavi dichiarati nel regime forfetario maggiori di 35mila euro e solo alcune categorie possono accedere al regime forfetario per quell'ammontare di ricavi.

La legge di Stabilità prevede anche la possibilità per gli iscritti alle gestione speciali artigiani e commercianti di non applicare i contributi pensionistici sul reddito minimale ma anche questo vale solo per certe tipologie di partite Iva, escludendo gli altri appartenenti al regime agevolato e creando quindi un doppio binario che sa di discriminazione.

Autonomi  nuovi minimi

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