Sciopero dei bancari domani, venerdì 30 gennaio 2015

Annunciato lo sciopero di tutta la categoria per l’intera giornata del 30 gennaio.

Giovedì 29 gennaio 2015 - È confermato per domani lo sciopero dei bancari. 312mila lavoratori incroceranno le braccia e molti di loro andranno a manifestare aggregandosi ai cortei in programma a Milano, Roma, Ravenna e Palermo.

I bancari protestano contro il blocco permanente della crescita automatica degli stipendi che mette a rischio il potere d'acquisto del loro salario.

Sciopero dei bancari venerdì 30 gennaio 2015


Lunedì 12 gennaio 2015

Uno sciopero generale per l’intera giornata di venerdì 30 gennaio 2015 è stato proclamato dai sindacati dei bancari “contro l’arroganza e l’egoismo dei banchieri” e sono state annunciate anche, per la stessa data, quattro manifestazioni in quattro diverse città italiane, ossia Milano, Ravenna, Roma e Palermo.

Perché scioperano i bancari? Lo spiegano in un volantino in cui parlano del diritto della categoria al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e si oppongono alla decisione dell’Abi (l’Associazione Bancaria Italiana) di disdettare e disapplicare i contratti collettivi a partire dal 1° aprile 2015.

I bancari insistono sul fatto che il contratto nazionale deve restare il primo elemento di diritto non derogabile, a difesa dell’occupazione dell’Area Contrattuale. Aggiungono anche che scioperano e manifestano perché il bancario “non è un numero senza volto, ha una storia, una carriera, una professionalità e il diritto di difendere il potere d’acquisto dei salari e la dignità del lavoro”.

I bancari dicono di voler restare al servizio del Paese, al fianco dei clienti e dei risparmiatori, mentre insistono sull’egoismo dei banchieri che li vogliono riportare indietro nel tempo.

Secondo le organizzazioni sindacali dei bancari saranno 309mila i dipendenti delle banche, inclusi gli apprendisti e i lavoratori con contratto a tempo determinato e d’inserimento, che sciopereranno il 30 gennaio e si asterranno dal lavoro straordinario dal 30 gennaio fino al 28 febbraio.

Il leader della Fabi, la Federazione autonoma bancari italiani, Lando Maria Sileoni, ha spiegato:

“Scioperiamo e manifestiamo per recuperare quegli aumenti economici legati all’inflazione, per avere un Contratto Collettivo a tutela dell’intera categoria, contro la volontà politica delle banche di sostituire la nostra contrattazione nazionale con i contratti aziendali e di gruppo. Scioperiamo e manifestiamo per un nuovo modello di banca che difenda l’occupazione, aumenti i ricavi, garantisca famiglie e imprese, tutelando la qualità della vita e la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori bancari”

Dal 25 novembre 2014 le trattative tra banche e sindacati sono ferme, cioè da quando Alessandro Profumo, rappresentante dell’Abi, ha detto che il confronto non sarebbe proseguito fino a che “i sindacati non avessero accettato il blocco della dinamica automatica del costo del lavoro”.

Per i sindacati dei bancari si tratta di un ricatto perché “l’accettazione di queste misure avrebbe inciso sulle buste paga dei lavoratori del 2,184%, con una perdita in termini di potere d’acquisto dei salari stimabile, da qui a 25 anni, in 345 euro al mese”.

Tra le proposte dell’Abi ritenute inaccettabili dai sindacati, anche la richiesta di una “contrattazione nazionale più leggera e con maggiori demandi al secondo livello” e quella di avere la “mano libera sull’area contrattuale”.
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è che l’Abi ha disdettato il contratto collettivo dei lavoratori dal 31 dicembre e dunque la disapplicazione avverrà dal 1° aprile 2015.

È stato anche lanciato l’hashtag #sonobancario al servizio del Paese.

Sciopero bancari 30 gennaio 2015

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