Fisco: firmato l'accordo Italia-Svizzera

A fare l'annuncio ai giornalisti è stato oggi il consigliere del ministro dell'Economia per gli affari fiscali Vieri Ceriani.

23 febbraio - Italia e Svizzera hanno firmato l'accordo in materia fiscale. A siglarlo sono stati il ministro italiano dell'economia Pier Carlo Padoan e il consigliere federale svizzero Widmer Schulumps.

Con l'accordo, raggiunto dopo tre anni di complessi e durissimi negoziati, si sancisce definitivamente la fine (almeno per i contribuenti italiani) dei paradisi fiscali elvetici: nell'accordo sullo scambio di informazioni tra Italia e federazione elvetica infatti si traccia anche la road map per risolvere altri nodi aperti da tempo con Berna, a cominciare dalla "questione di Campione d'Italia" fino all'uscita della Confederazione dalle blacklist.

Ora il protocollo dovrà essere ratificato dai parlamenti dei due paesi prima di essere reso effettivo.

Secondo quanto riporta l'Ansa l'accordo si basa su tre punti principali: il segreto bancario, per il quale si prevede lo scambio "a richiesta" di informazioni andando a modificare l'attuale Convenzione sulla doppia imposizione Italia-Svizzera, riprendendo lo standard dell'OCSE per lo scambio di informazioni su richiesta.

La blacklist: con l'entrata in vigore del Protocollo la Svizzera verrà rimossa dalle blacklist, vere e proprie liste dell'infamia che considerano come criterio unicamente l'assenza dello scambio automatico di informazioni. Quando gli attuali regimi fiscali privilegiati svizzeri saranno aboliti o resi conformi con gli standard internazionali allora saranno rimossi dalle liste italiane.

Questione Campione d'Italia: nella road map dell'accordo Italia-Svizzera sul fisco dovrebbe essere delineata l'intesa politica sullo status doganale dell'enclave comasca in Svizzera: nessuna soluzione è ancora stata delineata.

Accordo fisco Italia-Svizzera sullo scambio di informazioni bancarie

Aggiornamento 17 gennaio, ore 09:05 - Il Ministero dell'Economia, in una nota, spiega le modalità di accordo e applicazione della Convenzione Svizzera-Italia: le modifiche avverranno tramite un protocollo che riprende lo standard dell'Ocse per lo scambio di informazioni su richiesta.

Nel comunicato stampa pubblicato ieri il MEF si legge che la firma dell'accordo dovrebbe avvenire il prossimo 5 marzo: la nuova Convenzione regolerà al meglio i rapporti tra i due paesi ponendoli su nuove basi che permetteranno di rafforzare la cooperazione, migliorare e sviluppare in un clima costruttivo le relazioni bilaterali, in particolare quelle economiche.

"Con l'accordo sono stati raggiunti, in particolare, i seguenti principali obiettivi:

- miglioramento della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l'Italia e la Svizzera con l'adozione del più recente standard dell'OCSE per lo scambio di informazioni, in particolare quelle su richiesta;
- realizzazione di sinergie con la legge sulla regolarizzazione spontanea dei capitali detenuti all’estero (voluntary disclosure), che consentiranno una più agevole regolarizzazione del passato per i contribuenti italiani, prima del passaggio allo scambio automatico di informazioni, sul quale sono impegnati entrambi i paesi in sede multilaterale e che segnerà una svolta epocale a livello internazionale verso la trasparenza fiscale;
- miglioramento dell'Accordo sulla fiscalità dei lavoratori frontalieri, salvaguardando sia i Comuni oggi beneficiari dei ristorni, sia il livello di tassazione complessivo per i lavoratori;
- abolizione o adeguamento agli standard internazionali dei regimi svizzeri di fiscalità privilegiata."

Oltre al Protocollo di modifica i negoziati tra i due paesi hanno consentito la conclusione di una roadmap, che contiene un chiaro impegno politico in merito a diversi punti delle relazioni bilaterali in ambito fiscale e finanziario, e che sarà pubblicata presumibilmente alla firma dell'accordo.

"- impegno dei due paesi ad adottare in futuro lo standard multilaterale dell'OCSE;
regolarizzazione del passato e scambio di informazioni a richiesta: Entrambi gli Stati potranno inoltrare richieste di gruppo, conformi allo standard dell'OCSE, per identificare i contribuenti che intendono dissimulare cespiti patrimoniali non dichiarati;
- ulteriore modifica della Convenzione Svizzera-Italia: in una seconda fase la Convenzione sarà pure rivista su altri punti; si perseguirà, tra l'altro, un accordo sulla riduzione delle aliquote fiscali applicate a dividendi e interessi, una modifica della disposizione contro gli abusi e l'introduzione di una clausola arbitrale;
- imposizione dei frontalieri: in futuro i frontalieri saranno assoggettati a un'imposizione limitata nello Stato in cui esercitano la loro attività lavorativa e anche all'imposizione nello Stato di residenza. La quota spettante alto Stato del luogo di lavoro ammonterà al massimo al 70 per cento del totale dell'imposta normalmente prelevabile alla fonte. Il carico fiscale totale sui frontalieri non sarà inferiore a quello attuale e inizialmente nemmeno superiore; verrà con molta gradualità portato in linea con quello che la legislazione domestica applica agli altri frontalieri. La nuova imposizione dei frontalieri sarà oggetto di un accordo, che dovrà essere negoziato nella prima metà del 2015. Entrambi gli Stati si sono impegnati ad avviare rapidamente i negoziati;
- black list italiane: con l’entrata in vigore del Protocollo di modifica della CDI la Svizzera sarà rimossa dalle liste che considerano come criterio unicamente l'assenza dello scambio automatico di informazioni. Quando gli attuali regimi fiscali privilegiati svizzeri saranno aboliti o resi conformi con gli standard internazionali, saranno rimossi dalle liste italiane.
- accesso ai mercati finanziari: le parti ribadiscono la loro volontà di riprendere a breve il dialogo per migliorare la cooperazione transfrontaliera e sull'accesso ai mercati finanziari.
- Campione d'Italia: le autorità competenti proseguiranno a breve termine le discussioni finalizzate alla ricerca di soluzioni pragmatiche per singoli aspetti legati all'imposizione indiretta, mentre a più lungo termine verranno ricercate le soluzioni concernenti le altre questioni fiscali e non fiscali dell'enclave."

Fisco: accordo Italia-Svizzera su scambio informazioni

accordo Italia svizzera

Sul fisco è stato raggiunto l'accordo tra Italia e Svizzera sullo scambio informazioni. I governi dei due Paesi dopo mesi e mesi di trattative hanno trovato l'intesa sulla cosiddetta voluntary disclosure, appunto lo scambio di info che permetterà agli ispettori dell'amministrazione finanziaria italiana di ottenere i dati dei connazionali che detengono illecitamente capitali o altri beni nella confederazione elvetica senza pagare, evadendo o eludendo il nostro regime di tassazione.

A fare l'annuncio ai giornalisti è stato oggi il consigliere del ministro dell'Economia per gli Affari fiscali Vieri Ceriani, già sottosegretario al Mef dal 2011 ad aprile 2013 (governo Monti).

Ora mancherebbe solo la firma in calce di Italia e Svizzera per formalizzare l'accordo e renderlo poi operativo, firma che non dovrebbe arrivare più tardi della metà di febbraio 2015, la ratifica dei parlamenti dei due Paesi invece richiederà un tempo compreso tra uno e due anni.

Cosa prevede la voluntary disclousure con la Svizzera

L'intesa va a modificare il trattato tra Italia e Svizzera sulle doppie imposizioni rivisitando l'articolo sullo scambio di informazioni per adeguarlo agli standard Ocse di lotta all'evasione fiscale e al riciclaggio di capitali. In soldoni, addio al segreto bancario, almeno a quello conosciuto fin qui.

Il cittadino-contribuente che intende sanare la propria posizione con l'agenzia delle entrate ora può farlo senza il timore di incorrere nessuna sanzione penali per i reati fiscali ma dichiarando e pagando comunque tutto quel che deve al Fisco italiano.

Il Parlamento italiano a dicembre scorso ha approvato la legge sulla voluntary disclosure per l'emersione dei capitali detenuti illecitamente all'estero in base alla quale non oltre il 2 marzo l’Italia deve firmare i previsti accordi fiscali bilaterali con i paesi ancora inseriti nella black list del Mef.

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