Bankitalia taglia le stime del PIL 2015: crescita modesta, +0,4%

Bankitalia sul Pil: "resta ampia l'incertezza attorno a questi valori, cruciale l'intensità della ripresa della spesa per investimenti”. La ripresa dell'occupazione rimane fragile. Inflazione a -0,2% nel 2015.

Bankitalia dà una bella sforbiciata alle stime di crescita del Prodotto interno lordo (PIL) 2015. Dopo tre anni consecutivi di recessione le previsioni di crescita della nostra economia per quest’anno sono state riviste al ribasso passando dall'1,3% stimato a luglio scorso allo 0,4%. Un taglio non da poco.

Le nostre proiezioni prefigurano per l'economia italiana una crescita modesta quest'anno, più sostenuta il prossimo nello scenario centrale risulterebbe attorno allo 0,4%

spiegano i tecnici di Palazzo Koch. Nel 2016 invece la crescita dovrebbe essere dell‘1,2%. Per Bankitalia comunque:

resta ampia l'incertezza attorno a questi valori. Sarà cruciale l'intensità della ripresa della spesa per investimenti; un rapido miglioramento delle prospettive di domanda e delle condizioni finanziarie potrebbe accrescerla, nonostante l'elevato grado di capacità produttiva inutilizzata. Un andamento più favorevole dell'attività si avrebbe se il prezzo del petrolio si mantenesse sui valori registrati negli ultimi giorni.

Secondo i principali osservatori:

un'inversione di tendenza dell'attività produttiva potrebbe verificarsi nella prima parte dell'anno; ne sarebbe tuttavia condizione necessaria un ritorno dell'accumulazione di capitale su valori positivi. Secondo nostre valutazioni la probabilità di un punto di svolta nei primi mesi dell'anno si collocherebbe attorno al 50 per cento.

L'Istat a novembre ha previsto per il 2015 un ritorno alla crescita, con un aumento del Pil italianp fino allo 0,5%, +0,6% secondo il Def, per arrivare poi a un Prodotto interno lordo a +1% nel 2016, in linea con la stima del governo.

Tornando al bollettino economico di Bankitalia diffuso oggi, sul fronte occupazione i dati preliminari di ottobre e novembre 2014 mostrano che la lieve ripresa intravista è decisamente fragile, infatti:

nei mesi estivi del 2014 il numero di occupati è aumentato, seppur lievemente; dopo tre trimestri di sostanziale stagnazione il monte ore lavorate è tornato a crescere sia nell'industria in senso stretto sia nei servizi privati. Ciò nonostante il tasso di disoccupazione è salito, spinto dall'incremento del tasso di attività. La ripresa dell'occupazione rimane tuttavia fragile, come segnalato dai dati preliminari di ottobre e di novembre: le aspettative delle imprese circa l'evoluzione della domanda di lavoro nei primi mesi del 2015 continuano a essere negative.

Per quanto riguarda i prezzi al consumo (l’inflazione è risultata pari a zero a dicembre) il quadro secondo la Banca d'Italia rimarrà a tinte fosche nel prossimo biennio. I prezzi rimarranno su valori negativi quest'anno (-0,2%), soprattutto a causa del crollo delle quotazioni del greggio, e sotto l'1% nel 2016 (0,7%). 

  Bankitalia Pil 2105 2016

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