Pensioni, Bersani: modificare i meccanismi di uscita

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani e l’ex ministro del lavoro Cesare Damiano tornano a parlare di pensioni ed esodati. Per Bersani la riforma Fornero non deve essere considerata un tabù:

Non ritengo chiusa la riforma Fornero finché non abbiamo trovato una soluzione sugli esodati, stiamo combattendo anche adesso.

In una videochat con La Stampa, il leader del Pd si è detto convinto che si debba preservare l’equilibrio dei conti pubblici ma che allo stesso tempo bisognerebbe introdurre:


un meccanismo di flessibilità e invecchiamento attivo, un meccanismo di scelta che abbia dentro la possibilità di articolare il modo di uscita. È una cosa intelligente che può essere fatta a parità di costo. Dobbiamo riflettere e modificare qualcosa.


Gli fa eco l’ex ministro dell'ultimo governo Prodi e deputato Pd Damiano:

Non basta più dire che le coperture finanziarie non vanno. Bisogna avanzare delle alternative: chi ha obiezioni avanzi delle alternative. Per quello che ci riguarda riteniamo, per esempio, che nel sistema previdenziale, grazie alle riforme dei governi precedenti, nei primi 9 mesi dell'anno in corso si è registrato un calo del 35,5% dei nuovi assegni pensionistici.

In una nota stampa Damiano dice ancora:

L'emendamento unitario alla legge di stabilità che si propone di risolvere il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma delle pensioni del ministro Fornero, firmato dal presidente della Commissione Lavoro della Camera e da tutti i capigruppo dei partiti che sostengono il governo e dell'opposizione, contiene precise indicazioni di copertura finanziaria. Si tratta di risorse importanti che si propone vengano collocate nel fondo già previsto dalla legge stessa, oltre ai 100 milioni di euro già stanziati. Si tratta degli eventuali risparmi che si potrebbero ricavare dai 9 miliardi di euro, già destinati per i primi 120mila lavoratori salvaguardati, e che devono rimanere al fondo per tutelare altri lavoratori. Inoltre, abbiamo previsto un contributo di solidarietà del 3% per i redditi oltre i 150mila euro annui e la clausola di salvaguardia già prevista sui tabacchi.

Foto © Getty Images

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