Quantitative easing BCE al via da marzo | Come funziona | Diretta conferenza stampa Draghi

L'annnuncio di Draghi: quantitative easing al via da marzo

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Aggiornamento ore 15:00. Il quantitative easing (qui che cos'è) della BCE al via da marzo 2015. Sarà un piano di acquisto combinato ed "esteso" di "di titoli di Stato e privati" da "60 miliardi di euro al mese". Come nelle previsioni. Lo ha annunciato il presidente della Bce, Mario Draghi, durante la conferenza stampa successiva al consiglio direttivo della Banca centrale europea di oggi. Draghi ha aggiunto che il programma di acquisti di titoli privati e pubblici della Bce prevede una condivisione dei rischi solo "al 20%" da parte dell'Eurotower. Dai rumors dei giorni scorsi era emersa la possibilità che le emissioni di bond pubblici acquistati dalla Bce venissero fatte ricadere sulle casse delle banche centrali nazionali.

Quantitative easing BCE, oggi il giorno del voto

14:30.

Il bazooka - quantitative easing - della Bce secondo le ultime indiscrezioni inietterà liquidità per almeno 600 miliardi di euro, 50 miliardi di euro di acquisti di titoli di stato al mese. In tutto il piano di allentamento monetario potrà andare anche oltre i 1.000 miliardi per riportare l'inflazione all'obiettivo della Bce poco sotto il 2%. A dicembre l'indice dei prezzi al consumo su baee annua nell'eurozona si è attestato a -0,2%, cioè deflazione.

Aggiornamento ore 14:15. La BCE ha lasciato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%, in linea con le attese di mercati e analisti. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano allo 0,30% e -0,20%. Draghi dovrebbe parlare a breve del piano di acquisti di titoli di Stato, l'atteso quantitative easing. La Banca centrale europea ha lasciato il tasso principale di rifinanziamento al minimo storico dello 0,05%. La decisione del Consiglio direttivo è in linea con le attese di mercati e analisti. Il tasso sui prestiti marginali e quello sui depositi bancari restano rispettivamente allo 0,30% e -0,20%. Ora occhi puntati sul piano di acquisti di titoli di Stato che Draghi illustrerà a breve.

Aggiornamento 22 gennaio 2015, ore 10:00. Quantitative easing BCE, oggi è il giorno della verità con il consiglio della Banca Centrale Europea che darà il suo voto sul piano di acquisto di titoli di Stato che secondo le ultime indiscrezioni di stampa dovrebbe essere da 1100 miliardi fino al 2016. Una politica monetaria super espansiva per far risalire l'inflazione nell'eurozona e agevolare la ripresa economica.

Il governatore della BCE Mario Draghi avrebbe messo sul tavolo dei consiglieri dell'istituto centrale un piano che prevederebbe 50 miliardi di euro al mese di acquisti di bond, da marzo 2015 fino al termine del 2016 salvo che i target del quantitative easing siano raggiunti in anticipo. Si punterebbe quindi a una cifra molto al di sopra delle attese del mercato, una mossa a sorpresa che farebbe calare ancora i tassi di mercato e l’euro.

Intanto la Grecia chiede di non essere esclusa dal piano:

"Nessun paese ha bisogno del quantitative easing come noi. Siamo il paese con più deflazione il più alto tasso di debito e i più alti tassi di interesse interni. In teoria siamo i beneficiari ideali del programma"

dice il ministro delle Finanze greco Gikas Hardouvelis al giornale tedesco Handelsblatt sulla possibile decisione della Bce di avviare il programma di acquisto di titoli di Stato.

Quantitative easing BCE al via? Domani la decisione


21 gennaio 2015. Le borse valori asiatiche volano sui massimi delle ultime sei settimane in scia alle attese per il lancio del quantitative easing da parte della BCE per rilanciare l'economia e fare risalire l'inflazione dell'area euro. Già nel primo pomeriggio di domani 22 gennaio 2015 potrebbe arrivare l'atteso annuncio del governatore Mario Draghi sull'avvio dell'allentamento monetario la cui portata dovrebbe essere almeno di 500 miliardi di euro.

L'indice MSCI delle borse dell'area Asia-Pacifico, esclusa Tokyo, è salito dell'1,4% dopo le 8 di oggi, ora italiana. Sulla piazza finanziaria giapponese l'indice Nikkei ha invece ceduto lo 0,5% a 17.280,48 punti, per le prese di profitto dopo i guadagni degli ultimi giorni.

Le borse europee hanno aperto in moderato rialzo in linea con la chiusura di ieri di Wall Street. Nel vecchio continente la cautela regna sovrana in attesa del meeting della Banca centrale europea di domani al cui termine dovrebbero essere comunicati i dettagli dell'atteso piano di acquisto di titoli di Stato.

A Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha fatto segnare in avvio una crescita dello 0,33% a 19.724 punti. Poco prima di mezzogiorno, ora italiana, Londra prosegue in rialzo dello 0,66%, Francoforte cede lo 0,29% e Parigi lo 0,43%, Milano gira invece sulla parità (+0,03%), anche qui per prese di beneficio dopo i recenti rimbalzi.

"Tutti discutono di cosa farà la Bce domani. I mercati sono poco mossi perché c'è incertezza"

spiega Kara Ordway, market maker di City Index a Sydney, a Reuters.

Il consiglio direttivo della Bce non è unanime sul via libera, come racconta oggi il corrispondente da Francoforte del Sole 24 Ore. Con Draghi sono schierati il vicepresidente Vitor Constancio, e il capo economista Peter Praet, e Benoit Coeuré.

L'ex vicepresidente della Bundesbank Sabine Lautenschlaeger è com'è noto contraria al qe in questa fase, scettico anche il lussemburghese Yves Mersch. A tenere le fila del fronte del no tra i governatori delle banche centrali nazionali, c'è il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, spalleggiato dal governatore centrale olandese Klaas Knot, e a quanto pare anche dai governatori del Lussemburgo, Lettonia, Lituania e Slovacchia. Il numero uno di Bankitalia Ignazio Visco guida il fronte dei governatori nazionali favorevoli.

Come si vota. Ad esprimere un voto saranno in 21, alcuni dei membri del direttivo avranno infatti solo diritto di parola in base a quel che prevedono i trattati, Con più di 18 paesi entrai nell'area euro, è così dopo l'ingresso della Lituania, è stata introdotta la rotazione: ogni volta a uno dei 5 “grandi” paesi - Germania, Francia, Italia, Spagna e Olanda - e a 3 degli 11 “piccoli” viene negato il diritto di voto. A votare sempre sono solo i 6 membri del comitato esecutivo "di stanza" a Francoforte.

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