I rischi del Quantitative Easing, perché potrebbe non funzionare

Le ragioni per cui il Quantitative Easing potrebbe non funzionare e i difetti della misura della Bce.

Il Quantitative easing della Bce ha generato grosse aspettative, compresa quella che possa da solo rilanciare l'economia europea (ragion per cui i falchi del rigore temono che possa essere un disincentivo a fare le riforme nei paesi, Italia compresa, che più ne necessitano). Si sa quali sono i vantaggi del "bazooka" della Bce: basso rendimento dei titoli di stato, ripresa dell'export con l'euro debole, aumento dell'inflazione e quindi dei consumi e quindi ancora dell'inflazione. Si sa anche chi ci guadagna, quello che forse si è analizzato meno sono i rischi del Quantitative easing e le ragioni per cui potrebbe non funzionare.

Quantitative easing, perché potrebbe non funzionare

I punti su cui ci si concentra sono fondamentalmente tre: la potenza di fuoco limitata della misura della Bce, le differenze tra il nostro sistema economica e altri in cui il QE ha funzionato bene, il segnale di disgregazione che è arrivato con la decisione di non mettere in comune i titoli di stato. Partiamo dal primo punto.

Nonostante la misura da 1.100 miliardi, per circa 60 miliardi al mese di acquisti di titoli di stato europei - e nonostante Draghi abbia già fatto sapere che il QE andrà in scena finché non si sarà raggiunta un'inflazione del 2% - sia molto superiore rispetto alle attese, la potenza di fuoco del "bazooka" è comunque limitata rispetto a quanto messo in campo, per esempio, dalla Federal Reserve o dalla Bank of Japan. Inoltre viene sottolineato come la Bce avesse immesso sul mercato circa 1.000 miliardi di euro nel 2012, sotto forma di prestito agevolato alle banche. Soldi che ora stanno rientrando e che quindi la Bce sta, semplicemente, di nuovo immettendo sul mercato.

Il secondo punto centrale è la differenza tra il sistema economico europeo e quello americano. Se negli USA le aziende si finanziano per il 20% attraverso le banche e per l'80% attraverso il mercato (emettendo direttamente titoli e obbligazioni), ecco che in Europa le cose funzionano al contrario, vale a dire che le aziende si finanziano per l'80% attraverso le banche e solo per il 20% direttamente sul mercato. Che cosa significa questo? Che la Fed poteva trasmettere le sue iniezioni di liquidi direttamente alle aziende, alimentando così la loro attività. La Bce, invece, concederà liquidità alle banche, ma poi chi assicura che questi soldi venga prestati alle aziende invece che usati per giocare sui mercati? Se le banche decidessero di usare quei soldi per acquistare asset finanziari e immobiliari, ad avvantaggiarsi sarà chi possiede titoli e case, mentre la ricaduta sull'economia reale sarà minima.

Ancora, decidendo di non ripartire i rischi (l’80% dei titoli acquistati nel bilancio delle Banche Centrali dei singoli Stati membri, mentre solo il 20% sarà tenuto in bilancio dalla Bce) si è lanciato un segnale chiaro: l'Europa non si fida completamente dei suoi stessi stati membri e teme che alcuni di essi non siano in grado di ripagare i debiti. Un segnale che potrebbe minare la fiducia nella ripresa che è alla base dello stesso Quantitative Easing.

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