Confindustria: "Nel 2015 basta recessione, variazioni positive per Pil e occupazione"

Nel rapporto del Centro Studi Confindustria previsioni ottimistiche per il 2015 e il 2016.

Il Centro Studi Confindustria è piuttosto ottimista nel suo rapporto Congiuntura flash, su quelle che saranno le sorti dell'economia italiana tra l'anno in corso e il prossimo.

Nel rapporto si legge infatti che nel 2015 finisce la lunga e profonda recessione cominciata nel 2008 e si prospettano variazioni positive per Pil e occupazione. La dell'economia del Belpaese dipenderà da una serie di fattori tra cui il calo del prezzo del petrolio, la svalutazione del cambio dell'euro, l'accelerazione del commercio mondiale e la diminuzione dei tassi di interesse a lungo termine.

Grazie alla concomitanza di questi elementi, il Pil italiano riceverà così una spinta del 2,1% nel 2015 e poi del 2,5% nel 2016. Confindustria fa notare che molto importanti saranno anche le politiche orientate alla crescita che daranno all'occupazione e agli investimenti la possibilità di aumentare e su questo inciderà anche la maggiore flessibilità conquistata in ambito Ue.

Gli indicatori congiunturali offrono una buona base di ripartenza tra la stabilizzazione della domanda interna e della produzione, inoltre a tutto questo si aggiunge l'Expo a Milano che dovrebbe avere effetti benefici su tutto il Paese.

Gli esperti di Viale dell'Astronomia sottolineano come gli effetti del calo del prezzo del petrolio, del cambio e dei tassi più bassi, si faranno sentire in tutta l'Eurozona, che poi è anche il principale sbocco della produzione italiana.

Più in generale è tutto il quadro internazionale che appare confortante grazie anche al buon momento degli Usa e dell'India da una parte e al rallentamento invece della Cina dall'altro.

Per quanto riguarda l'occupazione, se è vero che a novembre è scesa di altre 48mila unità e, considerato anche ottobre 2014, la variazione bimestrale annuale è stata del -0,2% rispetto al terzo trimestre, secondo Confindustria è possibile che questo dato negativo prospetti un aumento nel 2015, perché le aziende potrebbero aver rinviato le assunzioni al nuovo anno appena iniziato per aspettare il Jobs Act.

Intanto la produzione industriale, che già a dicembre era salita dello 0,1%, a gennaio sarebbe già cresciuta dello 0,3%.

Centro studi Confindustria Congiuntura Flash

  • shares
  • +1
  • Mail