Aumentano i poveri: 3,7 milioni di indigenti nel 2012

Nel 2012 sono aumentati gli italiani che hanno chiesto assistenza alimentare. Sono in tutto 3.686.942 le persone che hanno avuto difficoltà a mettere insieme un pasto, con un incremento del 33% in soli due anni. È quanto emerge dal rapporto presentato ieri dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), davanti al ministro dell’agricoltura Mario Catania e a quello dello Sviluppo economico Corrado Passera.

Tra gli indigenti quasi 380mila sono bambini fino a cinque anni, concentrati per la maggior parte in Campania e Sicilia, mentre 508.451 sono anziani, over 65 che perlopiù vivono, o meglio provano a vivere, nelle regioni del Sud Italia. Le organizzazioni caritative, confermando la loro funzione sociale e di sussidiarietà, nel corso del 2012 hanno provveduto a interventi alimentari per quasi 126 milioni di unità.

Cosa intende fare il governo? Non basterà certo la nuova ma vecchia social card, che sarà sperimentata con la distribuzione a 15mila famiglie.

Dice il ministro Catania:


Il sostegno agli indigenti è un tema su cui si misura la capacità del Paese di dare risposte esaurienti a un dramma sociale, che si è fatto ancora più acuto negli ultimi anni.

Sì, è decisamente una questione di civiltà. Quindi? Catania cita il Programma europeo di aiuti tra l’altro in forse dal 2014 in poi...

è un ottimo esempio di come si può intervenire nella società attraverso, peraltro, un efficace incontro tra pubblico e privato. Purtroppo, alcuni paesi dell'Europa non vogliono che questa misura venga rifinanziata oltre il 2013, ma da parte nostra c'è l'assoluto impegno per evitare che ciò accada. Non rinunceremo mai all'idea di un paese diverso, sogniamo una societa' inclusiva dove ci sia posto per tutti.

Poi il ministro ammette:

Voglio sottolineare come il piano di aiuti sia una misura indispensabile per il nostro paese, che non è dotato di una sistema di welfare che copra anche questi aspetti. L'Italia non ha strumenti per contrastare l'indigenza assoluta, il programma è l'unico mezzo forte che abbiamo a disposizione e purtroppo in sede europea viene messo in discussione. La sua prosecuzione è per ora garantita ma, allo stato attuale, dovrebbe terminare alla fine del 2013. Noi, quindi, ci muoveremo per negoziare a Bruxelles con l'obiettivo di salvare il programma.

In secondo luogo proveremo ad avere un altro strumento all'interno della politica sociale; in ultima ipotesi, nel caso in cui l'Europa deciderà di non mantenere in piedi il programma, siamo pronti a far partire uno strumento nazionale per sopperire alla mancanza delle risorse comunitarie. Per fare ciò esistono già norme che prevedono l'istituzione di un fondo nazionale per gli aiuti agli indigenti.A quel punto dovremo solo trovarne una copertura finanziaria con nostri fondi, che si aggirerà sempre sui 100 milioni di euro l'anno. In quel caso, nel 2013, faremo partire la macchina per proseguire con gli aiuti, attivando risorse nazionali e interventi privati.

Foto © TMNews

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