Auto Euro 4: usala meno e comprala meglio

Auto Euro 4 Grandi protagoniste della nuova Finanziaria e vettore di grandi aspettative sul radioso ed ecologico futuro ambientalista le Auto Euro 4 hanno riempito le pagine dei giornali per mesi. Finalmente qualcuno si è preoccupato di guardare nel motore delle fantomatiche macchine eco-compatibili per stilare una lista di utili consigli sugli acquisti davvero eco-responsabili.

Non tutte le Euro 4 vengono per nuocere..

Legambiente ha infatti presentato il primo rapporto sull'impatto ambientale globale delle automobili Euro 4 in commercio in Italia dal simpatico titolo "usala meno e comprala meglio".
Emerge così una "classifica" dei modelli più o meno virtuosi e la consapevolezza che non tutti gli Euro4 sono uguali… anzi! Si tratta di un utile strumento non solo per guidare all'acquisto delle auto meno impattanti, ma anche per orientare gli incentivi governativi. (v. comunicato)
500 i modelli tra auto e furgoni passati al vaglio della scrupolosa lente di Legambiente. Tra le meno inquinanti risultano Honda civic e Toyota Prius seguite da Citroen C1, Peugeot 107 e Toyota Aygo.
Nella top ten delle auto virtuose non risulta alcun nome italiano, sebbene la Fiat detenga un buon primato sulle monovolume.

... ma l'abito spesso non fa il monaco!

Dalla ricerca emerge che il parco circolante italiano non può vantare grossi numeri in verde dal momento che delle 465 automobili euro 4 analizzate solo 90 (57 benzina, 30 diesel e 3 gas) possono fregiarsi delle 5 stelle (il massimo della ecocompatibilità) mentre ben 184 (105 a benzina, 78 diesel e 1 gas) modelli ottengono solo 1 o 2 stelle, dimostrando minori performances ambientali.

Sugli 86 furgoncini presi in esame solo 3 (1 a benzina e 2 a gas) conquistano le 5 stelle mentre la stragrande maggioranza, 70 (15 benzina e 55 diesel), hanno solo 1 o 2 stelle.

18 i parametri di analisi adottati da Legambiente e ATA (associazione svizzera traffico e ambiente) tra cui il consumo di carburante, la rumorosità e le emissioni di gas serra (CO2) per dimostrare quanto utile sarebbe ricorrere a mezzi di trasporto alternativi agli autoveicoli o quantomeno imporre l'installazione di filtri antiparticolato.

I consigli di Legambiente

Sulla scorta dei dati emersi sull'inquinamento e sulla scarsa ecologicità delle tanto incentivate Euro 4 Legambiente propone al Governo di:


  • Introdurre l'obbligatorietà dei FAP per legge,

  • destinare più soldi al TPL locale, al trasporto su ferro e al cabotaggio. Serve una legge speciale.
    La finanziaria stanzia 90 milioni di Euro annui per un triennio per la mobilità sostenibile in città. Una bazzecola se si considera che per costruire una linea tramviaria in una città media (come Padova) il costo si aggira sui 100 ml di euro.

  • incentivare la rottamazione auto in maniera più mirata su categorie di auto meno inquinanti,

  • tassare i SUV e i mezzi più inquinanti.

Mentre suggerisce agli Agli enti locali di:


  • Adottare il Road pricing e altre forme di tariffazione del traffico urbano per limitarlo e nel contempo finanziare le alternative all'auto,

  • rafforzare i provvedimenti di limitazioni invernali della circolazione. Non esentare i diesel (anche euro 4) senza Filtri anti-particolato. Controlli più stretti,

  • destinare i fondi locali ad incentivare l'installazione di TPL o la diffusione car sharing, car pooling e piste ciclabili. (v. articolo)
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