Compro Oro nel mirino della Gdf. La settimana scorsa era toccato ai Money Transfer

Compro oro nel mirino del maxi blitz della Guardia di finanza che stamattina ha passato al setaccio 250 punti e sequestrato beni per 163 milioni di euro. Secondo le Fiamme gialle di Arezzo e Pescara è stata sgominata una vera e propria organizzazione a delinquere che aveva il suo quartier generale in Svizzera e che in 12 mesi ha gestito qualcosa come 4.500 chili d'oro e 11mila d'argento.

La banda, a struttura piramidale, acquistava i metalli preziosi sempre in nero con scambi di oro contro contanti, in banconote di grosso taglio. I corrieri erano degli insospettabili che viaggiavano su auto modificate con doppi fondi. In tutto risultano indagate 118 persone per le accuse mosse a vario titolo di di associazione per delinquere, riciclaggio e reinvestimento di proventi illeciti, ricettazione, esercizio abusivo del commercio di oro e frode fiscale.

Controlli e perquisizioni hanno riguardato punti Compro oro di 11 regioni italiane, su disposizione della Procura di Arezzo. Più di 500 i conti sequestrati, sparsi tra banche e fiduciarie, che erano nella disponibilità degli indagati. La base operativa dell’organizzazione in Italia era una villa a Monte San Savino (Arezzo) con tanto di sentinelle e sistema di videosorveglianza. I Compro oro negli ultimi anni sono cresciuti in modo costante, complice la crisi c'è stato un prepotente ritorno del bene rifugio per eccellenza.


Di recente il vice sindaco leghista di Brescia Fabio Rolfi ha colto l’occasione per accendere i riflettori anche sui Money transfer che si sono via via affermati come importante canale per trasferire le rimesse degli immigrati all’estero, a sostegno dell’economia domestica delle famiglie d’origine. Si parla di 38 milioni di operazioni e di un giro d'affari di 12 miliardi di euro in due anni secondo le stime della Guardia di finanza.

Dopo l’operazione della scorsa settimana che ha portato al sequestro di 21 Money transfer proprio tra Brescia e provincia - accusati di aver riciclato almeno 3 miliardi di euro in 2 anni - Rolfi, che è anche segretario provinciale della Lega Nord di Brescia, ha sostenuto che:

Il comparto delle rimesse di denaro all'estero e il settore emergente del compro-oro sono due ambiti borderline, anche se non voglio dire che tutti i gestori siano complici. Io dico che è giusto guardarci dentro, analizzare il fenomeno, perché senza regole precise facile è che la illegalità si diffonda, che la malavita si radichi. Che vengano effettuati lucrosi guadagni grazie a normative carenti.

Ed ecco la proposta del vice sindaco:

aumentare la tassazione sulle rimesse. Basta poco per contrastare il fenomeno: soldi tassati per avere più risorse per il nostro Paese. Se l'immigrato è regolare e manda soldi alla famiglia paga le tasse all'origine. Ma i soldi spediti all'estero non entrano nel circuito nazionale e ciò penalizzata enormemente la nostra economia, per un minor introito relativo alla tassazione Iva. In poche parole i soldi non vengono reinvestiti e l'economia ne risente. Se l'immigrato e la sua famiglia non spendono soldi in Italia l'Iva diminuisce; ripeto i soldi devono entrare nel circolo nazionale, creare ricchezza e portare lavoro.

Foto © TMNews

  • shares
  • Mail