Nel 2016 il pil indiano crescerà più di quello cinese

Un sorpasso storico che potrebbe avere importanti conseguenze sull'equilibrio mondiale.

L'anno scorso abbiamo vissuto lo storico sorpasso del pil cinese sugli Stati Uniti (a parità di potere acquisto), nel 2016 potrebbe invece avvenire un altro storico sorpasso, quello della crescita del pil indiano che sarà più veloce di quella cinese, che negli ultimi anni ha in effetti subito un certo rallentamento (pur restando su livelli impressionanti visti dalla stagnante eurozona). A prevederlo è l'International Monetary Fund nel suo ultimo outlook sull'economia mondiale.

Per la precisione, e stando a quelle che sono comunque solo delle previsioni, l'India l'anno prossimo crescerà a un ritmo del 6,5%, superando così la Cina, che si fermerà al 6,3% (dopo il 7,4% messo a segno nel 2014). In questo modo, il paese guidato dal leader conservatore Narendra Modi diventerà quello a più rapida crescita economica in tutto il mondo (da segnalare come si prevede che gli Stati Uniti cresceranno di un invidiabile 3,6%).

Anche le stime della Banca Mondiale raccontano la stessa situazione, pur cambiando in parte i numeri: crescita del 7% per l'India, crescita del 6,9% per la Cina. Ma quali sono le ragioni dietro a questo storico sorpasso (che, va ricordato, riguarda la crescita del Pil, e non il Pil in sé)? Da una parte, va di pari passo con la crescita democrafica: l'India ha già raggiunto la Cina a quota 1,3 miliardi e tra poco l'avrà superata. Dall'altra, l'India è meno vulnerabile della Cina ai risvolti economici internazionali, non avendo un grosso export e producendo soprattutto per soddisfare la propria domanda interna. L'India, inoltre, si avvantaggia parecchio del basso prezzo del petrolio, visto che ne è una grande importatrice.

Ma questo sorpasso ha anche importanti conseguenze dal punto di vista geopolitico. Ed è forse proprio in base a queste previsioni che Barack Obama sta sempre più stringendo una "strana" alleanza con il conservatore Modi, da contrapporre all'asse tra Cina e Russia. Scrive Rampini su Repubblica:

L’intesa Washington-Delhi è un pilastro della nuova strategia di contenimento dell’espansionismo cinese in Asia. E Obama ha bisogno di conquistare Modi alla battaglia contro il cambiamento climatico (la cappa di smog su Delhi ormai è altrettanto mefitica di quella che opprime Pechino). La scommessa poggia su una “quinta colonna” all’interno degli Stati Uniti: la diaspora indiana, un’élite sempre più integrata nella società americana, in funzioni di leadership. Dal chief executive della Microsoft al procuratore generale di New York, gli indiani occupano posti-chiave nella classe dirigente americana. E quando Modi è stato qui a New York, hanno riempito il Madison Square Garden come per una pop star.

INDIA-SRI LANKA-DIPLOMACY

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