Pressione fiscale sale nel 2014 al 43,5%. Deficit/pil al 3%

Il peso del fisco è cresciuto di +0,1 punti percentuali rispetto al 2013. Tasi un macigno per i contribuenti. Pil Nel 2014 a -0,4%, Deficit/pil sale al 3%. I dati Istat



pressione Fisco 2014

La pressione fiscale è salita ancora nel 2014 per attestarsi al 43,5%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al 2013, anche se il governo Renzi si è molto affannato a spiegare di aver ridotto le tasse con la legge di Stabilità 2015, finanziata in deficit per 11 miliardi di euro.

L'Istat spiega in una nota diffusa oggi che l'anno scorso le entrate totali delle amministrazioni pubbliche sono cresciute dello 0,6% rispetto a un anno prima (+0,1% nel 2013) con un’incidenza sul Prodotto interno lordo (Pil) pari al 48,1%. Le entrate correnti sono pure aumentate, dello 0,9%, per attestarsi a una percentuale pari al 47,7% del Pil.

Più in dettaglio le imposte indirette sono aumentate del 3,3% soprattutto come conseguenza dell'aumento del gettito dell’Iva e dell’introduzione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili dei comuni, quella che avrebbe dovuto cancellare l'Imu sulla prima casa per intenderci, ma che ha fatto crescere l'imposizione sugli immobili.

Le imposte dirette invece sono calate nell'arco dei 12 mesi dello 0,9%, grazie alla riduzione dell’Ires compensata però in parte dalla discreta crescita delle imposte sostitutive. I contributi sociali effettivi hanno fatto segnare un lieve aumento (+0,6%) su base annua.

Spiega ancora l'Istat che il marcato calo delle entrate in conto capitale (-21,3%) è ascrivibile in gran parte alla riduzione delle imposte in conto capitale, come conseguenza del fatto che è venuto meno il versamento una tantum dell’imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali Ias.

Sempre nel 2014 il Pil in volume in Italia ha fatto segnare un calo dello 0,4%, per il terzo anno consecutivo di recessione, al di sotto del livello registrato nel 2000, mentre il rapporto deficit/pil è salito al 3%, dal 2,9% del 2013. Il saldo primario, cioè l'indebitamento netto esclusa la spesa per interessi, è positivo e pari a 25.942 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil dell’1,6% (dall'1,9% del 2013).

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