Ilva: il decreto è legge, Renzi: "per Taranto riparte la speranza"

Renzi dopo l'approvazione su Twitter: "Riparte la speranza" ma la polemica politica infuria: "il governo salva la banche non l'Ilva"

Ok finale dell'aula della Camera dei deputati al decreto sull'Ilva di Taranto: i sì sono stati 284, 126 i no - da M5S, Lega e Sel - e 50 gli astenuti, nelle fila di Forza Italia e Fdi.

Il decreto legge approvato con voto definitivo era uscito nei giorni scorsi dal Senato, dopo il vaglio e le modifiche delle commissioni Industria e Ambiente, ed è altra cosa da come lo aveva approvato il Consiglio dei ministri alla vigilia delle feste di Natale.

I contenuti del decreto Ilva

Nel testo si prevede lo stanziamento di 2 miliardi in gestione ai tre commissari cui è stata affidata l'amministrazione straordinaria dell'azienda siderurgica dal 21 gennaio 2014.

La legge scandisce anche i tempi degli interventi dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) con delle importanti modifiche rispetto a quanto uscito dal Cdm di fine dicembre. Palazzo Chigi aveva riservato il provvedimento a un decreto diretto del presidente del Consiglio.

Dal testo uscito dalle Camere si riconferma invece la data presente nel piano ambientale approvato l'anno scorso, l'Aia dovrà terminare ad agosto d 2016. Per l'80% delle prescrizioni invece la scadenza è confermata per luglio 2015.

Un'altra sezione del decreto rivista, per un maggiore tutela, riguarda le garanzie dell'indotto dell'Ilva, i cui lavoratori con l'ingresso dell'azienda in amministrazione straordinaria temevano di perdere i crediti maturati finora.

Il decreto riguarda quindi sia l'indotto dell'acciaieria che l'assetto finanziario dell'Ilva per aprirlo a nuovi potenziali finanziamenti. Il decreto svincola a favore dell'azienda siderurgica i 156 milioni dell'accantonamento Fintecna, autorizza i commissari a chiedere un prestito per 400 milioni garantito dallo Stato (tramite Cdp) e cambia la modalità d'uso degli 1,2 miliardi sequestrati a membri della famiglia Riva nel 2013 con l'accusa reati fiscali e finanziari.

Tali fondi non andranno più all'aumento di capitale ma al risanamento ambientale dello stabilimento con l'impiego nella sottoscrizione di obbligazioni emesse dalla stessa Ilva in amministrazione straordinaria e intestate al Fondo unico giustizia.

Il provvedimento avrebbe insomma messo le basi affinché l'Ilva possa ottenere circa 1,8 miliardi di euro da sommare ai 260 milioni di riapertura delle linee di credito come deciso dda Banca Intesa Sanpaolo e Unicredit nei giorni scorsi.

Le reazioni politiche all'approvazione del decreto

Il premier Renzi una volta approvato definitivamente il decreto legge scrive su Twitter che per Taranto e per l'Ilva riparte la speranza:

Non la pensa per niente così il Movimento cinque stelle che per protesta a Montecitorio ha mostrato cartelli contro il provvedimento e accusato il Pd di ipocrisia:

"È una proroga a vita dell'Ilva che è in realtà solo un modo per far rientrare le banche dalle loro esposizioni e dei loro crediti per poi lasciare tutti debiti e danni a carico dello Stato. Ecco cos'è il decreto Ilva. È palese come il Governo ritenga troppo restrittive le norme dell'autorizzazione AIA per l'Ilva, considerando che si sta facendo di tutto per ampliarne le maglie giustificando di fatto la procedura di infrazione europea"

ha detto il deputato Davide Crippa.

Critiche anche dai Verdi, secondo cui per questa via Taranto sarà condannata a morire:

''In nome del popolo inquinato e ammalato, ingiustizia è fatta"

Il decreto legge sull'Ilva è:

"il settimo in quasi tre anni, che condanna la popolazione di Taranto a vivere con la diossina e con i veleni''

commenta il portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli.

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