Borse UE alla finestra in attesa dei dati USA sulla disoccupazione

A Piazza Affari l'indice FTSE-MIB sale di mezzo punto percentuale. Sul secondario il tasso del decennale del Tesoro cala fino all'1,27%, nuovo minimo storico

Aggiornamento ore 15:00 Le borse europee tornano positive e proseguono l'ultima seduta della settimana stabili ma pur sempre con valori vicini ai massimi degli ultimi sette anni, con gli investitori che rimangono alla finestra in attesa dei dati sulla disoccupazione in Usa che saranno diffusi oggi e che potrebbero spingere la Fed ad alzare il costo del denaro a breve, prima del previsto. Prospettiva che evidentemente non scalda troppo, visto anche la politica monetaria ultra espansiva che la Bce lancia ora con il suo piano di allentamento monetario da 60 mld di euro al mese fino a settembre 2016.

"C'è un dibattito sul timing del rialzo dei tassi Usa, se a metà anno o più tardi. Da questo punto di vista, se arrivano dati forti sul lavoro questo potrebbe significare un aumento già a giugno"

dice a Returs Edmund Shing, global equity fund manager di BCS Asset Management.

Intorno a mezzogiorno l'indice paneuropeo FTSEurofirst 300 segnava +0,28% a 1573,88 punti. Ieri aveva guadagnato lo 0,8%, nuovo picco record degli ultimi sette anni. Piazza Affari, poco prima delle 15.00, risulta maglia rosa in Europa, (+0,49%), accelerando sulle concorrenti a traino delle performance di Yoox (+4,5%) e Mps (+4,5%). Fuori dal paniere principale bene anche Mondadori (+6,87%) dopo il via libera di Rcs (+2,1%) alla trattativa in esclusiva per la possibile acquisizione del ramo Libri.

Sul secondario lo spread tra Btp e Bund scende ancora e da 94 punti base dell'apertura di oggi va giù fino a 91 punti, per un rendimento del decennale del Tesoro italiano all'1,27%, nuovo minimo storico.

QE, il giorno dopo: borse Europa deboli, spread ai minimi dal 2010

Le maggiori borse europee aprono contrastate, non c'è molto entusiasmo il giorno dopo che Draghi ha annunciato che il Quantitative Easing (QE) della Bce, l'acquisto di bond pubblici dei paesi dell'eurozona, partirà ufficialmente il 9 marzo.

Svanito per i mercati azionari l'effetto attesa-sorpresa per l'allentamento monetario le borse europee partono poco mosse anche perché aspettano i dati in arrivo dagli USA sull'occupazione mentre i positivi esiti degli stress test della Fed non sembrano scuotere troppo gli investitori.

Tornando in Europa, il primo mercato continentale, la borsa di Londra, apre in flessione dello 0,2%, come Parigi. Francoforte cresce dello 0,1%, la borsa di Madrid sale dello 0,2% e a Milano Piazza Affari avvia le contrattazioni in rialzo con l'indice principale Ftse Mib che segna +0,19%, a 22.449 punti e l'All Share che apre a +0,18%.

In Asia la borsa di Tokyo ha festeggiato l'avvio del QE europeo chiudendo la seduta di venerdì 6 marzo in positivo così come aveva fatto ieri Wall Street negli USA. L'indice Nikkei giapponese ha guadagnato l'1,17% a 18.971 punti, ai massimi dall'aprile 2000.

Sul mercato secondario italiano gli effetti dell'annuncio dell'inizio lunedì prossimo del Quantitative Easing sembrano dispiegarsi meglio che sull'azionario: lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti scende su nuovi minimi, a quota 94 punti base, il miglior risultato da maggio 2010.

Il rendimento del decennale del Tesoro cala fino all'1,28%, al minimo storico. Anche per gli altri paesi della periferia dell'eurozona il differenziale tra i loro benchmark a 10 anni e i Bund si riduce: lo spread Bonos spagnoli a 10 anni e omologhi tedeschi scende a 90 punti base per un tasso del titolo di Stato iberico all'1,24%, nuovo minimo storico. Il tasso dei bond a 10 anni portoghesi cala fino all'1,7%.

Sembra rafforzarsi anche il trend rialzista del prezzo del petrolio: i future sul light crude Wti aprono in rialzo i 10 centesimi a 50,86 dollari e quelli sul Brent di 27 centesimi a 60,75 dollari al barile.

Piazza Affari e borse dopo QE

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