Voluntary disclosure: guida dell'Agenzia delle Entrate

Voluntary disclosure applicata anche a Iva, Irap e Irpef. Sì al pagamento rateale ma non alla compensazione. Anche le fittizie residenze saranno oggetto della sanatoria

Ecco le linee guida alla voluntary disclosure, la normativa che regola la sanatoria per il rientro dei capitali detenuti o costituiti illecitamente all’estero con sanzioni meno onerose i contribuenti e senza che incorrano in procedimenti di tipo penale, come stabilito dalla legge 15 dicembre 2014, numero 186.

La voluntary sarà applicata anche a livello nazionale con la regolarizzazione prevista per tutte le violazioni dichiarative relative a imposte sui redditi e addizionali, alle imposte sostitutive, all'Irap, all'Iva, e anche alle violazioni in materia di dichiarazioni dei sostituti d'imposta.

Così spiega l'Agenzia delle Entrate nella circolare diffusa oggi, vediamo in dettaglio come funziona tutta la procedura della sanatoria fiscale.

Quando e per chi

Fino al 30 settembre 2015 si possono inoltrare le richieste all'Agenzia per far rientrare in Italia i capitali detenuti all'estero, le norme della voluntary disclosure, saranno applicate anche all'interno dei confini italiani. Sia i contribuenti non tenuti agli obblighi dichiarativi in materia di monitoraggio fiscale sia quelli che vi sono tenuti, e che lo hanno fatto, potranno essere regolarizzati per tutte le violazioni sulle dichiarazioni di imposte sui redditi e addizionali varie. 



Funzionamento voluntary disclosure

La voluntary disclosure "si perfeziona esclusivamente in seguito al versamento di tutte le somme dovute, in un'unica soluzione oppure in tre rate di pari importo” spiega l'Agenzia, non è prevista la possibilità di avvalersi della compensazione.

In caso di mancato pagamento, anche di una sola rata, la procedura di collaborazione volontaria non si concluderà e le Enrate dovranno inviare al contribuente un altro avviso di accertamento e uno nuovo di contestazione.



Per chi non funziona la voluntary

Gli indagati non potranno accedere alla voluntary disclosure che quindi non varrà per i contribuenti che prima di presentare la domanda di accesso sanno "dell'inizio di accessi, ispezioni o verifiche, dell'inizio di altre attività amministrative di accertamento, della propria condizione di indagato o di imputato in procedimenti penali per violazioni di norme tributarie". 


Voluntary anche per black list

Alla procedura agevolata potranno invece accedere anche gli "estero residenti fittizi", i cittadini "trasferiti" in Paesi black list e i soggetti "esterovestiti", cioè contribuenti che "detengono attività all'estero senza esserne formalmente intestatari, avendo fatto ricorso a soggetti interposti o a intestazioni fiduciarie estere, così come possono aderire i trust e i trust "esterovestiti".

Come aderire alla voluntary disclosure

Alla procedura si aderisce solo online, per via telematica, con l'Agenzia delle Entrate che poi invierà al contribuente una comunicazione di ricezione avvenuta. Non più tardi di30 giorni dalla presentazione della domanda, in ogni caso non oltre il 30 settembre 2015, i contribuenti devono inviare la documentazione all'indirizzo di Posta elettronica certificata (Pec) indicato nella ricevuta, indicando per ogni annualità d'imposta, la descrizione analitica delle informazioni e dei dati riportati in sintesi nella richiesta di adesione alla voluntary.

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