Workshop Ambrosetti: cosa hanno detto Varoufakis, Padoan e Visco

Il ministro delle finanze ellenico Varoufakis davanti a Visco e Padoan: "serve un quantitative easing della Bei, alternativo a quello della Bce di Draghi".

Al Workshop Ambrosetti sugli scenari ecomomico-finanziari in corso a Cernobbio, sul lago di Como, oggi sono intervenuti tra gli altri il ministro delle finanze ellenico Yanis Varoufakis, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, e il ministro dell'economia italiano Pier Carlo Padoan.

Gli ultimi due hanno ammonito sul fatto che non è ancora il momento di vedere troppo rosa, invitando la platea di imprenditori presenti a non sperare ingiustificatamente sulla rapida inversione del ciclo economico.

"C'è un ottimismo nuovo che non c'era fino a poche settimane fa"

ha esordito Visco, ricordando però che il dato negativo della produzione industriale di gennaio obbliga a guardarsi:

"dall'eccesso di ottimismo: ci vuole consapevolezza e capacità di distinguere tra le diverse situazioni".

Parole che potrebbero essere anche indirizzate dalle parti di Palazzo Chigi, dove l'ottimismo scollegato dai dati macro relativi all'economia reale è di casa.

L'attuale clima favorevole sui mercati finanziari secondo il governatore di Bankitalia non è dovuto solo al Quantitative easing avviato dalla Bce questa settimana:

In realtà c'è qualcosa di più profondo sul piano qualitativo gli indicatori sono tutti favorevoli. E poi ci sono le aspettative, gli animal spirits, c'è tanta fiducia. Bisogna stare attenti a cogliere l'opportunità.

La crescita del Pil sarà:

superiore al mezzo punto quest'anno, superiore all'1,5 l'anno prossimo

ha aggiunto Visco, confermando le ultime stime di Bankitalia.

Della questione Grecia ha parlato il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan in un'intervista televisiva.

Il titolare di Via XX Settembre ha risposto per le rime alle affermazioni del ministro greco della Difesa Panos Kammenos che aveva detto che se Atene esce dall'euro subito dopo sarà il turno di Italia e Spagna.

Ogni relazione tra l'uscita della Grecia dall'euro e l'Italia è fuori luogo. I rischi per l'Italia non crescerebbero i nostri fondamentali sono rafforzati (...) stiamo tentando di trovare una soluzione coerente con le regole europee e sono fiducioso che ce la faremo

Durante il suo intervento al forum Ambrosetti di Cernobbio il ministro ha poi ricordato che:

C'è una finestra di opportunità macroeconomica molto ampia, una ragione in più per accelerare le riforme. La finestra macroeconomica può produrre un'azione effimera o cambiare il sentiero di sviluppo a medio termine. Non bisogna peccare di eccesso di ottimismo, né pensare che questo giustifichi l'indebolimento degli incentivi a fare riforme.

In mattinata al WorKshop Ambrosetti c'era stato l'atteso intervento del ministro delle finanze più in vista d'Europa, il greco Yanis Varoufakis che non ha mancato di lanciare altre frecciate in direzione Berlino (Merkel) e Francoforte (Draghi).

Varoufakis ha detto che nell'eurozona servirebbe una alternativa di Quantitative easing rispetto a quello messo in atto dalla Bce, di cui Atene non beneficia.

Gli acquisti di titoli di Stato sul mercato secondario sono stati esclusi per Grecia e Cipro visto che il loro rating è inferiore a BBB.

Immagino una forma alternativa al Qe della Bce, in cui sia la Banca europea degli investimenti (Bei) che chiede ai Governi di guidare un programma per la ripresa degli investimenti che sia finanziato al 100 per cento attraverso obbligazioni dalla stessa Bei comprate dalla Bce sul mercato secondario (...). E mi piacerebbe chiamarlo "piano Merkel"

ha ironizzato il ministro delle finanze del governo Tsipras che poi ha aggiunto:

Mi dicono che la Bce non accetterà mai discussioni circa lo swap perché è scritto nello statuto. Mi dispiace, signore e signori, ma lo statuto è stato scritto dalla Bundesbank

La stoccata finale è servita.

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