Il Pil italiano è in crescita: l'Ocse rivede le stime al rialzo

Il prodotto interno italiano dovrebbe crescere dello 0,6%. Il triplo di quanto previsto a novembre.

Se c'è una cosa a cui ci siamo abituati negli ultimi anni, sono le stime al ribasso. Con incessante costanza, ogni tot mesi, veniva comunicato dai vari istituti che monitorano la crescita italiana che la previsione più o meno positiva che era stata precedentemente fatta andava corretta, e sempre in senso negativo. Per questa ragione potrebbe essere una notizia davvero importante che l'Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha rivisto le stime di crescita del Pil italiano per il 2015 al rialzo.

Non si tratta nemmeno di un rialzo di poco conto, visto che si è passati dallo 0,2% immaginato a novembre 2014, fino a uno 0,6% previsto oggi. Certo, i numeri restano ancora molto piccoli, ma al momento la cosa più importante da segnalare è che c'è un segno positivo davanti e che anche per il 2016 la stima è stata rivista al rialzo, e ora arriva a un soddisfacente +1,3%. Per quanto rigurda l'Eurozona, la crescita dovrebbe consolidarsi, con un +1,4% quest'anno, che potrebbe arrivare fino al +2% l'anno prossimo.

Si vedrà se queste stime, abbastanza positive, verranno mantenute. Ma l'Ocse segnala anche quali possono i fattori dietro questo cambio di trend: i prezzi del petrolio più bassi e il "Quantitative easing della Bce. Fattori che "forniscono un'opportunità, di cui c'era molto bisogno, per l'Eurozona di evitare un periodo prolungato di redditi reali stagnanti ed inflazione eccessivamente bassa".

Il merito della prima vera opportunità di agganciare una ripresa che si vede in tanti anni, quindi, va ricercato in fattori globali e strategici che poco hanno a che vedere con le politiche intraprese dall'Europa - come nel caso della discesa del prezzo del petrolio - o di misure decise da istituzioni come la Bce - nel caso del Qe. Per la politica, c'è il solo merito del piano Juncker, che dovrebbe riportare l'accento sulla crescita. Non si fa invece menzione, per quanto riguarda l'Italia, del jobs act.

pil italia 2015

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