Evasione fiscale, recuperati 14,2 miliardi

Ma il direttore dell'Agenzia delle Entrate non gioisce: "Evasione ancora troppo alta"

Grazie alla lotta all'evasione fiscale l'Agenzia delle Entrate ha recuperato, nel solo anno 2014, 14,2 miliardi di euro: una cifra di un miliardo superiore a quella recuperata nel 2013, la più alta in assoluto mai incassata dalla stessa Agenzia.

A dare la notizia è stata il direttore dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, parlando all'incontro per la presentazione dei dati 2014 alla presenza del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: Orlandi però ha anche parlato dei dati sull'evasione fiscale, che mostrano un quadro ancora allarmante e ben lontano dai parametri di un'economia sana.

"L'evasione in Italia è ancora estremamente alta, troppo alta".

Tornando ai dati 2014 però certamente non si può parlare di un anno di insuccessi per l'Agenzia più odiata dai contribuenti: secondo l'analisi fornita in conferenza stampa, i dati di quest'anno si inseriscono un consolidato trend positivo che ha visto nel 2014 crescere di oltre il 220% le entrate da contrasto all’evasione rispetto ai 4,4 miliardi del 2006, anno in cui è stato inaugurato il sistema di misurazione basato sugli incassi.

Nel 2014 l’Agenzia ha registrato un aumento di quasi 6 punti percentuali della maggiore imposta accertata, a fronte di un calo del 4,4% del numero degli accertamenti rispetto al 2013. In aggiunta a questi dati, quello relativo al tax gap dell’Iva, che nel corso degli ultimi dodici anni si è ridotto di 8 punti percentuali.

Nel corso della conferenza stampa c'è stato però anche il tempo delle stilettate, nel caso specifico alla recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi centinaia di dirigenti dell'ente:

"Se non troveremo una soluzione rapida c’è il rischio di bloccare l’attività dell’Agenzia delle Entrate per mancanza di leve di comando. Non avere oltre 800 dirigenti può indebolire e creare problemi alla struttura. [...] Le sentenze si rispettano ma per noi è un momento difficile le persone sono state selezionate nel merito, hanno lavorato con impegno e serietà nonostante la precarietà del loro incarico e anche ora continuano a lavorare come sempre con il loro sacrificio perché siamo un’amministrazione che crede in quello che fa”.

ha spiegato il direttore Orlandi alla stampa, mentre il ministro Padoan ha spiegato come il lavoro della stessa Agenzia delle Entrate non sia stato aiutato dalla sentenza della Corte.

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