Il 33% degli italiani, cioè un terzo della popolazione, nell’ultimo anno ha effettuato almeno un acquisto tramite i gruppi d’acquisto online; e il 29% li utilizza regolarmente.
“Un vero e proprio boom“, dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc. “In Italia sono circa una ventina i gruppi d’acquisto, molti nati nell’ultimo anno. Le offerte spaziano dai trattamenti benessere alle cene di coppia, dai viaggi alle cure dentali, dai corsi di lingua ai prodotti tecnologici. Una grande varietà di offerta dove si può risparmiare fino al 90%, con uno sconto medio del 30-40% sui prodotti o servizi acquistati“.
Il fenomeno dei gruppi d’acquisto online ha sicuramente permesso a tantissimi consumatori di non rinunciare ad una cena fuori o ad un weekend di relax, che l’attuale crisi economica ha trasformato in “lussi”, ma i problemi non mancano.
Continua a leggere: Gruppi d'acquisto on line, problemi per un terzo dei clienti

Il caldo torrido che sta imperversando in Italia spinge i consumatori ad aumentare il consumo di acqua ma a caro prezzo. Rispetto allo scorso anno gli aumenti per le minerali si attestano al 2%, con punte per il mezzo litro dal 2,4% al 6,6%. A rilevarlo è un’indagine dell’Adoc, “la distribuzione sfrutta a proprio vantaggio il fattore caldo e il fatto che i consumatori non possono astenersi dal bere, in particolare duranti i picchi di calore di una giornata“.
La grande distribuzione, nel periodo giugno-settembre, diminuisce sensibilmente le offerte sulle confezioni famiglia da 1,5 litri ed i prezzi vanno alle stelle: aumenti medi del 2,4%, con un massimo del 6,6% per le bottiglie da 0,50 litri delle marche non pubblicizzate.
“Questa forte speculazione” prosegue l’associazione, “va combattuta, per cio’ chiediamo un intervento deciso e mirato dei Comuni, affinche’ i vigili urbani controllino e multino gli esercenti che si comportano in modo sleale“.

Accordo raggiunto e via alla raccolta delle richieste danni dei consumatori coinvolti nel grande blocco dei sistemi informatici di Poste Italiane che ha causato la parziale paralisi delle operazioni nella prima settimana di giugno. L’azienda ha comunicato che saranno presto disponibili, sia sul sito sia negli uffici postali, i moduli per chiedere il risarcimento dei danni. La conciliazione sarà gratuita, tutte le domande andranno consegnate dal 1 luglio al 31 dicembre 2011 sia negli uffici postali sia presso le Associazioni dei Consumatori.
La documentazione da presentare dovrà essere in grado di dimostrare un danno causato dai ritardi e dall’impossibilità di effettuare operazioni fra il 1 e il 10 giugno. Ogni richiesta verrà valutata da un apposito tavolo di Conciliazione composto da un rappresentante di Poste Italiane e da uno dell’Associazione dei Consumatori scelta dal cittadino.
Poste Italiane ha anche annunciato che nelle prossime settimane offrirà alla categoria dei pensionati (molti dei quali privati della possibilità di ritirare la loro pensione in quei giorni) un qualche tipo di compensazione extra rispetto alla conciliazione.

Il caos che sta colpendo gli sportelli di Poste Italiane ha raggiunto livelli insostenibili. Da giorni, per un non meglio precisato “problema ai sistemi informatici“, spedire una raccomandata, pagare una bolletta ed incassare la pensione è diventata una vera odissea con utenti disperati che restano ore in fila e spesso rischiano di tornare a casa a mani vuote. Il problema non sembra ancora del tutto risolto e nelle maggiori città italiane si registrano ancora code lunghissime, centinaia di persone arrabbiate alle quali non si riesce a dare una risposta.
Per questa ragione hanno iniziato a muoversi le associazioni dei consumatori che hanno chiesto, ottenendo un sì di massima dall’azienda, l’avvio di una conciliazione che “caso per caso” riconosca i danni e i risarcimenti per le vittime del malfunzionamento. Fra queste l’Adoc si mette a disposizione come spiegato dal presidente Carlo Pileri:
Chi ha avuto un danno certo e dimostrabile, ad esempio non si è potuto pagare una multa che scadeva nei giorni in cui si sono verificati i disservizi, potrà rivolgersi all’Adoc per avviare la procedura di conciliazione una procedura che mira ad evitare l’allungamento dei tempi e le spese di altre forme di ricorso giudiziario come la class action. Verrà effettuata una valutazione della situazione caso per caso, al fine di una migliore e corretta analisi del problema è bene allegare tutta la documentazione possibile, come il biglietto della fila ritirato presso l’ufficio con data e ora e il bollettino che avrebbe dovuto essere pagato.
L’Adiconsum si spinge più avanti e chiede “bonus in servizi postali” per chi ha trascorso parte della sua giornata in fila: “50 euro in favore di coloro che hanno dovuto sopportare file agli sportelli superiori alle 2 ore, e 25 euro per ogni ulteriore ora di attesa dalla seconda in poi“. Queste giornate di disservizi avranno ancora un lungo strascico.

Lo scandalo calcioscommesse sta agitando il mondo del calcio. Partite truccate, un’organizzazione che coordinava (o in altri casi sfruttava) gli accordi fra i giocatori per aggiustare i risultati e consentire vincite facili e ricche. Non saranno pochi gli scommettitori che avranno letto nella liste delle partite “sospette” gare sulle quali hanno puntato e magari perso e l’Adoc pensa a loro chiedendo che quelle giocate vengano rimborsate. Carlo Pileri, presidente dell’associazione dei consumatori ha dichiarato:
Gravissimo lo scandalo del calcioscommesse, i consumatori scommettitori e l’intero movimento sportivo sono stati gabbati e danneggiati. Alla luce delle indagini effettuate, che hanno portato anche all’arresto di 16 tra calciatori, ex calciatori e dirigenti di società, chiediamo che venga subito effettuato il rimborso delle scommesse effettuate per le partite di Serie B e Lega Pro che risulteranno essere state truccate in modo fraudolento.
Saranno pochi gli scommettitori che avranno conservato la ricevuta della loro giocata, ma dopo questo ennesimo caso diventa davvero poco saggio strappare, magari platealmente, quel pezzetto di carta che indica quanti soldi abbiamo puntato su una data partita. Meglio tenerle in un cassetto, ci possono essere sorprese anche molti mesi dopo il fischio finale dell’arbitro.

L’associazione dei consumatori Adoc denuncia ancora una volta la “doppia velocità” per i rincari della benzina. Negli ultimi giorni, complice la diminuita tensione dei mercati con la parziale normalizzazione della situazione libica e la morte di Osama Bin Laden, il prezzo del greggio sul mercato è sceso del 12%. Una significativa riduzione che non si è tradotta in una discesa del prezzo della benzina e del diesel alla pompa altrettanto significativa nel nostro paese.
Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, ha dichiarato:
I consumatori sono stanchi della doppia velocità dei prezzi dei carburanti il costo del petrolio nelle ultime due settimane è sceso del 12%, ma solo oggi la benzina ha registrato un calo, irrisorio, di appena 1 centesimo. Mentre il gasolio non ha potuto usufruire di tale privilegio. Occorre porre un freno a questo fenomeno, che costa agli italiani circa 200 euro l’anno, e intervenire concretamente sulle accise, tagliandole di almeno 8 centesimi.
Il “mito” della doppia velocità sui prezzi della benzina rispetto a quello del petrolio è stato spesso strumentalizzato, i dati di solito smentiscono (almeno in parte) la convinzione che il prezzo dei carburanti sia più sensibile agli aumenti del greggio che alla discesa dello stesso, ma in questo caso sembra proprio che l’Adoc abbia ragione, basta guardare l’ottimo grafico (aggiornato quotidianamente) presente sul sito Prezzi Benzina.
Secondo l’Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori), il 2011 sulla neve sarà un anno negativo sia per i gli appassionati sciatori sia per gli operatori turistici. In base alle rilevazioni, infatti, caleranno le presenze sulle piste, a fronte di un incremento delle spese da sostenere per trascorrere la più classica delle settimane bianche.
La ricerca Adoc
I calcoli dell’associazione dei consumatori prevedono che, rispetto al 2010, i turisti in settimana bianca saranno il 4% in meno, mentre il costo medio della settimana crescerà del 2%.
La boccata d’ossigeno rappresentata dai saldi non servirà a ridare slancio ed energia al settore del commercio italiano. La stagione delle svendite non farà segnare alcuna ripresa dei consumi, che, anzi, secondo le previsioni dell’Adoc dovrebbero contrarsi rispetto agli anni passati.
In alcune regioni hanno già preso il via, in altre partiranno con l’Epifania… i saldi sono ormai vicinissimi. Come ogni anno, però, con le svendite torna anche la paura di rimanere vittime di qualche fregatura. Sarà utile, dunque, seguire i consigli dell’Adoc (pubblicati sul sito internet dell’associazione di consumatori) e muoversi con attenzione tra vetrine e offerte varie.
Continua a leggere: Arrivano i saldi, come difendersi dalle fregature
Uno scontro frontale a suo di dati e statistiche. L’Istat stima un determinato tasso di riduzione per i consumi e l’Adoc risponde, reputando eccessivamente ottimistiche le rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica.