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Tutti gli articoli con tag agenzia delle entrate

Il fisco controllerà le nostre spese telefoniche

pubblicato da Mario Marcello Forte


Caccia all’evasore senza tregua, anche passando attraverso controlli più stringenti e fino ad ora inediti. L’Agenzia delle Entrate ha annunciato che da quest’anno tutte le bollette telefoniche (sia fisso che mobile) dei contribuenti saranno attentamente analizzate e verranno confrontate con il reddito dichiarato. L’idea è quella di verificare se le spese in telefonia siano congrue con la capacità di spesa teorica, in caso di discrepanze evidenti scatterà il controllo fiscale approfondito.

Gli evasori che dichiarano poche migliaia di euro l’anno e poi riescono a pagare bollette da 500 euro al mese o che ricaricano con frequenza la loro scheda mobile (anche il numero delle ricariche e il loro importo sarà controllato) finiranno nel mirino degli ispettori dell’Agenzia. Siamo di fronte ad un controllo molto simile a quelli “patrimoniali”, ma con la differenza che sarà piuttosto semplice da effettuare: gli operatori telefonici dovranno fornire tutti i dati entro il 30 settembre prossimo.

Questo genere di verifiche veniva già effettuato sulle utenze business, quelle delle imprese o legate ad una partita Iva, la novità è che d’ora in avanti il controllo coinvolgerà anche i telefoni privati. Inevitabilmente qualcuno, come già successo in passato, evocherà il fantasma dello “stato di polizia fiscale”, ma la verità è che ogni mezzo è buono per scovare l’evasore: sempre che questa raccolta dati serva esclusivamente a questo, chiaro.

Foto | © TM News

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Recuperati 12.7 miliardi di euro dall'evasione

pubblicato da Mario Marcello Forte


C’è grande soddisfazione ed orgoglio fra i vertici dell’Agenzia delle Entrate nel presentare i risultati dell’attività di contrasto all’evasione nei 12 mesi del 2011. Con 697 mila accertamenti sono stati “ottenute” maggiori imposte per 30,4 miliardi di euro e 12,7 miliardi effettivamente incassati con un +15,5% rispetto al 2010. Di fatto è la prima volta in cui le ottimistiche stime del governo di turno sul denaro recuperato dall’evasione fiscale di lì a 12 mesi vengono rispettate.

Luigi Magistro, direttore centrale accertamento, parla di un un risultato “frutto della strategia da tempo messa in campo dall’Agenzia, che si basa su controlli sempre più mirati grazie ad analisi del rischio di evasione molto approfondite. Infatti a fronte di una diminuzione (-1,2%) del numero di accertamenti, che passano dai quasi 706 mila del 2010 ai circa 697 mila del 2011, la maggiore imposta accertata è cresciuta del 9,3%, superando la quota di 30,4 miliardi contro i 27,8 registrati nel 2010″.

Già perché è impossibile non notare che gli accertamenti stanno diventando sempre più efficaci e più mirati, nonostante permangano casi di cittadini/contribuenti vessati dall’Agenzia delle Entrate è innegabile la necessità di dare un deciso giro di vite diminuendo significativamente gli enormi flussi dell’evasione fiscale. Il direttore dell’ente pubblico, Attilio Befera annuncia che, nonostante i mal di pancia di qualcuno, i blitz sullo stile di quello di Cortina d’Ampezzo del dicembre scorso “rientrano nella nostra attività ordinaria e proseguiranno perché si tratta di operazioni che vengono messe in campo dopo una selezione accurata. Non controlliamo chi passa per caso”. Gli “amici” degli evasori fiscali presenti in politica dovranno farsene una ragione.

Foto | © TM News

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Nel 2011 "beccati" 7500 evasori totali

pubblicato da Mario Marcello Forte


50 miliardi di euro di redditi non dichiarati, 8 miliardi di Iva evasa, 12 mila cittadini coinvolti, 7500 evasori totali. Sono questi alcuni dei numeri che riassumono il lavoro della Guardia di Finanza nel 2011 nella sua missione di contrasto all’evasione fiscale. Sorprende (in negativo ed insieme in positivo) il numero di soggetti scoperti che erano “completamente sconosciuti al fisco”: i 7500 contribuenti infedeli (aziende e liberi professionisti) avevano nascosto all’erario redditi per 21 miliardi di euro, una cifra impressionante pari ad una manovra finanziaria.

La Gdf ha potuto constatare il sempre florido fenomeno dell’evasione internazionale riferita a quelle società o quelle aziende che trasferiscono la propria sede all’estero fittiziamente per sottrarsi alle imposte italiane, il fenomeno vale quasi 11 miliardi di euro non dichiarati e sui quali gli evasori pagano (spesso non pagano) le tasse all’estero.

Il lavoro svolto ha portato risultati immediati e nel 2011 sono stati 900 milioni di euro sequestrati nell’ambito delle indagini. Secondo il report la Guardia di Finanza è in crescita anche la qualità degli accertamenti vista la percentuale del 96% di casi nei quali l’Agenzia delle Entrate si è limitata a riportare ai contribuenti i rilievi effettuati dai finanzieri.

Fra i 12 mila soggetti denunciati sono 2000 quelli che avevano omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, altri 2000 quelli che avevano nascosto e distrutto volontariamente documenti contabili e 1981 i soggetti accusati di false fatturazioni. Sul fronte del lavoro nero sono stati scoperti 12.676 collaboratori in nero, 2500 di questi sono extracomunitari.

Foto | © TM News

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Controlli anti-evasione a Cortina, continuano le polemiche

pubblicato da Mario Marcello Forte


L’Agenzia delle Entrate organizza un controllo a campione nella prestigiosa località turistica di Cortina d’Ampezzo durante le festività natalizie. Appena 35 attività commerciali sulle 1000 della cittadina veneta vengono scandagliate con risultati sorprendenti: gli incassi volano fino al +300% in più rispetto allo stesso giorno dell’anno prima con un +110% rispetto alla giornata precedente.

Bar, Ristoranti, negozi che vendono beni di lusso vedono improvvisamente un’impennata delle loro entrate proprio in coincidenza della visita della Guardia di Finanza. Evidente, evidentissimo, che queste attività avevano l’abitudine di occultare i propri guadagni al Fisco. Certo l’operazione ha avuto un’eco notevole sulla stampa, ma incredibilmente da 10 giorni non sono gli evasori fiscali ad essere al centro delle polemiche, bensì la stessa Agenzia delle Entrate che ha disposto questi controlli.

Ancora oggi il Governatore del Piemonte Roberto Cota ha detto, testuali parole: “Questa azione non è stata un’azione di contrasto all’evasione fiscale ma un’operazione di immagine che ha portato conseguenze negative“. Le conseguenze negative del fatto che nella stessa giornata dell’anno precedente migliaia di euro di incassi erano stati nascosti agli occhi dell’erario sono in secondo piano rispetto all’enormità del misterioso “danno d’immagine” provocato dalle ispezioni a sorpresa.

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900 milioni di euro di rimborsi Irpef per Natale

pubblicato da Mario Marcello Forte


900 milioni di euro, a tanto ammontano i rimborsi erogati dall’Agenzia delle Entrate a fine dicembre per i contribuenti. Le somme si riferiscono anche alle legittime richieste formulate dai cittadini per le dichiarazioni dei redditi del 2010, per la normale prassi della nostra burocrazia si tratta di tempi record. Sono più di un milione quei contribuenti raggiunti da un avviso per una volta lieto e che si sono ritrovati un piccolo extra budget rispetto alle attese.

In un anno nerissimo, con altri 12 mesi di sofferenze con aumenti continui dei prezzi (specialmente quelli dei carburanti), sono denari che possono fare la differenza. Oltre ai rimborsi Irpef sono arrivate anche le restituzioni del canone Rai per gli over 75 che sono divenuti esenti dal pagamento della tassa sul possesso del televisore che dal 2012 è arrivata a quota 112 euro annui.

Questa ondata di rimborsi è notevole se si guarda a quanto successo negli 11 mesi precedenti. Complessivamente nel 2011 sono aumentate del 60% le persone coinvolte dai rimborsi rispetto al 2010. Negli scorsi 12 mesi l’importo totale rimborsato ha raggiunto gli 8,7 miliardi di euro coinvolgendo ben 2 milioni di persone.

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Ici, Unico ed altro, le scadenze di settembre

pubblicato da Roberto

Il settembre fiscale comincia sonnolento per concludersi con una serie di importanti appuntamenti. Il ritorno dalle vacanze sarÃ�  piuttosto soft per i cittadini contribuenti. Niente da segnalare fino al 15 del mese, quando perÃ�² saranno solo i contribuenti Iva a dover sbrigare le consuete pratiche con il Fisco. Le date del 28 e 30 settembre interesseranno una platea altrettanto ampia: scadranno i termini per presentare il modello Unico 2011Niente da segnalare fino al 15 del mese, quando però saranno solo i contribuenti IVA a dover sbrigare le consuete pratiche con il Fisco. Le date del 28 e 30 settembre interesseranno una platea altrettanto ampia: scadranno i termini per presentare il modello Unico 2011. Andiamo con ordine.

Iva
Il 15 del mese, come sempre, i commercianti al minuto dovranno registrare ed emettere tutte le operazioni effettuate ad agosto. Si tratta solo di quelle operazioni per le quali è stato rilasciato scontrino o ricevuta fiscale. Ancora entro il 15 bisognerà annotare in un unico documento tutte le fatture inferiori ai 300 euro emesse ad agosto. Scade il 16 settembre, invece, il termine per pagare la settima rata dell’IVA con una maggiorazione dello 0,33% mensile. La misura riguarda solo chi ha scelto di pagare l’imposta a rate. Si può utilizzare l’F24 telematico.

Unico
Entro il 16 chi ha scelto il pagamento a rate effettuando il primo versamento entro il 16 giugno o il 16 luglio 2011 dovrà saldare la quarta rata delle imposte con gli interessi del 4% annuo. Si tratta del saldo dovuto per l’anno fiscale 2010 ma anche del primo acconto 2011. Passando a Unico 2011, chi ha scelto il formato cartaceo dovrà presentare entro il 28 la dichiarazione dei redditi. Il 30 settembre toccherà invece ai contribuenti obbligati alla presentazione telematica.

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Fisco, l'Agenzia delle entrate "amica" degli evasori rai?

pubblicato da Roberto

L'Agenzia delle entrate si rifiuta di comunicare i dati degli evasori del canone RaiParte decisamente col piede sbagliato l’azione anti-evasione annunciata in pompa magna dal Governo. L’Agenzia delle Entrate ha infatti respinto una istanza d’accesso presentata dall’associazione, finalizzata ad acquisire i dati circa l’evasione del canone speciale Rai”.

Si tratta, prosegue l’associazione dei consumatori, ”di quel canone (che a seconda delle categorie varia da 6.603,22 euro a 198,11 euro annui) al cui pagamento sono tenuti alberghi, residence, campeggi, ospedali, case di cura, uffici, negozi, navi di lusso, circoli, associazioni, locali pubblici, sedi di partiti politici, studi professionali, mense aziendali, scuole e persino istituti religiosi, e che viene evaso nel 96% dei casi”.
Il Codaconsaveva chiesto all’Agenzia delle Entrate di conoscere i dati specifici su tale forma di evasione, al fine verificare il danno per la collettività e intraprendere le dovute azioni legali. L’ente, tuttavia, ha rifiutato categoricamente di fornire quanto richiesto, adducendo improbabili scuse di carattere legale, e sostenendo come l’associazione non sia legittimata ad agire in tal senso. Se questo è l’andazzo, non c’è da molto da sperare in future entrate provenienti dalla lotta all’evasione“, afferma il Presidente, Carlo Rienzi.

Inevitabile il Tar del Lazio, affinchè ordini all’Agenzia delle Entrate di fornire quanto richiesto, ma con un dubbio: perchè il Governo vuole pubblicare i redditi degli italiani, ma il nome degli evasori?

Via Codacons.

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Esiste privacy per i contribuenti? Rispondi al nostro sondaggio

pubblicato da Roberto

Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all'amministrazione finanziaria di acquisire un'enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti. Questo è giusto?
Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all’amministrazione finanziaria di acquisire un’enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti.

Si tratta di misure che in genere limitano il diritto alla riservatezza del contribuente ma che hanno trovato giustamente giustificazione nella necessità di un adeguato contrasto dell’evasione fiscale. Attualmente l’agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza per ciascun contribuente, oltre a tutte le informazioni contenute nelle dichiarazioni (redditi, costi, spese, volume di affari, ecc) possono conoscere in tempo reale sia la proprietà di immobili, beni mobili registrati (auto, moto, eccetera), sia la stipula di negozi giuridici sottoposti a registrazione (mutui, finanziamenti, locazione, leasing, donazioni, successioni, eccetera).

Gli uffici dispongono poi di informazioni che vengono comunicate da altre amministrazioni, enti e società nei confronti di ciascun contribuente: contratti e consumi di energia elettrica, acqua, gas, stipula di assicurazioni, pagamenti di contributi, iscrizioni ad albi, ordini, comunicazioni delle camere di commercio.

A questo enorme patrimonio informativo, occorre poi aggiungere ulteriori dati che negli anni l’amministrazione ha acquisito con richieste dirette. Si tratta dei contribuenti che frequentano circoli prestigiosi, centri ippici, che hanno figli in scuole private, informazioni su viaggi di lusso, sull’acquisto di piscine, sulla frequentazione di centri di benessere esclusivi, eccetera.

Tutto questo è giusto? Rispondi al nostro sondaggio.

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Donare alla ricerca conviene, due volte

pubblicato da Roberto

Donare risorse alla ricerca conviene due volte, infatti, le donazioni effettuate in favore di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia pubblici che privati possono essere portate dal donatore in diminuzione del proprio reddito.
Le donazioni effettuate in favore di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia pubblici che privati possono essere portate dal donatore in diminuzione del proprio reddito. Sono queste le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 87/E pubblicata oggi, in risposta a un interpello presentato da un istituto scientifico interamente dedicato alla cura, alla ricerca clinica, biologica e traslazionale e alla formazione in campo oncologico.

Quest’ultimo potrà beneficiare di donazioni deducibili, nel momento in cui terminerà il procedimento già avviato per il riconoscimento di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Incentivare la ricerca scientifica attraverso la leva fiscale è la ratio che emerge dall’analisi dell’articolo 1 del d.l. 70/2011, con cui e’ disposto, infatti, un credito d’imposta a favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca, in Universita’ ovvero enti pubblici di ricerca. Lo stesso articolo, inoltre, con il comma 3 precisa che, con questa definizione, si intendono anche gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Le finalita’ di questa recente norma sono di fatto coincidenti con quelle dell’articolo 1, comma 353, della legge 266/2005, e dell’art. 10, comma 1, lettera l-quater), del Tuir. Ecco perche’ gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sia pubblici che privati, possano essere ricompresi tra ‘gli enti pubblici di ricerca’ destinatari delle erogazioni liberali.

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Irap, anche i piccoli imprenditori non la pagano

pubblicato da Roberto

Secondo la Corte di Cassazione sono esonerate dalla tassa IRAP le micro-imprese sprovviste dell'autonoma organizzazione. Cos�¬ anche il commerciante ambulante di casalinghi, in assenza di tale requisito, �¨ escluso dall'obbligo di versamento (ordinanza n. 16340/2011).
Secondo la Corte di Cassazione sono esonerate dalla tassa IRAP le micro-imprese sprovviste dell’autonoma organizzazione, così anche il commerciante ambulante di casalinghi, in assenza di tale requisito, è escluso dall’obbligo di versamento (ordinanza n. 16340/2011). L’apertura del fronte dei «piccoli» era arrivata con altre sentenze, relative ai coltivatori diretti, ai titolari di licenza di taxi e agli esercenti l’attività di raccolta e trasporto di rifiuti speciali . In queste ultime pronunce i giudici hanno affermato che tali contribuenti si collocano, sul piano civilistico, nella categoria dei piccoli imprenditori e sono, pertanto, assimilati ai lavoratori autonomi, ai fini dell’esclusione dall’Irap.

C’è poi il capitolo dei minimi. Secondo la circolare 45/ 2008 delle Entrate, sono esclusi dall’Irap i soggetti anche qualora non si avvalgano del relativo regime fiscale, pur ricorrendone i presupposti. Tale orientamento, applicabile anche ai soggetti in possesso dei requisiti per avvalersi del nuovo regime dal 1° gennaio 2012 e di quello semplificato “residuale” delineato dall’articolo 27 della manovra , è stato, però, formulato dall’Agenzia in riferimento agli esercenti arti e professioni e non ancora esplicitamente esteso ai soggetti titolari di reddito d’impresa ai fini Irpef.

È ipotizzabile che a tale conclusione si debba, comunque, pervenire, in quanto la circolare citata ha affermato che il principio assume validità «in mancanza di parametri normativi e al fine di individuare concreti criteri per orientare e uniformare l’operato degli uffici» e in coerenza con il riconoscimento (operato dalla circolare n. 28/E del 2010) dell’esclusione anche per i soggetti titolari di reddito d’impresa.

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