Seconto quanto previsto da una recente sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Puglia (sent. n. 85/09/11), la cartella esattoriale deve contedere chiaramente l’indicazione delle modalità di calcolo dell’imponibile, oltre all’indicazione delle modalità di liquidazione dell’imposta dovuta dal contribuente; in difetto, si la cartella notificata è da considerarsi a tutti gli effetti nulla.
All’origine della vicenda decisa dai Giudici tributari pugliesi vi era una precedente opposizione del contribuente ad un avviso di accertamento IVA, concluso con l’ordine destinato all’Agenzia delle Entrate di ridetermimare l’imposta dovuto in base ai dettami indicati nella sentenza. A questo punto, l’ufficio competente provvedeva a ricalcolare il dovuto, senza però rendere minimamente edotto il contribuente che ricevava una cartella con il totale da pagare e come unica motivazione l’indicazione della dicitura sent. n. (omissis). Il contribuente, pertanto, impugnava detta cartella eccependo l’impossibilità di verificare il rispetto delle modalità di calcolo dell’imposta dovuta.
I Giudici della Commissione Tributaria Regionale della Puglia convenivano con la tesi del ricorrente, ribadendo le gravi carenze della cartella poiché dalla stessa non era possibile desumere il criterio in base al quale la competente Agenzia delle Entrate aveva ricalcolato il tributo; essendo la cartella carente di montivazione, pertanto, i Giudici concludevano per la sua nullità.
Spot tv e radio, affissioni nelle principali stazioni ferroviarie e negli aeroporti di Roma e Milano, spazi pubblicitari sulla carta stampata. Tanti i mezzi di comunicazione, uno il messaggio: ridurre l’evasione fiscale è possibile anche grazie ai comportamenti attivi dei cittadini, consapevoli che senza entrate fiscali non è possibile fornire servizi pubblici.
A realizzare la campagna di comunicazione integrata il Ministero delle Economia e delle Finanze, insieme all’Agenzia delle Entrate e al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il primo video, un’animazione intitolata “Se”, mescola il 3D e la motion graphic 2D per ricordarci come le tasse servano a produrre servizi pubblici che possono diventare migliori e più numerosi, dagli ospedali alle scuole, dalle strade ai parchi, ai trasporti, solamente se nessuno si sottrae al suo obbligo. Lo slogan è emblematico: “Se tutti pagano le tasse, le tasse ripagano tutti. Con i servizi”.
Il secondo presenta gli evasori per quello che sono: parassiti che vivono alle spalle della società, succhiando risorse e accesso ai servizi pubblici a tutta la collettività, senza sostenerne l’onere. Una tecnica di sfruttamento che viene dunque accostata alle modalità di sopravvivenza adottata in natura dai parassiti. “Chi vive a spese degli altri danneggia tutti. Battere l’evasione è tuo interesse”. Gli stessi temi, adattati al mezzo, sono al centro anche di due spot radiofonici.

Copernico è il nuovo software messo a punto dalla direzione centrale Accertamento delle Entrate, uno strumento consente, tra l’altro, l’incrocio dei dati delle dichiarazioni con quelli di bilancio. Un nuovo raffinato strumento a disposizione di tutte le strutture regionali e della direzione centrale che migliora l’azione di contrasto all’evasione e all’elusione.
L’applicazione, sviluppata e gestita internamente, frutto dell’elaborazione tecnica, professionale dell’agenzia delle Entrate, presenta un elevato grado di flessibilità ed è di semplice utilizzo. Le peculiarità del software facilitano la pianificazione dell’attività di controllo nel più ampio e generale obiettivo di migliorare l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.
Lo strumento consente l’incrocio dei dati delle dichiarazioni fiscali con i dati di bilancio dei soggetti di grandi dimensioni, in base a un’ampia gamma di criteri di selezione e parametri. Esso si presta a una valorizzazione dell’intero patrimonio informativo dell’Agenzia consentendo sia di focalizzare l’attività di controllo su specifici percorsi investigativi sia una efficace e tempestiva identificazione o adattamento delle strategie di controllo in relazione ad eventuali mutamenti nella normativa tributaria.
Le caratteristiche innovative del software permettono di gestire notevoli volumi di dati con una elevata flessibilità. I dati di dichiarazione possono essere acquisiti con un livello massimo di dettaglio che si può spingere fino al singolo rigo di ogni quadro di dichiarazione.

Con la circolare n. 41 del 5 agosto u.s., l’Agenzia delle Entrate scioglie alcuni dubbi sorti a seguito dell’approvazione del decreto Sviluppo. Questi gli aspetti più significativi.
Spesometro
Come è noto il decreto Sviluppo obbliga gli operatori finanziari a segnalare all’Anagrafe tributaria le operazioni con la clientela sopra i 3 mila euro corrisposte dal consumatore finale con carte di credito, di debito o prepagate. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che per i titolari di partita IVA resta ferma l’esclusione dall’obbligo di comunicazione telematica delle transazioni eseguite con sistemi tracciabili.
Partite Iva “fantasme”
Le misure della manovra sono finalizzate a tenere in vita solo quelle che eoperano nel nostro sistema. Il decreto prevede che i titolari di partita IVA che, sebbene obbligati, abbiano dimenticato di comunicare la cessazione della propria attività entro i 30 gg prescritti dalla norma, possono ora sanare la violazione versando spontaneamente, entro novanta giorni a partire dal 6 luglio, un importo pari a 129 Euro, somma che equivale a 1/4 della sanzione minima dovuta secondo la norma vigente.
Ristrutturazioni agevolate
La manovra prevede il taglio di sei punti percentuali della ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche e dalle poste sui bonifici incassati da chi esegue lavori di ristrutturazioni di case o finalizzati al risparmio energetico. L’aliquota, infatti, passa dal 10 al 4% e si applica agli accrediti effettuati dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della manovra. A questo proposito, la circolare chiarisce che, nel caso in cui banche o Poste Italiane, nei primi giorni in cui la misura è diventata operativa, abbiano continuato a operare la vecchia ritenuta nei confronti dei beneficiario del bonifico potranno accreditargli direttamente la differenza del 6% trattenuta in più.

Scade domani il termine per effettuare il versamento ritardato della prima rata dell’acconto sulla cedolare secca nella misura dell’85% della tassa dovuta. Diverse le soluzioni di versamento dell’acconto per i contratti in corso nel 2011: se l’importo dovuto e’ inferiore a 257,52 euro, in unica soluzione, entro il 30 novembre 2011; se l’importo dovuto e’ pari o superiore a 257,52 euro, in 2 rate, di cui: la prima, nella misura del 40%, entro il 6 luglio 2011 o, scaduto tale termine, entro il 5 agosto con la maggiorazione dello 0,40%; la seconda, nella restante misura del 60%, entro il 30 novembre 2011. Per i contratti con decorrenza successiva al 31 maggio 2011, il versamento d’acconto deve essere fatto, in unica rata, entro il 30 novembre 2011. Per i contratti con decorrenza dal 1novembre 2011, l’acconto non e’ dovuto.
La prima rata dell’acconto può essere versata ratealmente e sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi. L’acconto per il 2011 non e’ dovuto e la cedolare va versata interamente a saldo (nel giugno del 2012) se l’importo su cui calcolare l’acconto non supera 51,65 euro. Il versamento deve essere effettuato tramite il modello F24 modalità che quest’anno devono utilizzare anche i contribuenti che ricorrono all’assistenza fiscale.
Si ricorda che in tutti i casi in cui sia stata già esercitata l’opzione per la cedolare, il locatore deve inviare all’inquilino dell’alloggio affittato la prevista raccomandata con la quale comunica allo stesso la scelta di avvalersi del regime della cedolare e contestualmente rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione.

Sono ben ottomila le famiglie italiane che dovranno restituire il bonus bebè da mille euro ottenuto in seguito alla Finanziaria 2006. Proprio in questi giorni infatti stanno arrivando le lettere dell’amministrazione che contestano l’incasso dell’assegno per aver autocertificato in maniera sbagliata il proprio reddito: «Si contesta alla Signoria Vostra – si legge nella missiva – di avere riscosso illecitamente il bonus bebè per avere sottoscritto e utilizzato un’autocertificazione mendace al fine di percepire la suddetta somma (…). Si comunica che di quanto sopra esposto, sarà fatta apposita segnalazione alla Procura della Repubblica».
Si tratta di un bonus che era stato introdotto dalla Finanziaria 2006 (legge 266/2005, articolo 1, commi 331-334) per ogni figlio nato o adottato nel 2005 o per ogni secondo o ulteriore figlio nato o adottato nel 2006. Un bonus con l’indicazione dell’ufficio postale presso cui i genitori avrebbero potuto riscuotere la somma. La contestazione arriva dopo le verifiche dell’agenzia delle Entrate sul reddito del nucleo familiare indicato al momento della richiesta dell’assegno, cinque anni fa: la norma prevedeva, infatti, che per beneficiare dell’agevolazione, la famiglia del nuovo nato dovesse avere «un reddito complessivo» non superiore a 50mila euro.
Molte famiglie hanno commesso errori nell’autocertificazione dei requisiti; alcuni hanno indicato il reddito “netto”; altri hanno segnalato il reddito da lavoro dipendente senza considerare l’abitazione principale; altri ancora hanno incluso fra i componenti del nucleo anche familiari non a carico, che non rientrano nella composizione del nucleo fiscale (composto da familiari a carico e coniuge – non separato – del dichiarante). Così, l’amministrazione chiede ora la restituzione entro 30 giorni del bonus da mille euro ingiustamente incassato, e, nei casi in cui il giudice penale accerterà che c’è stata falsa autocertificazione, il versamento di 3mila euro (il triplo del beneficio ottenuto) come sanzione amministrativa.
Estate, tempo di vacanze e di truffe, purtroppo. Con l’arrivo della bella stagione, infatti, aumentano i raggiri contro i cittadini, sopratutto se anziani. Alcuni giorni fa, la Federconsumatori ha dato alcuni consigli utili su come evitare spiacevoli sorprese.
Il falso incidente
Un evergreen. L’espediente è il solito: di tirare sassi alle auto, fingendo di essere stati urtati per chiedere, in contanti, il risarcimento del danno, così da evitare la denuncia all’assicurazione che costerebbe per il malcapitato l’aumento del premio. Il consiglio è semplice: mai consegnare somme di danaro e chiamare le Autorità competenti.
Parcelle Gonfiate
Avere bisogno di una visita specialistica o di un tecnico per una riparazione può essere caro, soprattutto ad agosto. Trovare artigiani, studi medici aperti è davvero difficile e qualche disonesto se ne approfitta, praticando prezzi esorbitanti. Il consiglio è quello di sempre: il consumatore deve pretendere il preventivo e se questo è troppo alto cercare un altro professionista o tecnico.
Vendite porta a porta
Falsi operatori si recano a casa di cittadini e spacciandosi per dipendenti di aziende conosciute, convincono i malcapitati ad entrare. Le tipologie di truffe sono le più disparate. La più diffusa è quella dell’operatore di una azienda energetica che si presenta nelle case di persone anziane convincendole a sottoscrivere, a loro insaputa, delle offerte commerciali.
La regola è sempre la stessa: non aprire a nessuno e non firmare nulla.
False lettera di riscossione tributi
Potremo definirla la novità dell’estate. Di recente sono state recapitate false lettere che evidenziano errori nelle dichiarazione dei redditi degli anni precedenti, richiedendo il pagamento immediato di sanzioni. Prima di versare qualsiasi somma è necessario verificare con l’Agenzia delle Entrate o presso le società di riscossione la veridicità delle richieste e la legittimità di quanto richiesto.
Via | Federconsumatori

Scadenza ICI 2011, mancano pochi giorni alla scadenza della prima rata dell’Imposta Comunale sugli Immobili. L’ICI 2011 non ha particolari novità rispetto al 2010, a meno che non siano cambiate le regole nel Comune che ospita il vostro immobile. Il 16 giugno 2011 è la data fissata per il pagamento della prima rata ICI. Il versamento del 50% dell’imposta riguarda soltanto i proprietari di seconde case o per quelli che possiedono una prima casa di lusso.
Le agevolazioni per le abitazioni date in comodato d’uso ai familiari e non abitate direttamente dal proprietario cambiano di Comune in Comune in quanto nel 1992 venne lasciato alle amministrazioni locali la facoltà di deliberare in materia di abitazioni assimilate alla prima casa.
Ci sono Comuni che escludono dal beneficio le abitazioni concesse al solo coniuge, altri che pretendono la presentazione di un contratto di comodato d’uso gratuito registrato, altri che richiedono la residenza anagrafica e altri per i quali è sufficiente un’autocertificazione. L’unico modo per evitare di contravvenire alla regolamentazione in materia ICI è quello di controllare le delibere sul tema attraverso l’archivio delle delibere comunali del Dipartimento delle Finanze.
Va ricordato che per il pagamento è ammessa la compensazione con altri crediti fiscali, come quello Irpef. Se non avete chiesto la modalità del rimborso potrete pagare l’ICI con il modello F24 senza la necessità di cambiare il codice tributo (restano il 3901 – ICI abitazione principale, 3902 – ICI terreni agricoli, 3903 – ICI aree fabbricabili, 3904 – ICI altri fabbricati, 3906 – ICI interessi, 3907 – ICI sanzioni) mentre avrete ovviamente bisogno di conosce il codice del comune che è facilmente reperibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Registrare un contratto d’affitto con l’entrata in vigore della cedolare secca diventa più semplice. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile un apposito software, denominato SIRIA, che consente di compilare un modulo semplificato per la registrazione dei contratti d’affitto e optare per il regime di tassazione della nuova cedolare secca con le due aliquote uniche del 19% e del 21%.
Per consentire ai contribuenti di decidere se optare o meno per la cedolare secca l’Agenzia delle Entrate ha concesso un periodo più ampio rispetto agli ordinari 30 giorni canonici per effettuare la registrazione dei contratti di locazione i cui termini scadono tra il 7 aprile e il 6 giugno 2011 e utilizzare il servizio SIRIA può velocizzare ulteriormente la procedura.
Il software utilizza Java Virtual Machine ed è compatibile con le piattaforme Windows 7, Windows Vista e Windows XP oltre che sulle principali distribuzioni Linux e su Mac Os X 10.5 o versioni successive. Unica condizione per utilizzare SIRIA è che i conduttori e i locatori che intendono registrare il contratto d’affitto non siano più di tre.
Il Fisco non lascerà mai solo il contribuente. Ironie a parte, l’intenzione con cui Equitalia - la società nazionale di riscossione delle imposte - guarda al 2011 è quella di avvicinarsi sempre di più ai cittadini, per fornire loro un supporto continuativo e ogni informazione utile a capire come rapportarsi con le tasse. Il piano di Equitalia si gioca su quattro basilari passaggi: vademecum semplici e sintetici, in formato telematico o cartaceo, informazioni via telefono 24 ore su 24, sportelli aperti di pomeriggio e un canale web no stop chiaro e accessibile a tutti.