
Più garanzie per i consumatori che scelgono un contratto di fornitura di elettricità verde. Lo dice l’Autorità per l’energia che ha recentemente approvato un insieme di regole per garantire che l’energia elettrica venduta ai singoli clienti sia effettivamente prodotta con fonti rinnovabili e che non venga commercializzata piu’ volte. L’intervento dell’Autorità nasce dall’esigenza di prevedere strumenti certi, secondo principi di concorrenza e trasparenza, in un contesto di crescente interesse verso le offerte commerciali di elettricità prodotta da fonti rinnovabili.
Secondo l’Autorità per l’energia l’unico sistema di certificazione valido sono le garanzie di origine previste dalla direttiva europea 2009/28/CE, rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici. Nella prospettiva di una sempre maggiore trasparenza, l’Autorità ha anche stabilito che le società di vendita indichino nel materiale promozionale e informativo le caratteristiche delle proprie offerte di energia rinnovabile; inoltre, ogni singolo cliente che accetta un’offerta verde dovrà ricevere in bolletta, almeno tre volte l’anno, l’indicazione del mix di fonti energetiche utilizzato per la sua fornitura, oltre alle informazioni sul mix energetico dell’energia elettrica complessivamente venduta. Presunte pratiche commerciali scorrette ed eventuali pubblicita’ ingannevoli verranno segnalate direttamente all’Antitrust.
Nel frattempo non si arresta il boom del fotovoltaico.
L’Autorità per l’energia e il gas sostiene che l’applicazione della Robin Tax al solo settore energetico non è giustificabile sulla base dell’andamento del settore.
E’ quanto si legge nella segnalazione inviata dal Regolatore al Parlamento e al governo per commentare le misure contenue nel decreto legge 138 in discussione al Senato.
In linea generale, scrive il presidente Guido Bortoni, “si ritiene che il settore dell’energia non sia oggi caratterizzato da fondamentali tali da giustificare che l’aumento dell’Ires sia circoscritto al solo settore energetico. Ciò anche in ragione della fondamentale rilevanza che gli investimenti in questo settore rivestono per la competitività dell’intera economia del Paese“.
Per il trasporto elettrico e del gas, secondo l’autorità, l’applicazione della Robin Tax comportera “a parità degli altri parametri, una perdita di 1-1,5 punti percentuali di rendimento“.
Secondo l’organismo di vigilanza inoltre sono di difficile attuazione le norme contro la traslazione sui consumatori della maggiori imposte previste con la Robin Tax.
Come già segnalato, scrive ancora Bortoni, “in occasione del decreto-legge 112/08, il meccanismo di vigilanza sul divieto di traslazione, assegnato all’Autorità, risulta essere di difficile e laboriosa attuazione, soprattutto in mancanza dell’attribuzione di espliciti poteri sanzionatori e prescrittivi“.