
Bollette, affitto, assicurazioni, banche, carburanti: negli anni la quota di consumi assorbita dalle spese obbligate è aumentata a dismisura rispetto al totale dei consumi delle famiglie
Fra il 1970 e il 2010 è quasi raddoppiata, passando dal 23,3% a poco meno del 40%. La quota di consumi liberi, invece, dunque beni e servizi commercializzabili, è scesa dal 76,7% al 61,2%. E gli alimentari sono in flessione: la loro quota sul totale dei consumi delle famiglie si è più che dimezzata, passando dal 36,1% del 1970 al 15,1% del 2010.
I dati vengono da uno studio di Confcommercio su come è cambiata negli ultimi quaranta anni l’incidenza delle spese obbligate sui consumi e sul potere di acquisto delle famiglie. Fra le spese fisse, la casa gioca la parte del leone.
L’andamento dei consumi riflette poi la struttura familiare. Gli over 65 che vivono da soli destinano ai consumi di base oltre i tre quarti della spesa media mensile. Sul totale dei consumi liberi, le coppie senza figli spendono più di un terzo per i servizi (viaggi, pasti fuori casa, spettacoli, benessere personale); per le famiglie numerose con tre o più figli, invece, quasi i tre quarti delle spese libere se ne vanno per l’acquisto di beni, soprattutto alimentari.
Via Confcommercio.
Le bollette di luce e gas aumentano, gravando sull’indice dei prezzi generale che supera da tempo l’aumento delle retribuzioni dei lavoratori, ma quelle italiane erano e restano le più alte d’Europa. Lo ha nuovamente “ufficializzato” l’Autorità per l’Energia nella sua relaziona annuale al Parlamento. Il divario con gli altri paesi membri dell’Unione si sta riducendo, ma rimane comunque molto marcato.
Secondo l’Authority i prezzi dell’energia elettrica in Italia sono più alti del 12% rispetto alla media europea, ma rispetto allo scorso anno il divario è sceso di 4 punti. Anche per il gas c’è una differenza, anche più ampia, con l’Italia che scontando le turbolenze della crisi libica paga il 26% della media europea.
Come si può rimediare? Difficile dirlo, ma l’impressione è che in pochi facciano qualcosa per attenuare il peso di queste due voci di spesa così importanti dai bilanci di famiglie e aziende italiane.

Il taglio del 30% della componente A3 delle nostre bollette elettriche e del gas torna ad essere inserito nella manovra. La norma, proposta dal leghista Calderoli aveva fatto gridare allo scandalo le associazioni che riuniscono le aziende italiane impegnate nelle energie rinnovabili Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Anev che l’avevano definita “estemporanea e demagogica” prima che l’esame in Cdm la accantonasse.
Con questa misura le bollette elettriche dovrebbero scendere del 2-3%, minori i vantaggi nel caso di quelle del gas, ma c’è maretta nella maggioranza con il Pdl che vorrebbe evitare l’ennesima modifica della politica di sostegno alle energie rinnovabili. La Lega è determinata ad “incassare” un risultato politico e il “giallo” del weekend trascorso con il Quirinale che riferiva di non aver ancora il testo della manovra sarebbe direttamente legato a questa particolare norma.
Secondo le ultime indiscrezioni la versione “post-Cdm”, quella che finirà in Parlamento per la discussione, vedrebbe nuovamente inserito il taglio delle agevolazioni (compreso il bonus per indigenti, anziani e malati). Vi terremo informati.

Scattano oggi gli aumenti per le bollette di luce e gas stabiliti dall’Autorità per l’Energia e il Gas. Gli aumenti riguardano le tariffe indicizzate AEEG e quelle del cosiddetto mercato “di maggior tutela”, rimangono esclusi quei contratti sottoscritti sul mercato libero che prevedono un prezzo bloccato per un dato periodo.
Gli aumenti saranno dall’1,9% per l’energia elettrica ”sostanzialmente per effetto del sostegno alle fonti rinnovabili” mentre per quanto riguarda il gas aumenteranno del 4,2% a causa ‘‘dell’incremento delle quotazioni internazionali del petrolio (+35% al barile in euro negli ultimi nove mesi)”.
Secondo la stessa Authority l’impatto sulla spesa media di una famiglia dovrebbe essere di circa 8 euro annui per l’energia elettrica e di 44 euro per il gas considerando un’utenza con un consumo medio di 1400 metri cubi per anno.
Contestualmente l’Autorità ha annunciato di aver prorogato le misure che dovrebbe permettere di contenere almeno in parte i futuri aumenti delle bollette del gas:
Per contenere almeno in parte le bollette gas in previsione dei maggiori consumi invernali l’Autorità ha deciso di applicare anche per il prossimo anno la formula di aggiornamento dei prezzi del gas che consente di trasferire a beneficio dei consumatori i minori prezzi della materia prima registrati sui mercati spot e per le rinegoziazioni dei contratti a lungo termine; tutto ciò rispettando i contratti in essere e l’equilibrio economico-finanziario degli operatori di settore.

Nella manovra correttiva approvata ieri dal Consiglio dei Ministri doveva esserci una norma, proposta dal Ministro Calderoli, che tagliava del 30% la componente della bolletta elettrica e del gas destinata a finanziare le agevolazioni: dagli incentivi per le rinnovabili al bonus sociale per anziani, malati ed indigenti. Questo taglio sarebbe dovuto andare in vigore dal 1 gennaio 2012 determinando una minor spesa per i consumatori intorno al 2-3% trattandosi di una voce che copre il 13% del totale delle nostre bollette
Per quanto riguarda la bolletta del gas non avrebbe dovuto esserci un impatto rilevante vista la minore incidenza delle agevolazioni sul totale. La mossa aveva fatto imbufalire le associazioni delle rinnovabili Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Anev che avevano definito la norma “estemporanea e demagogica”:
apprendiamo con incredulità e sgomento la notizia dell’emendamento all’art. 33 del DL Manovra, oggi all’ esame del Consiglio dei Ministri, che prevede, a decorrere dal primo gennaio 2012, che tutti gli incentivi, i benefici e le altre agevolazioni siano ridotti del 30% rispetto a quelli applicabili alla data del 31 dicembre 2010.
L’impatto di questa misura, se confermata, sarebbe devastante non solo per il settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ma per tutti i consumatori, sia industriali che domestici, che attualmente beneficiano di incentivi o sgravi che trovano copertura nella bolletta (come ad es. il bonus sociale per indigenti, anziani e malati). Sarebbe invece opportuno, come da tempo propongono e chiedono gli operatori del settore, eliminare l’IVA sull’A3 o altre voci della bolletta.
La Lega Nord incassa una sconfitta, proveranno a rilanciare la norma in Parlamento?

Pagare a rate le bollette dell’energia elettrica e del gas a rate? Si può fare, purché si rientri in casi specifici. Gli utenti che si trovano a dover corrispondere importi più alti di quelli abituali hanno diritto a chiedere la rateizzazione delle bollette secondo regole precise a cui i gestori di luce e gas devono attenersi e con un tasso d’interesse fissato al momento all’1,25%.
Bollette energia elettrica: Le regole per la rateizzazione
Per l’elettricità l’utente è obbligato a presentare richiesta di rateizzazione, pena la perdita del diritto, prima della data di scadenza del pagamento indicato in bolletta. Se ricevete una fattura con un importo alto chiedete subito al vostro gestore, sia esso Enel, AEM, Iren, la rateizzazione.
Secondo la delibera dell’Autorità per l’Energia 200/99 la richiesta rateizzazione delle bollette deve essere accolta quando la bolletta di conguaglio “sia superiore al 150% dell’addebito medio delle bollette in acconto ricevute successivamente alla precedente bolletta di conguaglio“. Ad esempio se ricevete un media un addebito di 100 euro a fronte di una bolletta dai 150 euro in su potrete chiedere di pagarla a rate.
L’importo sarà suddiviso in un numero di rate pari “almeno al numero di bollette in acconto o stimate ricevute successivamente alla precedente bolletta di conguaglio, e comunque non inferiore a due“. Come detto sugli importi rateizzati vengono conteggiati gli interessi pari al tasso ufficiale di riferimento dell’1.25%.
Continua a leggere: Come pagare le bollette luce e gas a rate

Dal primo aprile tutti gli utenti dell’energia che non sono passati al libero mercato si ritroveranno aumenti nelle bollette, sia per la luce sia per il gas. Il rincaro sarà rispettivamente del 3,9% e del 2%: ogni famiglia si ritroverà a pagare in media 37,5 euro in più all’anno.
Lo ha deciso l’Autorità per l’energia, che ha tenuto in considerazione l’aumento del prezzo del petrolio - costante dal 2009 - e anche gli incentivi per le energie rinnovabili, che pesano per quasi 5 miliardi di euro complessivamente. Una famiglia tipo, che consuma in media 2.700 kilowattora l’anno e una potenza impegnata di 3 kW spenderà 16,5 euro su base annua per la luce. Quanto al gas, 1.400 metri cubi l’anno costeranno circa 21 euro in più.
Si può fare qualcosa per risparmiare? Altroconsumo consiglia di rivolgersi al libero mercato e di puntare sulle offerte che si possono sottoscrivere online, in cui viene escluso per un periodo di tempo il rincaro legato al petrolio. Per esempio per un single che è a casa solo la sera e nel fine settimana svetta l’offerta di Edison, Edison Web Luce: la bolletta totale annua è di 144,54 euro, con un risparmio di 22, 31 euro rispetto alla tariffa regolata dall’Autorità.
I privati consumatori non dovranno più pagare l’Iva al 20% sul metano a uso civile. L’Agenzia delle Entrate, infatti, ha accolto il richiesta del Sunia (Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari) di abbassare l’imposta sul valore aggiunto gravante sul metano utilizzato a fini civili per il riscaldamento e l’acqua calda.
Il freddo invernale è alle porte. La prospettiva spaventa non solo i freddolosi. L’arrivo della brutta stagione, infatti, coincide con l’impennata delle bollette del gas: i termosifoni si riavviano e il contatore riprende a macinare scatti. Quest’incubo, però, potrebbe non riguardare quanti abitano in una città in cui sia attiva una rete di teleriscaldamento. In tal caso, è possibile dire addio alla caldaia e vedere scendere considerevolmente le spese per l’utilizzo di gas.
Il teleriscaldamento
Come si legge nella rispettiva pagina di wikipedia, il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento (di abitazioni, scuole, ospedali ecc.) che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una grossa centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.
L’Autorità per l’energia elettrica e il gas commina 1,8 milioni di euro di sanzioni a 5 società per violazione delle norme sulla trasparenza delle bollette e le associazioni di consumatori – di riflesso – invitano gli italiani a tenere gli occhi ben aperti sulle bollette, pronti a far valere i propri diritti e a far rispettare quanto previsto in tema di trasparenza.
Sospettare è meglio
La domiciliazione bancaria delle bollette è un metodo di pagamento che leva molti pensieri, ma espone a qualche rischio. In poche parole: si è certi di pagare, ma talvolta si trascura quanto e per cosa si paga.
Lasciando che le bollette vengano addebitate direttamente sul conto corrente, secondo le associazioni di consumatori, è più difficile tenere sotto controllo l’esattezza di quanto addebitato. Il rischio, dunque, è quello di pagare “bollette gonfiate”.
Continua a leggere: Sgonfiare le bollette con un po’ d’attenzione