Molti giovani italiani sognano una casa di proprietà, ma il loro desiderio spesso è destinato ad avverarsi soltanto molti anni più tardi, raggiunti (o superati) i 40 anni. In base ad un recente studio condotto dal portale immobiliare Casa.it, il 40% di chi è a caccia di un’abitazione ha più di 40 anni: presumibilmente, è questa l’età in cui si raggiunge una buona stabilità economica e si è dunque in grado di sostenere il peso di un mutuo casa.
I giovani tra i 25 e i 30 anni rappresentano solo il 20% di coloro che cercano una casa da acquistare, mentre tra i 18 e i 25 anni appena il 7% si sente in grado di compiere questo passo. Questi dati mostrano ancora una volta quanto i giovani italiani siano penalizzati da situazioni lavorative precarie che gli impediscono di ottenere credito presso le banche e di accendere un mutuo ipotecario, specie in questo periodo di generale incertezza finanziaria. Nonostante le difficoltà, la casa di proprietà resta una delle priorità per i cittadini, che la preferiscono all’affitto nell’82% dei casi. Un italiano su tre investe nel mattone per mettere al sicuro i propri anni futuri ma anche, nel 39% dei casi, per lasciare un buon patrimonio in eredità a figli e nipoti.
Via Casa.
Dopo un periodo in cui il mercato immobiliare è stato caratterizzato dal segno meno, il 2012 sarà l’anno del mattone: le previsioni dell’istituto di ricerche Scenari Immobiliari parlano di una chiusura del 2011 in positivo, con 113 miliardi di fatturato a fine anno, pari al +1,7% rispetto al 2010.
Si tratta di un dato importante, che resta però inferiore a quello registrato in Europa: nei primi cinque Paesi europei si stima un incremento del 2,3% a fine 2011 e un fatturato immobiliare di oltre 614 miliardi di euro; per il 2012, le attese sono di un ulteriore incremento del 2,7%.
In Italia, dunque, la ripresa appare più fragile rispetto al resto d’Europa, a causa delle incertezze economiche e degli effetti della manovra finanziaria, due fattori che hanno rallentato la domanda di immobili da parte delle famiglie.

”Tassi dei mutui in salita nei prossimi mesi la tensione sui mercati sui titoli bancari, non solo italiani ma anche esteri, sta generando difficoltà anche operative per il mondo bancario e potenziali conseguenze a cascata per il sistema economico“, scrive, in una nota, Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.
L’aumento dei costi della raccolta bancaria si riflette sugli spread caricati sopra i tassi di interessi, dove si registra ”un aumento medio di 0,30% per i tassi fissi e di circa 0,10% per i tassi variabili nel periodo tra giugno e settembre Lo spread medio per un mutuo a 20 anni e’ ora dell’1,59% per i tassi fissi e dell’1,41% per i variabili, con punte ben superiori al 2%”, sottolinea il direttore di Mutuionline.
Via Yahoo.
Secondo Idealista, nell’ultimo anno il numero gli annunci di scambio o permuta è in costante aumento. In un contesto di compravendite fiacche, professionisti e privati cercano modi alternativi per vendere gli immobili.
Gli annunci di scambio o permuta sono cresciuti del 73% nell’ultimo anno, un fenomeno che ha preso quota da quando, con la crisi, le banche hanno iniziato a erogare meno prestiti finalizzati all’acquisto della casa.
“Il tema è di interesse in quanto aiuta a comprendere le mutate condizioni del mercato. Una domanda fiacca ha finito per deprimere anche il mercato di sostituzione, perché chi vende non vuole compromettersi prima di avere la certezza di aver concluso la trattativa. con meno soldi in circolazione, ma una maggiore offerta di immobili, la permuta è diventa un’alternativa valida per accelerare le compravendite”
Sul piano legale la permuta è regolata dal codice civile (art. 1552) che recita: la permuta è il contratto (1321) che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro (1376)
la permuta può essere pura, ossia senza nessun altro corrispettivo in denaro, o con conguaglio, ossia con il pagamento aggiunto di una differenza che viene pattuita è conveniente perché le imposte pagate sull’immobile dal valore più elevato vengono divise a metà è rischiosa solo se gli immobili sono ipotecati, altrimenti i rischi legati all’operazione sono praticamente nulli.
Via Idealista.

Bollette, affitto, assicurazioni, banche, carburanti: negli anni la quota di consumi assorbita dalle spese obbligate è aumentata a dismisura rispetto al totale dei consumi delle famiglie
Fra il 1970 e il 2010 è quasi raddoppiata, passando dal 23,3% a poco meno del 40%. La quota di consumi liberi, invece, dunque beni e servizi commercializzabili, è scesa dal 76,7% al 61,2%. E gli alimentari sono in flessione: la loro quota sul totale dei consumi delle famiglie si è più che dimezzata, passando dal 36,1% del 1970 al 15,1% del 2010.
I dati vengono da uno studio di Confcommercio su come è cambiata negli ultimi quaranta anni l’incidenza delle spese obbligate sui consumi e sul potere di acquisto delle famiglie. Fra le spese fisse, la casa gioca la parte del leone.
L’andamento dei consumi riflette poi la struttura familiare. Gli over 65 che vivono da soli destinano ai consumi di base oltre i tre quarti della spesa media mensile. Sul totale dei consumi liberi, le coppie senza figli spendono più di un terzo per i servizi (viaggi, pasti fuori casa, spettacoli, benessere personale); per le famiglie numerose con tre o più figli, invece, quasi i tre quarti delle spese libere se ne vanno per l’acquisto di beni, soprattutto alimentari.
Via Confcommercio.
Perdurano gli effetti della crisi nel mercato immobiliare italiano al primo semestre 2011. Tra le conseguenze più evidenti una diminuzione generalizzata dei prezzi, che tocca il -2,6% nei capoluoghi secondari, mentre vede una riduzione meno marcata nelle grandi città (-1,6%), realtà in cui si concentrano gli investitori e gli acquirenti piu’ facoltosi.
A livello geografico, le zone che evidenziano contrazioni delle quotazioni maggiori sono le regioni del sud (-5,7%) e del centro Italia (-3%), mentre nel nord si ha una flessione minore (-1,8%).Gli effetti della crisi si riflettono nell’allungamento dei tempi di vendita: in media si attestano intorno ai 6 mesi nelle grandi città, ma si assiste ad una tendenza all’aumento soprattutto per le soluzioni di minore qualità, in contesti più periferici.
Tale fenomeno è ancora più marcato per i capoluoghi minori dove i tempi medi di vendita possono toccare anche i 7-8 mesi. Un’altra conseguenza rilevata è la tendenza ad aumentare lo sconto medio tra prezzo di incarico e prezzo di vendita, intorno al 10 -15%.

Solo poco meno del cinque per cento delle richieste di mutui da parte dei giovani viene accolto dalle banche. L’assenza di contratti di lavoro stabili, le difficoltà nel trovare un garante e la mancanza di un profilo creditizio affidabile sono, invece, i motivi più ricorrenti dei rifiuti.
Un’analisi di Mutui.it, comparatore online di mutui, registra che quasi un preventivo di mutuo su quattro per l’acquisto della prima casa arriva da giovani under 30. A questo alto numero di richieste, però, non corrisponde un numero altrettanto elevato di erogazioni: al momento di ottenere il finanziamento verrà accolto meno del 5% delle domande.
Nel dettaglio, la richiesta media fatta da chi non ha ancora compiuto i 30 anni è di 150.000 euro, pari al 77% del valore dell’immobile che si vorrebbe acquistare; nel 52% dei casi viene preferito il tasso fisso, solo nel 25% quello variabile. Gli under 30, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo, vorrebbero infine che il loro mutuo durasse circa 26 anni.
Via Mutui.
Leggi anche: Mutui più facile per le giovani coppie.

La fiducia degli italiani nei confronti della situazione del Paese diminuisce ma aumenta l’intenzione di acquistare abitazioni. E’ quanto ha registrato l’Osservatorio di Findomestic che ha messo in luce una mancanza generale di prospettive future per gli italiani accanto ad una percepita difficoltà a mettere da parte qualche soldo.
Se la fiducia degli Italiani è diminuita a causa delle speculazioni finanziarie e da una manovra che promette solo sacrifici rispetto ad un panorama economico sempre più incerto, il settore casa, invece, registra, da ormai due mesi, un risultato positivo.
Per quanto concerne il prezzo delle case, secondo dati recenti, i costi per l’acquisto di un appartamento tipo di 90 mq in una zona semicentrale richiede 18 anni di stipendi contro i 15 del 2001.
Via Borsaitaliana.

Continua l’andamento negativo per il mercato italiano dell’edilizia. Con effetti drammatici sul piano occupazionale.
”La situazione è di forte crisi“, sottolinea Franco Osenga, presidente della Commissione Nazionale Casse Edili . “Dall’inizio della crisi il solo sistema delle casse edili che conta circa 100 mila aziende ha registrato 100 mila posti di lavoro persi”.
Una drastica contrazione che non accenna a rallentare in questi ultimi anni: ‘‘A fine giugno 2011 la riduzione delle attività è stata del 9%, una flessione che si domma al calo del 10% gia’ registrato nell’anno precedente”. Calcolatrice alla mano, ‘’si e’ trattato di un calo di oltre 5 milioni di ore soltanto nell’ultimo anno”.
A tutti sarà capitato di fare una scelta, sopratutto in materia immobiliare, affrettata per poi pentirsi il momento dopo. Pensando di fornire indicazioni utili a tutela dei consumatori, Idealista ha elencato i 20 rimpianti di chi ha già comprato una casa.
Eccoli:
1. avrei potuto sollecitare al venditore alcune riparazioni prima che mi consegnasse la casa. pensavo fosse in condizioni migliori;
2. avrei potuto fare un’offerta iniziale più bassa per trattare meglio sul prezzo;
3. avrei potuto conoscere meglio il quartiere e visitarlo in orari diversi, di mattina, di pomeriggio e di notte;
4. avrei potuto aspettare di avere dei maggiori risparmi, perché il mutuo all’80% mi sta costando troppo;
5. avrei potuto fare un sopralluogo insieme a un tecnico, così mi sarei accorto della cattiva situazione degli impianti;
6. avrei potuto accontentarmi di una casa più economica e destinare parte dei soldi per ristrutturarla a mio piacimento;
7. mi sarei potuto rivolgere a un architetto anziché ristrutturare da solo. avrei sicuramente migliorato la vivibilità dalla mia casa;
9. avrei potuto vedere gli atti e i regolamenti condominiali;
10. non mi sarei dovuto fidare delle rassicurazioni del venditore.
Ancora: