A tutti sarà capitato di fare una scelta, sopratutto in materia immobiliare, affrettata per poi pentirsi il momento dopo. Pensando di fornire indicazioni utili a tutela dei consumatori, Idealista ha elencato i 20 rimpianti di chi ha già comprato una casa.
Eccoli:
1. avrei potuto sollecitare al venditore alcune riparazioni prima che mi consegnasse la casa. pensavo fosse in condizioni migliori;
2. avrei potuto fare un’offerta iniziale più bassa per trattare meglio sul prezzo;
3. avrei potuto conoscere meglio il quartiere e visitarlo in orari diversi, di mattina, di pomeriggio e di notte;
4. avrei potuto aspettare di avere dei maggiori risparmi, perché il mutuo all’80% mi sta costando troppo;
5. avrei potuto fare un sopralluogo insieme a un tecnico, così mi sarei accorto della cattiva situazione degli impianti;
6. avrei potuto accontentarmi di una casa più economica e destinare parte dei soldi per ristrutturarla a mio piacimento;
7. mi sarei potuto rivolgere a un architetto anziché ristrutturare da solo. avrei sicuramente migliorato la vivibilità dalla mia casa;
9. avrei potuto vedere gli atti e i regolamenti condominiali;
10. non mi sarei dovuto fidare delle rassicurazioni del venditore.
Ancora:

Oltre a condividere video e foto sulla rete, i giovani di oggi condividono anche l’affitto. Questa modalità abitativa è stata proprio favorita da Internet, attraverso i portali immobiliari e i social network, dove si cerca casa- A comportarsi così non sono soltanto i giovani studenti, ma anche i lavoratori più adulti.
A svelarlo è Casa.it che parteciperà alla prossima edizione della Social Media Week, che si terrà dal 19 al 23 Settembre a Milano. Il motivo principale di questa tendenza è chiaramente quello economico: vivere in condivisione abbatte non solo il caro-affitti, ma anche le spese per bollette e condominio.
Il fenomeno ha contaminato anche il mondo del lavoro e del turismo. Nell’ultimo anno si è registrata una crescita della domanda di spazi da ufficio da condividere (+11%), e un aumenta delle richieste di case-vacanza da affittare in gruppo.
“Con la recente crisi del mercato immobiliare, abbiamo assistito ad una crescita continua delle richieste di immobili in affitto rispetto all’acquisto, con conseguenti incrementi dei costi dei canoni. E proprio dall’esigenza di far fronte a questi aumenti che il fenomeno della condivisione dell’affitto, scelto soprattutto tra i più giovani, continua a crescere“, ha commentato Daniele Mancini, Amministratore Delegato di Casa.it, “oggi la definitiva consacrazione di blog e social network quale strumento di condivisione di informazioni e idee per eccellenza ha favorito lo sviluppo e il consolidamento di questo fenomeno, portandolo da un soluzione privilegiata soprattutto dalle giovani generazioni a una modalità abitativa ampiamente diffusa“.
Via Casa.
Come deve essere la casa degli italiani? Piccola ma curata, funzionale, efficiente, accogliente. Sono queste le qualità che la casa deve avere, almeno per gli utenti di idealista.it, che, attraverso l’analisi delle ricerche libere effettuate mediante il motore di ricerca del portale, ha individuato 10 tendenze destinate a cambiare il concetto di casa.
Ecco quali caratteristiche deve avere la propria abitazione:
Continua a leggere: Come deve essere la casa dei sogni per gli italiani?
Da settembre mutui più facili per giovani coppie, anche se hanno un contratto di lavoro non a tempo indeterminato. Potranno infatti ottenere piu’ facilmente mutui prima casa a condizioni di favore. E’ quanto previsto dall’intesa siglata dal Ministro della Gioventù e l’ABI sul Fondo di garanzia per l’accesso ai mutui per l’acquisto dell’abitazione principale.
L’iniziativa avviata con il Ministro Giorgia Meloni nasce dall’esigenza primaria di favorire l’inserimento dei giovani nella vita sociale, anche attraverso l’acquisto della propria abitazione, tenendo conto del contesto economico che non lascia ancora intravedere segnali definitivi di uscita dalla crisi.
Il Fondo, gestito dalla Consap SpA, ha una dotazione patrimoniale a regime di 50 milioni di euro. Rilascia a favore delle banche e degli intermediari finanziari garanzie a prima richiesta a copertura di un ammontare non superiore a 75.000 euro, costituito dal 50% della quota capitale dei mutui ammissibili, degli interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale e dei costi di recupero non superiori al 5% del capitale residuo.
Quasi un milione di italiani cercano casa su Facebook. Il 21% di chi si serve della rete per comprare o affittare abitazioni non visita infatti i portali specializzati, ma solo il social network piu’ famoso al mondo.
Secondo un’indagine compiuta da Immobiliare.it, su un campione di oltre 500 persone impegnate nell’acquisto o affitto di casa, il 21% di chi sceglie il web come canale di ricerca o vendita preferisce affidarsi al social network più popolare.
”Chi cerca casa partendo da Facebook“, ha commentato Carlo Giordano, amministratore delegato del gruppo Immobiliare.it “ha un approccio molto diverso rispetto a chi lo fa sui portali immobiliari. Si tratta di persone che, di fatto, portano online il consueto modello del passaparola”.
Infine, chi pubblica o cerca annunci immobiliari sul social network e’ generalmente un utente alle sue prime esperienze online, che tende a voler stabilire un rapporto personale e, nella maggior parte dei casi, ha un’eta’ superiore ai 35 anni.

Il modo migliore per affrontare un trasloco è prepararlo per tempo. Questo permetterà di diminuire il carico di lavoro nei giorni del trasferimento e di spendere meno, potendo scegliere l’offerta più economica.
La prima decisione da prendere: traslocare da soli o affidarsi a una ditta specializzata. Nel primo caso sicuramente la spesa sarà minore, ma è necessario avere doti di manualità, un aiuto da parte di amici o familiari e mobili non troppo ingombranti da trasportare.
Nonostante la crisi del mercato immobiliare, non si fermano i prezzi degli affitti nelle maggiori città italiane. Lo evidenzia una ricerca di idealista.it. Secondo quanto emerge dai dati, l’atteso effetto cedolare secca per ora non c’è stato. Chi si aspettava una tendenza al ribasso delle locazioni è rimasto per ora deluso.
Roma vanta il primato degli affitti più alti a livello nazionale, guida anche la tendenza rialzista delle locazioni registrata negli ultimi sei mesi, con un incremento dei prezzi dell’1,7%, seguita da Milano e Torino, su di un punto e mezzo percentuale. La zona più cara della capitale si conferma il centro storico, con affitti in aumento del 7,2% a 22,6 euro/m². Crescono anche le locazioni dei quartieri a sud di Roma: Appia antica (+4,6% a 13,7 euro/m²) e Eur (+3,3% a 13,6 euro/m²). Resta invece praticamente invariato il quartiere Aurelia, fermo a 14,5 euro.
Più costoso rispetto a gennaio anche vivere in affitto a Milano, dove il prezzo medio al metro quadro delle case si aggira ora sui 15 euro, spinto dall’aumento di circa il 15% della zona Garibaldi-Porta Venezia, del 5,4% di Chiesa Rossa-Gratosoglio e del 4,4% dell’area Navigli-Bocconi. Rialzi più contenuti per i quartieri periferici. Calano gli affitti nel entro storico, che resta comunque la zona più cara della metropoli con i suoi quasi 20 euro al metro quadro, mentre il ribasso maggiore è stato segnato dalla periferica Città Studi: un -6,3% per un affitto di 13,4 euro.
La più conveniente tra le grandi città italiane risulta Torino, con il suo canone medio a 8,3 euro al metro quadro. Spicca l’incremento semestrale del 7,6% del quartiere Santa Rita-Lingotto-Mirafiori, a 7,7 euro al metro quadro, in un panorama di prezzi sostanzialmente stabili. In controtendenza i quartieri periferici di Aurora-Rebaudengo, con una diminuzione dell’1,6% a 7,6 euro, mentre la zona di Borgo Vittoria-Vallette è la più economica di Torino, a soli 7 euro al metro quadro.
In Italia, l’affitto in nero non è una rarità. Una piaga da accettare con rassegnazione? Il D.lgs n. 23 del 14 marzo 2011 (quello che ha introdotto la cedolare secca, per intenderci) ha fornito agli inquilini non in regola qualche arma in più per fare valere i propri diritti.
La legislazione italiana e il fisco non sono mai state propense a considerare completamente nullo l’affitto in nero. Già negli anni passati, infatti, a fronte di un affitto in nero, era possibile pretendere la registrazione del contratto, con il fisco che aveva facoltà di esigere somme a titolo di versamento di imposte e sanzioni.
Sulla scorta del decreto legge del marzo scorso, l’inquilino che oggi affitta una casa in nero ha oggi maggiori mezzi e convenienza a denunciare la propria situazione per ottenere la messa in regola del rapporto d’affitto. Innanzitutto, la registrazione del contratto può essere portata avanti anche dal solo inquilino, anche in assenza del contratto stesso allegato, costringendo poi il proprietario di casa a rimbosargli la metà dell’importo.
Denunciare di essere affittuari in nero avrà per l’inquilino una certa convenienza: potrà infatti ottenere come “ricompensa” un canone di locazione bassissimo e con durata del contratto di 4 anni più 4 a partire dalla data di registrazione.
Uscire alla luce del sole, però, può non essere semplicissimo. Al coinquilino, infatti, spetterà provare l’esistenza del contratto. Impresa non semplicissima, se si considera che gli affitti in nero molto spesso sono regolati da accordi non scritti, ma orali.
Senza nulla di definito in mano, l’unica strada per arrivare alla regolarizzazione dell’affitto sembra rimanere quella di fare causa al proprietario, portando prove dei versamenti effettuati. In questo caso, tuttavia, l’inquilino dovrà mettere in conto due costi: le spese legali del procedimento giudiziario; l’eventuale esito sfavorevole della sentenza.

Continuano a crescere gli affari delle agenzie immobiliari grazie anche alla spinta che arriva dalle compravendite effettuate via web. Un giro d’affari ormai consolidato che arriva a toccare cifre consistenti.
Secondo una recente indagine condotta dell’Università Cà Foscari di Venezia, al fine di individuare il reale valore del web nel mercato immobiliare nostrano, gli li italiani si affidano sempre di più al web per acquistare casa.
Stando ai i principali numeri diffusi dall’analisi, in Italia circa il 45,7% delle compravendite residenziali effettuate dalle agenzie immobiliari sarebbe favorito da Internet per un giro d’affari che ruota intorno ai 26 miliardi di euro.
A beneficiare della situazione sono le agenzie immobiliari che hanno la possibilità di sfruttare le vetrine on line per attirare potenziali compratori e gestire le prime fasi di intermediazione e negoziazione del contratto.
La rete gioca inoltre un ruolo fondamentale anche nel segmento finanziario, in particolare nel segmento dei mutui come attestato peraltro dalla Banca d’Italia che ha recentemente indicato come nel 2010 sarebbero stati chiusi circa 465 mila mutui per un valore di 57 miliardi di euro, con una fetta delle linee di credito immobiliari spinte dalle piattaforme online, che si aggirerebbe intorno al 10%, e si dimostrerebbe altresì in netta crescita rispetto alle abitudini passate.

Il meccanismo del servizio di scambio casa è molto semplice: chi ha voglia di sperimentare una vacanza nuova, risparmiando e abitando per un breve periodo in una casa altrui, può iscriversi ad uno dei tanti servizi on line con una quota che oscilla dagli 80 ai 120 euro.
Si mette pubblica il proprio annuncio con i dati della propria abitazione correlato di foto. Poi, si cerca, la casa dei propri sogni per passare le vacanze. A questo punto comincia lo scambio di informazioni tra i due proprietari che hanno deciso di scambiare la propria dimora.
Il baratto può avvenire secondo due modalità: lo scambio simultaneo (due famiglie si scambiano la rispettive case nello stesso periodo, per cui la casa è totalmente a disposizione degli ospiti), oppure in periodi differenti (in questo caso, spesso, durante il soggiorno la famiglia che mette a disposizione la propria casa è presente).
Continua a leggere: Scambiandosi la casa, le vacanze sono gratis!