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Tutti gli articoli con tag crisi economica

Il Governo vende ai "comunisti" Cinesi lo Stato Italiano

pubblicato da Roberto

Il Governo di destra vende ai comunisti Cinesi il debito pubblico, così come ha fatto anni fa gli USA con le conseguenze che tutti noi sappiamo.
Il nostro paese ha chiesto a Pechino l’acquisto significativo di titoli di stato e investimenti in società strategiche. Questo è quanto rivela il Financial Times citando funzionari italiani secondo il presidente della China Investment Corp è stato a Roma per parlare con il ministro dell’Economia.

Ulteriori negoziazioni avranno luogo presto“. La possibilità di un investimento cinese “arriva in un momento critico per l’Italia, con i mercati che chiedono rendimenti sempre più alti per acquistarne il debito, che è previsto salire quest’anno al 120% del pil, risultando in Eurolandia secondo solo alla Grecia” evidenzia il Financial Times.

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I lavori stagionali più curiosi (seconda parte)

pubblicato da Roberto

I lavori stagionali più curiosiAbbiamo pubblicato ieri alcuni lavori stagionali che non sono solo curiosi, ma che possono diventare anche una vero e proprio lavoro. Oggi, concludiamo la nostra breve rassegna, indicandovene altri cinque.

Merluzzo ed aggiughe
La salatura riguarda il merluzzo e le acciughe. Nel primo caso si salano i filetti di pesce in vasche sotto pressione per diversi mesi. Le acciughe, invece, dopo essere state salate, vengono lasciate maturare in barili sotto pressione. La marinatura si applica ad aringhe, salmoni, gamberetti e mitili.

Via Yahoo.
Spiumatura della tiffa
La tiffa è una pianta diffusa in diverse regioni, soprattutto in Emilia Romagna e comunque in zone umide con acque stagnanti come le paludi. L’infiorescenza della tiffa veniva fatta essiccare per poi essere adoperata dai fioristi come decorazione. Toccava ai lavoratori stagionali eseguire i passaggi necessari (la spiumatura) per renderla utilizzabile sul mercato.

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I lavori stagionali più curiosi (prima parte)

pubblicato da Roberto

La classifica dei dieci lavori stagionali più curiosiCome noto, il lavoro stagionale si intende quell’attività che si svolge in modo continuativo in un determinato periodi di tempo. La normativa esistente prevede che coloro che svolgono questo tipo di attività godono di un diritto di precedenza in caso di nuove assunzioni e usufruiscono del periodo di ferie in proporzione alla durata del contratto.

Purtroppo, però, le retribuzioni sono assai inferiori alla media. Ma quali sono le attività più curiose? Eccole.

Maciullazione e stigliatura della canapa

A inizio Novecento l’Italia era la seconda nazione al mondo per quantità di canapa tessile prodotta, successivamente l’interesse per la canapa diminuita. La canapa viene raccolta ai primi di agosto, per poi essere macerata e stigliata tra i mesi autunnali e quelli invernali. In Italia la sua lavorazione è diffusa soprattutto in Emilia Romagna (in particolare nel Ferrarese) e in Campania.

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Come deve essere la casa dei sogni per gli italiani?

pubblicato da Roberto

Come deve essere la casa degli italiani? Piccola ma curata, funzionale, efficiente, accogliente. Sono  queste le qualitÃ�  che la casa deve avere, almeno per gli utenti di idealista.it, che, attraverso l�analisi delle ricerche libere effettuate mediante il motore di ricerca del portale,  ha individuato 10 tendenze destinate a cambiare il concetto di casa.Come deve essere la casa degli italiani? Piccola ma curata, funzionale, efficiente, accogliente. Sono queste le qualità che la casa deve avere, almeno per gli utenti di idealista.it, che, attraverso l’analisi delle ricerche libere effettuate mediante il motore di ricerca del portale, ha individuato 10 tendenze destinate a cambiare il concetto di casa.

Ecco quali caratteristiche deve avere la propria abitazione:

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Crisi, il governo prepara un decreto legge su pensioni ed Iva

pubblicato da Roberto

Crisi, il governo prepara un decreto legge su pensioni ed Iva
Per anticipare d’un anno il pareggio servono tra i 20 e 30 miliardi: presumibilmente 4 miliardi nel 2012 e il resto nel 2013. Ma la riforma del Welfare assistenziale è difficile che riesca, da sola, a raggiungere l’obiettivo. Nel giro d’orizzonte, pertanto, non si esclude nemmeno una nuova stagione di privatizzazioni e l’aumento dell’Iva su beni voluttuari e di lusso. Il tempo, per definire il pacchetto, è comunque strettissimo.

Saranno sicuramente aumentati i controlli sulle pensioni di invalidità. Ma già ora l’Inps ha intensificato le verifiche portandole a 150-200 mila l’anno; ciò ha determinato la revoca del 17% delle pensioni controllate. Certamente si potrà ulteriormente intensificare l’attività di verifica ma è difficile che si possano recuperare alti margini. L’altra leva riguarda l’innalzamento dei criteri per ottenere l’assegno, portando per esempio dal 36 al 42% il grado di invalidità necessario per ottenere il beneficio ma ciò escluderebbe, lo si è visto con la precedente manovra, infermità importanti. Infine, l’intenzione è di inserire un tetto di reddito per l’accompagnamento, argomento come si sa, da maneggiare con cura. Altra possibilità, l’intervento sulle pensioni di reversibilità: o con l’introduzione di un requisito anagrafico minimo o legando il beneficio all’aspettativa di vita.

Nel mirino ci sono le pensioni d’anzianità. A parte l’anno aggiuntivo per le finestre d’uscita, oggi siamo a quota 96 con un minimo di 59 anni, nel 2013 si arriverà a 97 con un minimo di 61 anni. Non si esclude un blocco o, comunque, un innalzamento dei requisiti. C’è poi l’aumento dell’età di vecchiaia per le donne a 65 anni, obiettivo da reggiungere tra il 2020 e il 2032. Infine, potrebbe essere anticipato dal 2013 al 2012 il meccanismo automatico che aggancia l’età per la pensione di vecchiaia all’allungamento della vita media.

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Otto punti per uscire dalla crisi, il Governo ci riprova

pubblicato da Roberto

Governo e parti sociali contro la crisi, otto punti per voltare pagina
Nell’incontro avuto tra il Governo e parti sociali, l’Esecutivo propone un piano per uscire dalla attuale crisi.

L’esecutivo ha chiesto ad associazioni datoriali e sindacati di condividere l’agenda, con l’obiettivo di presentare nei primi giorni di settembre provvedimenti sui singoli argomenti. Nelle prossime settimane proseguirà infatti il confronto con lo scambio di informazioni con le parti sociali.

In sintesi gli otto punti dell’agenda stilata dal governo:
1) pareggio di bilancio e libertà economica nella costituzione;
2) riforma assistenziale e fiscale e contrasto all’evasione;
3) modernizzazione delle relazioni industriali e del mercato del lavoro;
4) finanze e reti di impresa con internazionalizzazione;
5) accelerazione opere pubbliche, delle reti energetiche e delle nuove reti di telecomunicazione;
6) privatizzazioni anche dei servizi pubblici locali e liberalizzazioni;
7) costi della politica e semplificazione della politica della burocrazia e delle funzioni pubbliche e sociali centrali e locali;
8) diffusione delle nuove tecnologie, fondi strutturali europei e Mezzogiorno.

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Boom di sfratti nel 2010, tutta colpa della crisi

pubblicato da Roberto

Boom di sfratti, colpa della crisi economica
Record di sfratti nel 2010. Secondo la ricerca condotta su dati Ministero degli Interni, l’anno scorso sono stati operati 65.489 sfratti, risultando in una crescita pari al 6,5% rispetto al 2009 e validi a stabilire il numero record di sfratti da qui a 15 anni addietro.Nel dettaglio, la ricerca ha appurato, rispetto al 2009, un calo delle richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario del 5,6%, ma un aumento degli sfratti esecutivi dell’8,1%. Entrando ancor più nel dettaglio, l’indagine rileva come gli sfratti per morosità abbiano fatto registrare, nel corso degli anni, un costante aumento sia in termini assoluti sia in termini che percentuali sul totale: nel 1983, infatti, con 17.895 provvedimenti rappresentavano il 13% degli sfratti emessi, mentre nel 1997 avevano raggiunto la quota del 50% del totale con 26.332 provvedimenti. L’anno scorso, punto culminante di questa ascesa, gli sfratti per morosità sono stati 56.147, evidenziando una crescita dell’8,9% sul 2009 e addirittura del +29% nel biennio 2008-2010. Che la situazione sia peggiorata in modo sostanziale lo si evince anche dal rapporto tra i provvedimenti si sfratti emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia: nel 2010 si è arrivati al rapporto di uno sfratto ogni 380 famiglie, a fronte di uno sfratto ogni 539 famiglie nel 2001 e uno ogni 401 famiglie nel 2009.

Negli ultimi cinque anni sono stati emessi circa 268mila provvedimenti di sfratto, di questi oltre 216mila per morosità, mentre 127mila sono state le esecuzioni di provvedimenti emessi anche in periodo precedenti. Ogni anno il numero di coppie, singoli e famiglie che sono obbligati a lasciare una casa in locazione in cui risiedono aumenta perché non riescono a pagare l’affitto dell’alloggio, una situazione resa ancor più drammatica se l’inquilino è un giovane. I motivi purtroppo sono sempre determinati dalle locazioni troppo alte rispetto ai redditi troppo bassi, di norma precari o percepiti all’ingresso nel mondo del lavoro, mentre il classico mutuo dedicato all’acquisto di un immobile, risulta impraticabile soprattutto pensando alle future prospettive salariali.

Secondo dati Ires, su elaborazione di rilevazioni della Banca d’Italia, circa il 60% degli under 35 guadagna non più di 1.000 euro al mese, a cui si devono comunque aggiungere un 13,2% di disoccupati.Uno stipendio che non permette in alcun modo di far uscire i bamboccioni fuori dalla casa paterna dal momento che la locazione media mensile si aggira intorno ai 650 euro.

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Lavoro: 76 mila posti a rischio al rientro dalla ferie

pubblicato da Mario Marcello Forte

La crisi economica è finita o no? Gli esperti sono divisi, le fluttuazioni dei mercati finanziari sono troppo rilevanti in questi giorni per non ipotizzare che la crisi economica è destinata a durare, se non ad aggravarsi. Lo conferma indirettamente anche la Cgia che ha elaborato una previsione sull’occupazione per i prossimi mesi, in particolare da settembre in avanti. I posti di lavoro a rischio in Italia sarebbero 76 mila:

Nel terzo trimestre di quest’anno stimiamo che potrebbero essere 76.000 i posti di lavoro a rischio in Italia. Un numero preoccupante, anche se inferiore ai 98.000 persi nello stesso trimestre del 2010 e agli 82.000 del 2009. Infatti, le cose, anche se molto lentamente, stanno migliorando. Il tasso di disoccupazione medio nel 2011 si dovrebbe attestare all’8,2%. Rispetto al 2010, la riduzione potrebbe essere dello 0,2%. Con la probabile perdita di questi 76.000 posti di lavoro a pagare il prezzo più alto saranno ancora una volta le fasce più deboli del mercato del lavoro. Mi riferisco ai giovani, alle donne e agli stranieri. Tutte e tre queste categorie hanno raggiunto tassi di disoccupazione molto elevati. I primi il 29,6%, le seconde il 9,6% ed i terzi il 12,1%.

I segnali sembrano positivi rispetto all’ultimo biennio, ma la sofferenza dei lavoratori extracomunitari è sempre più evidente, al punto da suggerire una riduzione delle quote d’ingresso per il prossimo anno:

Se la crisi economica ha colpito indistintamente tutti gli effetti più preoccupanti, però, si sono abbattuti sugli immigrati. La perdita dell’occupazione, infatti, ha compromesso la presenza regolare nel nostro Paese di migliaia e migliaia di persone, con conseguenti ricadute sociali molto negative. Gli extracomunitari, costretti a lavorare per poter essere in regola con il permesso di soggiorno, hanno però dimostrato di essere più dinamici degli altri nella ricerca di un nuovo posto di lavoro, spesso accontentandosi di ricoprire ruoli professionali di bassa qualifica. Alla luce di questa situazione, e’ necessario rivedere al ribasso il numero dei nuovi ingressi, privilegiando il reinserimento nel mercato del lavoro degli stranieri che da anni sono presenti nel nostro territorio.

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I ricchi del mondo sempre di più e sempre più ricchi, alla faccia della crisi

pubblicato da Mario Marcello Forte

La crisi economica morde? Non per tutti. Secondo il World Health Report di Merrill-Lynch i ricchi sono in aumento e sono sempre più ricchi. Nel 2010, con una crescita dell’8,3% rispetto al 2009, sono diventati quasi 11 milioni di gli individui che dispongono di un patrimonio investibile di almeno un milione di dollari (circa 700 mila euro). I Paperoni risiedono soprattutto negli Stati Uniti e nell’area asiatica del Pacifico e crescono numericamente in tutti i paesi, fanno eccezione soltanto Italia e Spagna.

Questi 11 milioni di persone sono denominati Hnwi (High Net Worth Individual) e rappresentano lo 0,2% della popolazione mondiale. Meno dell’1% di loro è un “ultra Hnwi“, vale a dire un “super ricco” con un patrimonio di almeno 30 milioni di euro, circa 22 milioni di euro. L’anno “nero” per i ricchi, il 2008, è alle spalle. All’epoca erano soltanto 8,6 milioni di persone, salite a 10 già nel 2009. La crescita è anche nel cumulo dei loro patrimoni. L’anno scorso gli Hnwi avevano a disposizione 42,7 miliardi di dollari, il 9.7% in più del 2009.

Insieme alla crescita si accompagna un cambiamento della “geografia” dei ricchi. I primi tre paesi per ricchi residenti rimangono Stati Uniti, Giappone e Germania (con il 53% degli Hnwi), ma sono altri i paesi che hanno fatto registrare la maggior crescita nel 2010: Hong Kong +33,3%, Vietnam +33,1% e Sri Lanka +27,1%. L’Asia supera così l’Europa al secondo posto fra le macro aree con più Hnwi alle spalle del Nord America. I ricchi del vecchio continente crescono tornando ai livelli del 2007 con 3,1 milioni di persone, soltanto Polonia (+28,7%) e Svezia (+26,1%).

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Obama contro la tecnologia: "Fa perdere posti di lavoro"

pubblicato da Mario Marcello Forte


Il presidente Obama ha le idee chiare: “Ci sono alcuni problemi strutturali nella nostra economia, molte aziende hanno imparato a diventare molto più efficienti utilizzando meno lavoratori. Tu lo vedi quando vai a una banca e utilizziamo un bancomat, non si va da un cassiere di banca, o quando in aeroporto utilizzi un chiosco automatico per fare il check-in“.

I neoliberisti trasecolano, il più classico dei pregiudizi dei vetero socialisti in bocca al presidente degli Stati Uniti d’America. L’automazione della produzione e dei servizi, quello che siamo abituati a chiamare “progresso”, sarebbe un fattore determinante per l’esplosione della disoccupazione. Il professor Roberts sul Wall Street Journal respinge l’accusa al mittente riportando la storiella del viaggio in Asia di Milton Friedman.

Il celebre economista venne invitato a visitare un cantiere e domandò sorpreso la ragione della mancanza di macchinari per lo scavo. Gli venne risposto che utilizzando le pale si potevano far lavorare più operai, anche se i lavori rallentavano. La sua risposta rimane negli annali: “Allora perché non li fate scavare con dei cucchiai“?
La soluzione secondo Roberts? Smetterla di incolpare l’innovazione perché la crisi economica parte dal pasticcio dei mutui subprime e ridare fiducia nel futuro delle aziende, tutte perfettamente in grado di creare nuovi posti lavoro a sufficienza per assorbire la disoccupazione proprio grazie al progresso e alle nuove opportunità che l’automazione crea per il mercato. Quando scopriremo chi ha ragione sarà probabilmente troppo tardi, ma è antistorico pensare che sia possibile arrestare il “progresso”.

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