Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag famiglia

Matrimonio low-cost? Si può, con lo sponsor.

pubblicato da Roberto

Matrimonio low-cost? Si pu�². Ecco come fare.
Nei momenti di crisi economica la necessità aguzza l’ingegno e spuntano fuori tante idee creative e, soprattutto, low-cost: nell’era dei social network non poteva mancarne uno sui matrimoni.

Si chiama “Sposi con lo sponsor” ed è il primo social network dedicato agli sposi e alle aziende che vedono nel matrimonio un’insolita vetrina di promozione: è online sul sito Vivalowcost ed offre alle coppie la possibilità di trovare uno sponsor che contribuisca in parte alle spese del proprio matrimonio, in cambio di un po’ di pubblicità durante il giorno dell’evento.

La coppia apre un profilo sul social network e inizia a postare commenti, pubblicare foto, aprire un blog e raccontare la propria storia. C’è anche la possibilità di integrare il proprio profilo di facebook. Intanto, anche le aziende hanno la possibilità di aprire una propria pagina e si realizza così una vera e propria piazza virtuale in cui la domanda incontra l’offerta.

A volte si trova pronta risposta da parte di aziende di servizi che “sponsorizzano” il matrimonio offrendo un servizio ad un costo molto più basso o addirittura gratis come ad esempio le fotografie e riprese video, fino ai più costosi abiti da sposa e sala ricevimenti. E le coppie di sposi possono confrontarsi, scambiarsi pareri e a volte anche qualche buon consiglio per vincere la diffidenza iniziale propria e dei parenti scettici.

Via Helpconsumatori.

....
condividi 2 Commenti

Negozi sempre aperti, dov'è la crescita?

pubblicato da Roberto

Negozi sempre aperti: 0,25% in più di crescita
La manovra di Ferragosto è stata un’occasione mancata per liberalizzare il commercio. Forse, per molti anni, irripetibile. In un primo tempo inserita all’articolo 3 del decreto legislativo 138/11, la disposizione cancella-restrizioni è poi improvvisamente scomparsa dalla versione finale. La norma estendeva a tutti i Comuni l’eliminazione dei vincoli di orario di apertura e chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e di quella infrasettimanale (di mezza giornata) per tutti gli esercizi, compresi bar e pizzerie.

I mugugni degli imprenditori presenti al convegno milanese ‘Impresa commerciale e sviluppo tecnologico‘ promosso da Aires, indicavano che le associazioni dei commercianti hanno scelto il male minore, per i piccoli negozi, tra aumento dell’Iva al 21% e liberalizzazione degli orari. «Non so se questo sia avvenuto - commenta Sonato - ma non sarà certo una legge a bloccare il desiderio dei consumatori di fare shopping tutti i giorni della settimana. Uno studio della Bocconi dimostra che l’apertura domenicale farebbe crescere il Pil dello 0,25% e aumenterebbe l’occupazione».

Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, prende atto che «il presidente dell’Authority Catricalà aveva ottenuto la liberalizzazione degli orari ma non è chiaro chi sia stato poi l’autore della cancellazione. Del resto anche la sperimentazione degli orari liberi nelle città d’arte e turistiche non sta bene a tutti: la Regione Toscana ha ventilato l’intenzione di impugnare il provvedimento alla Corte costituzionale».

Ma non si tratta solo di liberalizzare degli orari per Bernasconi. «Il nostro è un Paese ingessato - sostiene l’imprenditore -: le sembra normale che ci siano restrizioni persino sulle promozioni? Eppure nonostante queste leggi i nostri negozi sono tra i migliori del mondo, anche per i servizi forniti». Un giudizio che trova l’assenso di Sonato: «I nostri negozi sono migliori anche di quelli americani. Peccato però che vadano anche ammortizzati e con un margine netto medio dello 0,7% sui ricavi non è facile. Figuriamoci se riusciamo ad assorbire lo 0,83% in più di Iva». Nel 2010 il business dell’elettronica di consumo ha realizzato un fatturato di 14,8 miliardi. Tuttavia «nei primi sette mesi dell’anno - interviene Roberto Cuccaroni, dg di Euronics Italia - le vendite di elettronica di consumo sono scivolate di circa l’8 per cento. Questo mercato ha bisogno di una scossa, meglio se si liberasse di norme anacronistiche».

Via Ils0le24ore.

....
condividi 0 Commenti

Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più

pubblicato da Roberto

Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più
Con la manovra di ferragosto del governo nel 2012 le famiglie italiane rischiano un nuovo salasso: potrebbero ammontare a circa 2,6 miliardi, infatti, le tasse comunali in arrivo dopo che ai sindaci è stata concessa la possibilità di aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef fino a toccare il valore massimo dello 0,8%.

E’ la Cgia di Mestre a fare i conti. Una “nuova cattiva notizia” per i contribuenti italiani con cui cercare “di ridar ‘fiato’ alle casse comunali per compensare, almeno in parte, ai durissimi tagli subiti in questi ultimi anni”, spiega in una nota il segretario degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi che quantifica: “con questa misura rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in piu’. Una vera e propria stangata che si abbattera’ sulle famiglie e sulle piccole imprese“.

L’eventualità che i comuni sfruttino la possibilita’ offerta loro dal governo, infatti, è data quasi per scontata dalla Cgia: “appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilita’ per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andra’ ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”, denuncia ancora ricordando come la stima del gettito dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro.

Via Yahoo.

....
condividi 0 Commenti

Eurisko, come cambiano i consumi degli italiani

pubblicato da Roberto

Eurisko, come cambiano i consumi degli italiani
I consumi degli italiani stanno cambiando e cambiano anche i consumatori. E’ un movimento per ora evidente in una fascia alta di persone ma tendenzialmente rivolto a tutti i consumatori. A riflettere sul passaggio “verso un nuovo modello di consumo” è un seminario organizzato da Eurisko.

Sintetizza il presidente Giuseppe Minoia: “La crisi dei consumi non è solo quantitativa. I consumi cambiano anche perché i convincimenti, i desideri e i bisogni evolvono. Cambiano i modi di pensare la spesa. E anche la grande fascia di popolazione sta evolvendo. Il senso del nuovo modello, trainato dalle élite, riguarda la ricerca del meglio in tema di benessere, in una sintesi di valori sostenibili“. E aggiunge: “Il Novecento è alle spalle. Abbiamo preso le distanze dalla cultura di massa, abbiamo capito che le proposte generaliste possono essere nocive, abbiamo capito che il piacere sta nell’equilibrio e che il bene-essere è lo scopo ultimo. Siamo diventati più attenti, più informati, più esigenti, più competenti anche grazie alla cultura di massa della seconda metà del Novecento, dalla quale tutti oggi tendono a prendere le distanze“.

Si va verso un nuovo modello di consumo trainato dalle élite. La crisi sta riconfigurando i modelli di consumo. In che modo? il 46% afferma che dopo la crisi tornerà ai consumi precedenti, ma il 41% afferma che seguirà un modo di consumare diverso. Percentuale che sale al 59% fra le élite (target con elevata capacità di spesa, interessato alle novità, culturalmente attivo), al 57% fra gli studenti, al 56% fra i laureati.

Continua a leggere: Eurisko, come cambiano i consumi degli italiani

....
condividi 0 Commenti

Gli italiani trascorrono un terzo del tempo online su social network e blog

pubblicato da Roberto

Secondo la Nielsen, gli italiani trascorrono un terzo del tempo online su social network e blog
Gli italiani trascorrono un terzo del loro tempo online, quello speso su Internet, fra social network e blog. Social network e blog rappresentano ormai la principale destinazione online dei navigatori internet nei paesi occidentali e raggiungono almeno il 60% degli utenti Internet attivi.

In Italia, social network e blog sono visitati dall’84% dei navigatori internet, e il tempo speso su questi siti continua ad aumentare, tanto che il 31% del tempo su web dagli italiani viene trascorso proprio sui siti di social network e sui blog.

È il dato che emerge dal report di Nielsen, che esplora i cambiamenti in atto nel panorama dei social media, le modalità di interazione dei consumatori con questi strumenti e le piattaforme digitali che ne trainano l’utilizzo.

Continua a leggere: Gli italiani trascorrono un terzo del tempo online su social network e blog

....
condividi 0 Commenti

Scuola, è illegittimo chiedere un contributo alle famiglie

pubblicato da Roberto

Secondo la Ragioneria dello Stato Ã�¨ illegittima la richiesta di un contributo alle famiglie da parte delle scuoleLe ispezioni effettuate dal ministero dell’Economia nelle scuole hanno evidenziato come una delle irregolarità più diffuse sia la richiesta di contributi avanzata dagli istituti alle famiglie degli alunni.

La Ragioneria generale dello Stato precisa che è «indebito l’accollo alle famiglie degli alunni di contributi dovuti in forma obbligatoria dagli Istituti».

La Ragioneria ha raccolto l’esito delle ispezioni in un documento corredato dall’elenco delle norme non rispettate. Sul fronte delle competenze stipendiali, gli ispettori hanno rilevato casi di «omesso versamento di contributi Inps e ritenute erariali, con il successivo accollo di sanzioni e interessi di mora che hanno provocato un danno all’erario». E ancora, riguardo alle procedure di spesa, che è «indebito accollo, da parte degli Istituti, di spese di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, a carico, invece, dell’Amministrazione provinciale».

All’attenzione dell’attività ispettiva anche l’«erogazione ai Dirigenti scolastici di indennità accessorie per aver svolto attività di coordinamento (ad esempio attività prestata in occasione di corsi e/o seminari) contravvenendo alla norma che stabilisce la natura omnicomprensiva dello stipendio dei Dirigenti».

....
condividi 0 Commenti

Quanto costa mandare un figlio al nido?

pubblicato da Roberto

Quanto costa mandare un figlio al nido? A questa domanda risponde una ricerca della Uil ed i risultati non sono confortanti
Mandare il proprio figlio all’asilo nido o alla materna costa non poco: la frequenza della scuola per l’infanzia pesa mediamente sulle tasche dei genitori italiani 317 euro mensili (3.170 euro l’anno), incidendo per il 9,9% sul reddito netto familiare.

In particolare per la frequenza di un asilo nido comunale si spendono in media 246 euro mensili, che equivalgono al 7,7% del reddito familiare, mentre per le mense scolastiche nelle scuole materne ed elementari la retta mensile è mediamente di 70 euro, equivalenti al 2,2% del reddito disponibile.

È quanto emerge da un’indagine sui costi della scuola per l’infanzia per l’anno scolastico 2010-2011, nelle 21 città Capoluogo di Regione, elaborata dal Servizio Politiche Territoriali della Uil. Ovviamente i costi variano sensibilmente da città a città, anche in relazione ai servizi offerti.

Dai dati elaborati spicca la città di Bolzano dove frequentare la scuola dell’infanzia pesa, mensilmente e in media, per il 14,9% sul reddito familiare (480 euro mensili); a Aosta il 13,2% (424 euro mensili); a Firenze il 13% (419 euro mensili); a Torino il 12,9% (416 euro mensili); a Potenza il 12,7% (409 euro mensili). Più fortunati, si fa per dire, a Catanzaro dove le spese per la scuola d’infanzia incidono mensilmente sul budget familiare, in media, per il 4,3% (138 euro); a Napoli per il 4,7% (150 euro); a Roma per il 6,2% (199 euro); a Cagliari per il 7% (224 euro); a Bari per il 7,1% (227 euro).

Da una prima proiezione, per il 2011-2012 emergono nuovi aumenti. Su un campione di 10 capoluoghi sono 4 le città – Torino, Genova, Bologna, Ancona – che hanno aumentato le rette; 5 città – Milano, Bolzano, Trento, Trieste, e Firenze – hanno mantenuto le stesse rette; mentre una città, Perugia, pur avendo diminuito del 7,7% la retta del nido (da 271 euro dello scorso anno ai 250 euro di quest’anno), ha aumentato del 15% la retta della mensa scolastica (da 40 a 50 euro).

Via Adico.

....
condividi 0 Commenti

Mentre le famiglie non risparmiano le tasse locali volano

pubblicato da Roberto

Solo il 28,6% dei capofamiglia fino a 35 anni indica che la sua famiglia Ã�¨ riuscita a mettere da parte qualcosa, rispetto a una percentuale piÃ�¹ alta (il 38%) riferita ai capofamiglia di 45-54 anni.Le famiglie giovani riescono sempre meno a risparmiare. L’indebolimento economico dei lavoratori giovani è ormai un fenomeno di lungo periodo. E questa tendenza è destinata inevitabilmente a mettere a rischio la solidità patrimoniale delle famiglie italiane, erodendo la tradizionale propensione al risparmio.

Solo il 28,6% dei capofamiglia fino a 35 anni indica che la sua famiglia è riuscita a mettere da parte qualcosa, rispetto a una percentuale più alta (il 38%) riferita ai capofamiglia di 45-54 anni. Sono infatti le famiglie giovani quelle che in quota maggiore spendono tutto il loro reddito mensile (il 58,4% contro la media del 52,5%) e che sono costrette a indebitarsi (il 5% contro la media del 3,7%).

In questo panorama, il Fisco non da certo una mano. Tra il 1995 e il 2010 la tassazione a livello locale è aumentata del 137,9%. In termini assoluti, le entrate fiscali delle Amministrazioni locali (Comuni, Province, Regioni) sono passate da 40,58 miliardi a 96,55 miliardi di euro. Lo rileva un’analisi della Cgia di Mestre. L’Amministrazione centrale, invece, ha incrementato le entrate del 6,8%. Se nel 1995 il gettito era di 326,69 miliardi, nel 2010 ha raggiunto i 348,92 miliardi di euro, mentre il Pil, sempre in questi ultimi 15 anni, e’ cresciuto nel nostro Paese del 19,1%.

....
condividi 0 Commenti

Secondo il Codacons, la manovrà bis costerà 1.500 euro a famiglia

pubblicato da Roberto

Secondo il Codacons la manovra economica del Governo costerÃ�  alle famiglie italiane 1.500 euro in piÃ�¹Quanto costerà la manovrà bis agli italiani? Secondo il Codacons la manovra varata dal Governo avrà notevoli ripercussioni sulle famiglie italiane che si faranno sentire a partire dal mese di settembre attraverso una contrazione dei consumi, causata da una maggiore spesa di circa 1.500 euro.

I sacrifici richiesti dalla manovra specie al ceto medio, e lo stato di generale incertezza che coinvolge il nostro paese“, sottolinea il presidente Codacons Carlo Rienzi, “faranno registrare da subito una diminuzione dei consumi in tutti i settori, con le famiglie che tireranno la cinghia riducendo gli acquisti”. I tagli ”riguarderanno le spese non primarie come svaghi e divertimenti, acquisti per la casa, cura del corpo, abbigliamento e calzature, viaggi, automobili e cultura”.

Tra il 2011 e il 2012, ”l’impatto della manovra tra maggiori spese, nuovi prelievi, tagli al Welfare e tassazioni varie, produrra’ una stangata al momento stimabile in circa 1.500 euro a famiglia. Maggior esborso a carico dei nuclei familiari che produrra’ un effetto domino negativo a danno dell’intero sistema economico italiano”.

....
condividi 0 Commenti

Cresce l'indebitamento degli italiani, una media di 19.000 euro a famiglia

pubblicato da Roberto

Alla fine del 2010, l'indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto  19.198 euro, 3.268 in piu' della media registrata l'anno precdeente, non solo per mutui per l'acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.
Alla fine del 2010, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto 19.198 euro, 3.268 in piu’ della media registrata l’anno precdeente, non solo per mutui per l’acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.

I dati sono stati resi noti dalla CGIA. A livello provinciale le difficolta’ maggiori sono a carico delle famiglie residenti in Provincia di Roma (debito pari a 27.727 Euro), seguite da quelle di Lodi (27.479 Euro) e da quelle di Milano (27.241 Euro). Al quarto posto troviamo la provincia di Prato (25.912 Euro), al quinto Varese (25.085 Euro) e al sesto Como (24.608 Euro).

Tendenzialmente ,” dichiara Giuseppe Bortolussi segretario CGIA, “la maggiore incidenza del debito sul reddito la ritroviamo tra i nuclei famigliari con possibilita’ economiche medio-basse. E’ chiaro che con il perdurare della crisi economica questa situazione non tende a migliorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Con la contrazione dei prestiti effettuati dalle banche in questi ultimi anni, ho l’impressione che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda sempre di piu’ e non solo nel Mezzogiorno”.

....
condividi 2 Commenti