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Riscattare la laurea conviene, meglio se è presto

pubblicato da Roberto

Riscattare la laurea conviene, ma è necessario adoperarsi appena entrati nel mondo del lavoro, altrimenti l'operazione potrebbe diventare troppo costosa
Sempre meno italiani sfruttano la possibilità di anticipare la pensione riscattando gli anni di studio, che attraverso questa operazione vengono considerati come anni di lavoro ai fini previdenziali. All’Inps nel 2008 erano arrivate 60 mila domande di riscatto. Nel 2009 le richieste sono scese a 30 mila e l’anno scorso non sono arrivate che 15 mila domande.

Sono riscattabili tutti gli anni regolari del corso di laurea, sia triennale che specialistica, ma non quelli fuori corso. Anche i diplomi di laurea o universitari possono essere riscattati, così come quelli di specializzazione, i dottorati di ricerca e quelli rilasciati dagli istituti di alta formazione artistica e musicale. Per chiedere il riscatto bisogna in ogni caso essersi laureati e non bisogna avere lavorato durante gli anni da riscattare, perché in questo caso quei periodi sono già coperti da contribuzione.

Per il calcolo si utilizza il metodo retributivo per gli anni in cui era ancora in vigore e quello contributivo per gli anni successivi. Per chi si è laureato prima del ’96 l’operazione è più complicata: l’Inps tiene conto di diversi fattori come l’età, il periodo da riscattare, il sesso, l’anzianità assicurativa, le retribuzioni percepite negli ultimi anni. Per i più giovani il calcolo è più semplice: si guarda lo stipendio degli ultimi 12 mesi e vi si applica l’ aliquota contributiva in vigore. Questa cifra deve essere moltiplicata per il numero di anni da riscattare.

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Esiste privacy per i contribuenti? Rispondi al nostro sondaggio

pubblicato da Roberto

Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all'amministrazione finanziaria di acquisire un'enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti. Questo è giusto?
Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all’amministrazione finanziaria di acquisire un’enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti.

Si tratta di misure che in genere limitano il diritto alla riservatezza del contribuente ma che hanno trovato giustamente giustificazione nella necessità di un adeguato contrasto dell’evasione fiscale. Attualmente l’agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza per ciascun contribuente, oltre a tutte le informazioni contenute nelle dichiarazioni (redditi, costi, spese, volume di affari, ecc) possono conoscere in tempo reale sia la proprietà di immobili, beni mobili registrati (auto, moto, eccetera), sia la stipula di negozi giuridici sottoposti a registrazione (mutui, finanziamenti, locazione, leasing, donazioni, successioni, eccetera).

Gli uffici dispongono poi di informazioni che vengono comunicate da altre amministrazioni, enti e società nei confronti di ciascun contribuente: contratti e consumi di energia elettrica, acqua, gas, stipula di assicurazioni, pagamenti di contributi, iscrizioni ad albi, ordini, comunicazioni delle camere di commercio.

A questo enorme patrimonio informativo, occorre poi aggiungere ulteriori dati che negli anni l’amministrazione ha acquisito con richieste dirette. Si tratta dei contribuenti che frequentano circoli prestigiosi, centri ippici, che hanno figli in scuole private, informazioni su viaggi di lusso, sull’acquisto di piscine, sulla frequentazione di centri di benessere esclusivi, eccetera.

Tutto questo è giusto? Rispondi al nostro sondaggio.

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Equitalia, nuova procedura per iscrivere ipoteca

pubblicato da Roberto

Nuova procedura per Equitalia. L'agente di riscossione potrÃ�  iscrivere ipoteca solo per debiti superiori a 20.000 euro e seguendo una particolare procedura.Prima di iscrivere ipoteca, Equitalia deve notificare un avviso contenente l’invito a pagare le somme dovute entro 30 giorni. L’avviso conterrà inoltre l’avvertenza che in caso di inadempimento del debitore si procederà all’apposizione del vincolo ipotecario.

Se il debito a ruolo è in contestazione e se l’immobile ipotecato è l’abitazione principale del debitore, l’iscrizione di ipoteca è ammessa qualora l’importo dovuto sia almeno pari a 20mila euro. In tutti gli altri casi, resta applicabile l’attuale limite di almeno 8mila euro di importo iscritto a ruolo.

Se la somma dovuta non supera 2mila euro, l’agente della riscossione deve far precedere le azioni cautelari (fermo amministrativo) e quelle esecutive (pignoramento mobiliare) da due preavvisi di pagamento, inviati per posta ordinaria. Il secondo preavviso deve essere inviato ad almeno sei mesi dal primo. L’importo dovuto dal contribuente in caso di impugnazione di un avviso di accertamento scende dalla metà a un terzo della maggiore imposta accertata.

La cancellazione del fermo amministrativo di veicoli deve avvenire senza spese a carico del debitore.

Gli interessi dell’agente della riscossione devono essere applicati solo sull’importo dovuto a titolodi tributo, a non anche sugli interessi e sulla sanzione.

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Anche la Federconsumatori dice no all'aumento dell'IVA

pubblicato da Roberto

Anche la Federconsumatori dice no alla manovra economica di Ferragosto e boccia la proposta di aumentare l'IVA.Dopo sindacati ed opposizione, anche la Federconsumatori respinge al mittente la manovra economica di Ferragosto proposta dal Governo per arrestare la crisi; in particolare l’associazione si scaglia contro l’ipotesi di sostituire il contributo di solidarietà (per i redditi superiori a 90.000 euro) con l’aumento dell’IVA che andrebbe a colpire tutti i consumatori, indipendentemente dal loro reddito.

In una situazione di fortissima contrazione dei consumi da parte delle famiglie, ancora si parla di aumentare l’IVA? Non solo una manovra del genere produrrà contrazione del potere di acquisto e quindi ulteriore malessere per le famiglie, ma inciderà sulla domanda di mercato provocando ulteriore diminuzione dell’offerta con aumento di Cig o di licenziamenti in un circolo vizioso che invece è necessario spezzare”. Lo evidenzia in una nota Federconsumatori.

Non bisogna dimenticare, infatti, che le famiglie vengono da un periodo di forte crisi del 2009 e 2010 e si trovano a subire ricadute economiche dalle recenti Manovre (quella di Luglio ed aggiornamenti di Agosto) inique e sbagliate che produrranno perdite del potere di acquisto di oltre 2100 euro annui a famiglia e senza dimenticare che anche in una situazione di bassi consumi i prezzi e le tariffe per il 2011 continuano, anche per la presenza di cause speculative, a correre e ci dobbiamo aspettare una stangata di 1461 euro senza contare i costi imminenti per mandare a settembre i figli a scuola. Bisogna fare altro e con grande determinazione in questo particolare momento basandosi soprattutto su due precisi concetti: fare pagare la crisi non ai soliti noti ( quindi agli evasori, agli scudati, a chi detiene grandi patrimoni, tagliare spese della politica ecc…) e rilanciare investimenti nei settori innovativi, anche per ridare fiato alle famiglie e quindi alla domanda di Mercato

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Fisco, 7 parrucchieri su 10 non fanno la ricevuta

pubblicato da Roberto

Secondo Contribuenti.it, ben sette parrucchieri su 10 evadono le tasse, non facendo la ricevuta. Sarà vero?Parrucchieri, estetica e solarium: niente scontrino in 7 casi su 10. E’ questa la sintesi dell’inchiesta condotta da Krls Network of Business Ethics per conto di ”Contribuenti.it Magazine” dell’Associazione Contribuenti Italiani a Portoferraio. ”Nei principali Centri Commerciali, il 69,3% delle boutique di Parrucchieri, Estetica e Solarium non rilascia la ricevuta fiscale“, afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it.

Siamo pronti a stipulare un patto col governo per stroncare l’evasione mediante l’uso della ricevuta fiscale gratta e vinci ed il pagamento con carte di credito o bancomat”, prosegue Carlomagno. Su 36 accessi effettuati dagli Angeli del Fisco, durante la settimana di ferragosto, ben 25 sono stati gli esercenti che non hanno emesso la regolare ricevuta fiscale.

Numerosi sono i clienti che, all’atto del pagamento in contanti, si sono ritrovati tra le mani ‘conti di prova anziche’ ricevute fiscali. ”L’evasione fiscale e’ ancora lo sport piu’ praticato dagli italiani. Nelle discussioni di tutti i giorni, supera finanche il calcio. Per combattere l’evasione fiscale, ma anche per rilanciare i consumi, l’idea della ricevuta gratta e vinci puo’ funzionare. Chiediamo che venga istituito subito insieme agli uffici mobili della Guardia di Finanza nei centri commerciali”.

In effetti, la percentuale denunciata dall’associazione è assai elevata. Il campione, però, è esiguo. Rispondete al nostro sondaggio, il vostro parrucchiere/estetista vi fa la ricevuta?

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Crescono i buoni lavoro, grazie agli studenti

pubblicato da Roberto

A far crescere la domanda di buoni lavoro è la presenza di giovani studenti impegnati nella raccolta della frutta in campagna dove e' stato utilizzato quasi un buono lavoro  su quattro degli 20,3 milioni contabilizzati dall'Inps
A far crescere la domanda di buoni lavoro è la presenza di giovani studenti impegnati nella raccolta della frutta in campagna dove e’ stato utilizzato quasi un buono lavoro su quattro degli 20,3 milioni contabilizzati dall’Inps. E’ quanto afferma la Coldiretti nel ricordare che dal primo giugno i giovani dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi ”possono lavorare durante l’estate ed essere remunerati con voucher, i buoni lavoro che comprendono gia’ la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali”.

La fine della scuola coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne dove si svolgono le attivita’ di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche durante l’estate fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre. Per gli studenti lavorare nei campi significa spesso prendere contatto con il mondo del lavoro in un momento di crisi dove è difficile trovare alternative occupazionali. Ma anche fare una esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi prodotti ed una cultura che ha fatto dell’Italia un Paese da primato a livello internazionale nell’offerta di alimenti e vini di qualità.

”I voucher”, spiega la Coldiretti, “rappresentano uno strumento che offre interessanti opportunita’ di reddito e occupazione a categorie particolarmente deboli e risponde coerentemente alle richieste di semplificazione del lavoro nei campi che puo’ cosi’ meglio esprimere le proprie potenzialita’ in un momento di crisi, senza con cio’ destrutturare il mercato del lavoro agricolo.

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Donare alla ricerca conviene, due volte

pubblicato da Roberto

Donare risorse alla ricerca conviene due volte, infatti, le donazioni effettuate in favore di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia pubblici che privati possono essere portate dal donatore in diminuzione del proprio reddito.
Le donazioni effettuate in favore di istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia pubblici che privati possono essere portate dal donatore in diminuzione del proprio reddito. Sono queste le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 87/E pubblicata oggi, in risposta a un interpello presentato da un istituto scientifico interamente dedicato alla cura, alla ricerca clinica, biologica e traslazionale e alla formazione in campo oncologico.

Quest’ultimo potrà beneficiare di donazioni deducibili, nel momento in cui terminerà il procedimento già avviato per il riconoscimento di IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico). Incentivare la ricerca scientifica attraverso la leva fiscale è la ratio che emerge dall’analisi dell’articolo 1 del d.l. 70/2011, con cui e’ disposto, infatti, un credito d’imposta a favore delle imprese che finanziano progetti di ricerca, in Universita’ ovvero enti pubblici di ricerca. Lo stesso articolo, inoltre, con il comma 3 precisa che, con questa definizione, si intendono anche gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico.

Le finalita’ di questa recente norma sono di fatto coincidenti con quelle dell’articolo 1, comma 353, della legge 266/2005, e dell’art. 10, comma 1, lettera l-quater), del Tuir. Ecco perche’ gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, sia pubblici che privati, possano essere ricompresi tra ‘gli enti pubblici di ricerca’ destinatari delle erogazioni liberali.

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Rendite finanziarie, l'aliquota si alza al 20%

pubblicato da Roberto

Rendite finanziare, uniformata la tassazione al 20%Viene uniformata al 20% la misura della tassazione sulle cosiddette rendite finanziarie. Vale a dire dei proventi realizzati dalle persone fisiche per interessi su titoli, depositi e conti correnti, per dividendi da azioni e partecipazioni sociali non qualificate e da capital gain su partecipazioni, titoli e strumenti finanziari, anche attraverso gestioni individuali o collettive.

La tassazione al 20% sostituisce quella attualmente prevista in due aliquote: 27% per gli interessi si depositi e conti correnti bancari e 12,5% per tutte le altre rendite finanziarie. Resta al 12,5% la tassazione (interessi e capital gain) dei titoli di stato italiani e di Paesi inclusi nella white list, dei titoli di risparmio per l’economia meridionale, del risultato delle forme di previdenza complementare e di piani di risparmio appositamente istituiti. La nuova misura scatta sui proventi esigibili e sui capital gain realizzati dal 1° gennaio 2012.

I commi da 13 a 25 prevedono poi tutta una serie di norme per armonizzare queste novità ai vari prodotti finanziari. Tra questi si segnala il comma 22 che stabilisce che ai proventi degli strumenti finanziari rilevanti in materia di adeguatezza patrimoniale ai sensi della normativa comunitaria e delle discipline prudenziali nazionali, emessi da intermediari vigilati da Bankitalia o da soggetti vigilati Isvap, e diversi da azioni e titoli similari, si applica il regime fiscale di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239. Le remunerazioni dei predetti strumenti finanziari sono in ogni caso deducibili ai fini della determinazione del reddito del soggetto emittente.

Il comma 26 invece specifica che per gli interessi e altri proventi soggetti all’imposta sostitutiva di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli intermediari provvedono a effettuare addebiti e accrediti del conto unico alla data del 31 dicembre 2011, per le obbligazioni e titoli similari senza cedola o con cedola avente scadenza non inferiore a un anno dalla data del 31 dicembre 2011, o in occasione della scadenza della cedola o della cessione o rimborso del titolo, per le obbligazioni e titoli similari diversi dai precedenti.

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Fisco, l'evasione cresce del 13%

pubblicato da Roberto

In Italia l'imponibile evaso cresce del 13,1% con punte record nel nord, dove ha raggiunto il 14,2% nel 2011. In termini di imposte sottratte all'erario siamo nell'ordine del 51,1% pari a 180,3 miliardi di euro l'anno.
In Italia l’imponibile evaso cresce del 13,1% con punte record nel nord, dove ha raggiunto il 14,2% nel 2011. In termini di imposte sottratte all’erario siamo nell’ordine del 51,1% pari a 180,3 miliardi di euro l’anno. Le regioni che registrano un aumento numerico degli evasori fiscali sono Lombardia (+15,3%), Veneto (+14,9%) e la Valle d’Aosta (+13,6%). Industriali(33,2%), bancari e assicurativi (30,7%), commercianti (11,8%), artigiani (9,4%), professionisti (7,5%) e lavoratori dipendenti (7,4%) i principali evasori.

A dirlo e’ la stima effettuata da KRLS Network per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani. Lavoro in nero, economia criminale, evasione delle societa’ di capitali operative e abuso del transfer pricing da parte delle big company le cause principali dell’aumento dell’evasione.

In particolare, sono circa 2,9 milioni i lavoratori in nero, molti dei quali extracomunitari, che fanno attestare l’evasione d’imposta a 34,3 mld di euro. Altra causa dell’aumento è l’economia criminale delle organizzazioni mafiose italiane e straniere che ha prodotto un’evasione d’imposta pari a 78,2 mld di euro l’anno. Stando ai dati su un totale di circa 800mila societa’ di capitali operative, l’81% non versa le imposte dovute registrando un’evasione fiscale pari a 22,4 mld di euro l’anno.

Una big company su tre ha chiuso il bilancio in perdita e non pagando le tasse. Inoltre il 94% delle big company abusa del ‘transfer pricing”per spostare costi e ricavi tra le societa’ del gruppo trasferendo fittiziamente la tassazione nei paesi dove non vi sono controlli fiscali sottraendo cosi’ al fisco italiano 37,2 mld di euro all’anno. Infine c’e’ l’evasione dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese dovuta alla mancata emissione di scontrini, di ricevute e di fatture fiscali che sottrae all’erario circa 8,2 miliardi di euro l’anno.

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Manovra di Ferragosto, i consumatori uniti nella Marcia degli onesti

pubblicato da Roberto

Con la Marcia degli onesti Federconsumatori e Adusbef protestano sulla manovra di FerragostoPer non far gravare sui soliti noti la manovra lacrime e sangue del Governo, quali lavoratori e pensionati in regola con gli adempimenti fiscali, gia’ bersagliati da tasse e balzelli aggiuntivi appena introdotti 1 mese fa, come la patrimoniale sui dossier titoli, la possibilita’ degli enti locali di aumentare le proprie addizionali Irpef dell’1%,i ticket sulla salute e le accise sui carburanti, occorre colpire evasori ed elusori fiscali, che da decenni sottraggono al fisco circa 120 miliardi di euro l’anno, ed hanno un nome e cognome perche’ hanno aderito al terzo scudo fiscale tassato al 5%

Così Adusbef e Federconsumatori tornano a chiedere che il Governo invece ”delle risibili proposte dell’1-2%,accolga la trattenuta straordinaria del 20% su tutti gli evasori fiscali dichiarati, che hanno scudato 105 miliardi di euro e chiedono adesioni della politica e della societa’ civile ad una Marcia degli onesti, da svolgere il 15 settembre, per far pagare il costo della crisi anche ai furbetti evasori”, ad opera dei consumatori e contro la crisi.

Secondo il Codacons la manovra varata dal Governo avrà notevoli ripercussioni sulle famiglie italiane che si faranno sentire a partire dal mese di settembre attraverso una contrazione dei consumi, causata da una maggiore spesa di circa 1.500 euro.

I sacrifici richiesti dalla manovra specie al ceto medio, e lo stato di generale incertezza che coinvolge il nostro paese“, sottolinea il presidente Codacons Carlo Rienzi, “faranno registrare da subito una diminuzione dei consumi in tutti i settori, con le famiglie che tireranno la cinghia riducendo gli acquisti”. I tagli ”riguarderanno le spese non primarie come svaghi e divertimenti, acquisti per la casa, cura del corpo, abbigliamento e calzature, viaggi, automobili e cultura”.

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