Parte ufficialmente la liberalizzazione del collocamento, con la firma, da parte del Ministro del lavoro, del Decreto che fissa i dettagli operativi per l’attuazione delle norme fissate dalla Legge n. 111 del 2011. Quest’ultima consente di svolgere attività di intermediazione nel mercato del lavoro a molti soggetti diversi, come le scuole, le università (pubbliche e private), i Comuni (anche in forma associata e le comunità montane), le Camere di Commercio, le associazioni sindacali e datoriali, i patronati, gli Enti bilaterali, le associazioni senza fini di lucro, l’Enpals, i siti internet no profit.
Il fulcro di tale attività, per tutti, è il portale Cliclavoro, che svolge le funzione di “borsa continua nazionale del lavoro“, prevista dalle varie leggi di riforma del mercato del lavoro. Per poter svolgere l’attività di intermediazione, i soggetti devono avere l’interconnessione con la “borsa” e ottenere l’iscrizione all’Albo delle agenzie per il lavoro.
Per quanto riguarda scuole e università, in particolare, il Decreto stabilisce che: le scuole devono pubblicare sui propri siti istituzionali i curriculum dei propri studenti dell’ultimo anno di corso, fino a 12 mesi dopo il conseguimento del titolo; le università devono pubblicare sui propri siti istituzionali i curriculum dei propri studenti dalla data di immatricolazione e almeno fino a 12 mesi dal conseguimento della laurea.
In entrambi i casi, il modello da adottare è quello standard del curriculum vitae europeo. Gli istituti che non rispettano le regole stabilite dal Decreto sono soggetti a sanzioni anche pecuniarie.
Via Ansa.
Sono più di 40.000 gli Italiani che nell’ultimo anno hanno richiesto un prestito per pagare i propri studi o quelli dei figli. Chi va alla ricerca di un prestito formazione e università ha in media 38 anni, aspira ad un finanziamento di circa 10.500 euro e ha intenzione di rimborsarlo in 51 mesi. L’età media risultante ingloba sia i genitori che hanno bisogno di supportare i propri figli nel loro processo di formazione, sia gli studenti che richiedono un prestito per se stessi.
L’indagine rileva che sono tanti gli studenti che si fanno carico in prima persona dei costi della loro formazione: oltre il 15% delle richieste di finanziamento è sottoscritto proprio dai diretti interessati, che fanno ricorso al credito al consumo per completare la propria formazione universitaria. Scendono, in questo caso, sia l’età media del richiedente, che si ferma a 25 anni, sia il valore del prestito richiesto 9.500 euro.
A preoccuparsi della formazione sono soprattutto le donne: se solitamente a richiedere un prestito sono prevalentemente gli uomini, quando si tratta di questa tipologia di finanziamento, la percentuale di donne che li richiede aumenta di 14 punti percentuali rispetto alla media, passando dal 24% al 38% delle richieste totali.
Via Prestiti.