Molti giovani italiani sognano una casa di proprietà, ma il loro desiderio spesso è destinato ad avverarsi soltanto molti anni più tardi, raggiunti (o superati) i 40 anni. In base ad un recente studio condotto dal portale immobiliare Casa.it, il 40% di chi è a caccia di un’abitazione ha più di 40 anni: presumibilmente, è questa l’età in cui si raggiunge una buona stabilità economica e si è dunque in grado di sostenere il peso di un mutuo casa.
I giovani tra i 25 e i 30 anni rappresentano solo il 20% di coloro che cercano una casa da acquistare, mentre tra i 18 e i 25 anni appena il 7% si sente in grado di compiere questo passo. Questi dati mostrano ancora una volta quanto i giovani italiani siano penalizzati da situazioni lavorative precarie che gli impediscono di ottenere credito presso le banche e di accendere un mutuo ipotecario, specie in questo periodo di generale incertezza finanziaria. Nonostante le difficoltà, la casa di proprietà resta una delle priorità per i cittadini, che la preferiscono all’affitto nell’82% dei casi. Un italiano su tre investe nel mattone per mettere al sicuro i propri anni futuri ma anche, nel 39% dei casi, per lasciare un buon patrimonio in eredità a figli e nipoti.
Via Casa.

In Italia il tasso di disoccupazione giovanile è al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell’area Ocse (16,7%). Lo riferisce l’organizzazione parigina nel suo Employment Outlook, basato su dati di fine 2010. La quota è in aumento di oltre 9 punti percentuali rispetto all’inizio della crisi, nel 2007, quando la disoccupazione giovanile era il 20,3%.
La gravità dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è dimostrata anche dal dato dell’organizzazione sul precariato: in Italia il 46,7% delle persone tra i 15 e i 24 anni che lavorano ha un impiego temporaneo. La percentuale dei giovani precari in Italia, sempre secondo i dati Ocse, è in costante aumento dall’inizio della crisi: 42,3% nel 2007, 43,3% nel 2008 e 44,4% nel 2009. Il balzo avanti è ancora più rilevante rispetto al dato del 1994, quando la percentuale di under 25 italiani con un impiego temporaneo era del 16,7%.
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Solo poco meno del cinque per cento delle richieste di mutui da parte dei giovani viene accolto dalle banche. L’assenza di contratti di lavoro stabili, le difficoltà nel trovare un garante e la mancanza di un profilo creditizio affidabile sono, invece, i motivi più ricorrenti dei rifiuti.
Un’analisi di Mutui.it, comparatore online di mutui, registra che quasi un preventivo di mutuo su quattro per l’acquisto della prima casa arriva da giovani under 30. A questo alto numero di richieste, però, non corrisponde un numero altrettanto elevato di erogazioni: al momento di ottenere il finanziamento verrà accolto meno del 5% delle domande.
Nel dettaglio, la richiesta media fatta da chi non ha ancora compiuto i 30 anni è di 150.000 euro, pari al 77% del valore dell’immobile che si vorrebbe acquistare; nel 52% dei casi viene preferito il tasso fisso, solo nel 25% quello variabile. Gli under 30, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo, vorrebbero infine che il loro mutuo durasse circa 26 anni.
Via Mutui.
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Le famiglie giovani riescono sempre meno a risparmiare. L’indebolimento economico dei lavoratori giovani è ormai un fenomeno di lungo periodo. E questa tendenza è destinata inevitabilmente a mettere a rischio la solidità patrimoniale delle famiglie italiane, erodendo la tradizionale propensione al risparmio.
Solo il 28,6% dei capofamiglia fino a 35 anni indica che la sua famiglia è riuscita a mettere da parte qualcosa, rispetto a una percentuale più alta (il 38%) riferita ai capofamiglia di 45-54 anni. Sono infatti le famiglie giovani quelle che in quota maggiore spendono tutto il loro reddito mensile (il 58,4% contro la media del 52,5%) e che sono costrette a indebitarsi (il 5% contro la media del 3,7%).
In questo panorama, il Fisco non da certo una mano. Tra il 1995 e il 2010 la tassazione a livello locale è aumentata del 137,9%. In termini assoluti, le entrate fiscali delle Amministrazioni locali (Comuni, Province, Regioni) sono passate da 40,58 miliardi a 96,55 miliardi di euro. Lo rileva un’analisi della Cgia di Mestre. L’Amministrazione centrale, invece, ha incrementato le entrate del 6,8%. Se nel 1995 il gettito era di 326,69 miliardi, nel 2010 ha raggiunto i 348,92 miliardi di euro, mentre il Pil, sempre in questi ultimi 15 anni, e’ cresciuto nel nostro Paese del 19,1%.
La crisi non molla e l’Italia, soprattutto per quanto riguarda i numeri relativi al tasso d’occupazione, rimane in grossa difficoltà. È vero che gli ultimi dati Istat disponibili testimoniano una sostanziale stabilità della situazione, ma è altrettanto innegabile che il mercato del lavoro italiano si trovi in acque non troppo calme: è come se il nostro Paese stesse riposando su una zattera spersa in mezzo all’oceano. Ancora una volta, poi, sono i giovani a risultare la fascia sociale più svantaggiata.
Dati Istat sulla disoccupazione
Il ritratto dell’Italia dipinto dall’Istat con le sue stime provvisorie su occupati e disoccupati aggiornato a dicembre 2011 è decisamente poco incoraggiante e descrive un Paese che non riesce a uscire dalle secche della crisi economica globale.
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Un po’ di tasse in meno e facilitazioni in tema d’alloggio, sono queste le esche con cui l’Italia cerca di convincere al rientro i “cervelli fuggiti” negli anni passati. Se quanto stabilito dalla legge 238/2010 (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso 13 gennaio) basterà o meno ad arrestare la “fuga dei cervelli” non è ancora dato sapere, ma - in attesa dei decreti attuativi che definiranno i dettagli del provvedimento - bisogna segnalare il tentativo di arrestare l’emorragia di competenze e creatività che negli ultimi anni ha considerevolmente impoverito il Paese.
Cervellone e con voglia di tornare? Pagherai meno tasse
Secondo quanto previsto dal testo di legge, chi tornerà in Italia per lavorare (dopo avere avuto esperienze di lavoro e di studio all’estero) potrà fruire di una riduzione della base imponibile - in riferimento ai redditi di lavoro dipendente, d’impresa e di lavoro autonomo - dell’80% se donna e del 70% se uomo.
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È difficile trovarlo, ma il posto fisso rimane sempre un obiettivo importante per i giovani italiani. Lo rivela una ricerca sui giovani realizzata da Confcommerio e presentata a Venezia durante i lavori del Forum dei Giovani imprenditori.
Stabilità: quanto ti vorrei
In tempi di flessibilità imperante, le sirene del lavoro stabile continuano ad attirare i giovani. È vero sia per quanti sono alla ricerca di un’occupazione, sia per quanto riguarda chi nel mondo del lavoro già è entrato. L’indagine di Confcommercio ha appurato che un giovane sue due desidera il “posto fisso”, mentre chi è già inserito nel mondo del lavoro ritiene “sicurezza e reddito” i fattori del lavoro più rilevanti.
Se a Milano, la capitale economica d’Italia, la situazione lavorativa dei giovani è quella descritta nel rapporto “Il lavoro dei laureati in tempo di crisi” della Camera di Commercio di Milano e Unioncamere Lombardia, allora c’è molto di cui preoccuparsi. I neo-laureati faticano a trovare lavoro e, quando lo trovano, difficilmente riescono a guadagnarsi un contratto stabile.
Più ombre che luci
Secondo la ricerca, tra quanti si sono laureati nel corso del 2008, il tasso di disoccupazione è salito al 10,8% (nel 2008 era stato del 7%). Ad avvertire la nefasta influenza della crisi economica sono stati soprattutto i giovani appena usciti dall’università: il 20% dei quanti aveva terminato gli studi nel 2008 un anno dopo era ancora senza lavoro.
A partire dal prossimo 7 settembre i giovani tra i 20 e i 30 anni, residenti a Torino, che scelgono di andare a vivere per conto proprio, avranno uno strumento concreto su cui fare affidamento. Parliamo del progetto CASA che si pone come obiettivo quello di favorire l’autonomia abitativa dei giovani.
Il progetto in sintesi
Si tratta nello specifico di una iniziativa messa in piedi dalla Città di Torino con la Compagnia di San Paolo grazie ai finanziamenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri ? Dipartimento della Gioventù.
Grazie al progetto CASA “Ciascuno A Suo Agio” Torino si guadagna ancora una volta la pole position per le politiche a favore dei giovani.
Il progetto, come spiega il sito del Comune, nasce in risposta all’avviso pubblico emanato per la “Selezione di progetti volti ad incrementare la disponibilità di alloggi da destinare in locazione ai giovani nelle Città Metropolitane” e sostenere la fase di avviamento dei percorsi di autonomia abitativa.
Lo stage, un trampolino verso il lavoro? Non sempre. Anzi, negli ultimi tempi, sembra che la via d’accesso al mondo del lavoro attraverso lo stage si sia notevolmente ristretta. Ciò è quanto risulta dall’undicesima indagine Gidp/Hrda, l’Associazione dei direttori risorse umane, sul tema Neolaureati e stage.