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Rischio tracollo, Consumatori, servono provvedimenti per lo sviluppo

pubblicato da Mario Marcello Forte

Rischio tracollo, Consumatori: servono provvedimenti per lo sviluppo
Si sta ballando sull’orlo della catastrofe“. E servono provvedimenti per lo sviluppo. È la posizione di Federconsumatori e Adusbef di fronte alla situazione economico-finanziaria dell’Italia che ieri ha toccato vertici di estrema drammaticità, con livelli record nel differenziale di rendimento fra i titoli di stato italiani e gli equivalenti Bund tedeschi, uno spread Btp-Bund arrivato a un livello record di 459 punti, e un rendimento pericolosamente vicino alla soglia del 7% considerata un punto di non ritorno.

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dinanzi all’ulteriore aggravarsi della posizione italiana nei mercati finanziari, e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della giornata, considera ormai improrogabile l’assunzione di decisioni efficaci nell’ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee“, si leggeva in una nota diramata nel tardo pomeriggio di ieri dal Quirinale.

E se provvedimenti sono ormai improcrastinabili un richiamo a prendere in mano la situazione è arrivato da Adusbef e Federconsumatori, che ieri scrivevano in una nota congiunta: “Da sempre Adusbef e Federconsumatori si battono perché il mercato non sia preda delle oligarchie finanziarie e dai condizionamenti interessati delle varie agenzie di rating in conflitto di interessi. Ma detto ciò è chiaro ed evidente che la situazione economico-finanziaria del paese non regge più di fronte ad un governo insipiente che mette a rischio l’intera economica e le condizioni di vita delle famiglie italiane“.

Non si intravede nessun segnale di svolta e di sviluppo di una economia moribonda che sta determinando, oltre ad aumenti di prezzi e tariffe di chiara derivazione speculativa ( quest’anno + 1621 euro), aumenti anche di cassa integrazione e di disoccupazione soprattutto giovanile a livelli record“. Per questo le due associazioni tornano a chiedere “che sia messa in campo una seria politica di investimenti per lo sviluppo con risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale, da chi ha beneficiato dello scudo fiscale, dalle rendite finanziarie e dai grandi patrimoni, dando un segnale di forte discontinuità dall’attuale situazione caratterizzata esclusivamente dal raggiungimento di equilibri di bilancio con tagli lineari che oltre a essere iniqui deprimono ulteriormente un mercato già fortemente depresso“.

Via Federconsumatori.

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Carburanti, aumentano accise. Le critiche

pubblicato da Mario Marcello Forte

Carburanti, aumentano accise. Le criticheAumentano le accise sui carburanti per fronteggiare l’emergenza causata dall’alluvione in Liguria e in Toscana. Così, rileva Staffetta Quotidiana, i prezzi alla pompa hanno risentito, nel ponte dei Santi, dell’aumento delle accise in vigore dal 1° novembre, per un ammontare di 0,89 centesimi, che con l’aggiunta dell’Iva al 21% hanno un impatto sul prezzo finale compreso fra 1 centesimo e 1,1 centesimi al litro.

L’aumento della accise è sempre tema controverso. Commenta il segretario generale Adiconsum Pietro Giordano: “Giusta la solidarietà per le popolazioni colpite dalle alluvioni, ma auspichiamo che non venga prorogata per decenni, come accaduto per esempio per la guerra in Abissinia“.

L’insieme delle decisioni sui carburanti hanno ripercussioni inevitabili. Prosegue Giordano: “Tali decisioni nel loro complesso pesano ulteriormente sui redditi delle famiglie già fortemente colpite dalla crisi economica, e peseranno sul tasso d’inflazione, che Adiconsum prevede in novembre prossimo al 4%. Ciò provocherà un ulteriore aumento dei prezzi di tutti i prodotti alimentari e non, che già hanno avuto un balzo in avanti grazie all’effetto Iva e agli arrotondamenti illeciti. È tempo di segni di discontinuità che blocchino tassazioni dirette e indirette sui soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati, e creino le condizioni per politiche di sviluppo che diano occupazione e quindi reddito ai giovani e alle donne che come rileva l’Istat sono le categorie più colpite dalla crisi economica in atto“.

Quello che viene contestato da più parti al Governo non è la bontà della motivazione alla base dell’aumento delle accise, quanto il fatto che il ricorso a questo tipo di provvedimento sia diventato la soluzione immediata per qualunque tipo di emergenza, in assenza di progetti alternativi. Commentano ad esempio Federconsumatori e Adusbef: “Non contento di aver aumentato l’Iva al 21%, e di aver innalzato in diverse riprese l’accisa sui carburanti, il Governo ha pensato bene di aumentare ancora una volta l’accisa. Nulla da dire sulla motivazione, condividiamo pienamente la necessità di stanziare aiuti per la Liguria e la Toscana, colpite dalle violente alluvioni dei giorni scorsi, ma non è questo il modo“.

Via Ansa.

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Energia, quanto ci fa risparmiare l'ora legale

pubblicato da Roberto

Energia, quanto ci fa risparmiare l'ora legaleNella notte tra sabato e domenica è tornata l’ora solare e le lancette degli orologi sono state regolate un’ora indietro: non tutti però sanno che la convenzione dell’ora legale non serve soltanto ad approfittare di un’ora di luce in più nei mesi primaverili e estivi, ma soprattutto a garantire un notevole risparmio di energia elettrica.

Dallo scorso marzo, mese in cui è stata introdotta l’ora legale, l’Italia ha risparmiato circa 650 milioni di kilowattora, una quantità di elettricità equivalente al consumo medio annuale di oltre 215.000 famiglie: è quanto rilevato da Terna, la società che gestisce la distribuzione di energia elettrica nel nostro Paese. Dal punto di vista dei costi, si tratta di circa 91 milioni di euro risparmiati, un risultato migliore di quello ottenuto lo scorso anno, quando erano stati risparmiati 85 milioni.

L’ora legale rappresenta dunque un vantaggio per l’ambiente, con circa 300 mila tonnellate di CO2 “risparmiate” all’atmosfera, ma anche per i consumatori, che in questo modo tagliano i costi della bolletta luce, rimandando di un’ora l’uso dell’illuminazione artificiale.

Via Yahoo.it

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Le PMI italiane sempre più “on the cloud”

pubblicato da Roberto

Le PMI italiane sempre più �on the cloud�
Un numero crescente di imprese è sempre più attratto dalla migrazione da servizi desktop a servizi di cloud computing, in cui il software è caricato su un server e usufruito mediante la rete.

Questa soluzione appare particolarmente indicata al fine di permettere un contenimento dei costi e una più facile gestione. Vengono infatti evitati gran parte degli interventi di assistenza, che possono essere compiuti da remoto, così come gli aggiornamenti che avvengono in modo automatico online.

Il panorama della “nuvola” si arricchisce oggi col pacchetto Suite Ospit@.

Il numero di server virtuali già attivati nell’ambito dell’offerta Ospit@ Virtuale (pensato per le piccole e medie imprese) e Hosting Evoluto (soluzione analoga per le aziende medio-grandi) ammonta a oltre 1.700. Le imprese appaiono sempre più ricettive nei confronti di proposte all’avanguardia che permettano una facile gestione e un approccio semplificato ma allo stesso tempo performante con le nuove tecnologie al servizio del business.

Via Asca.

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Stime provvisorie, l'inflazione schizza al 3,4%

pubblicato da Roberto

Stime provvisorie, l'inflazione schizza al 3,4%
Il tasso d’inflazione annuo a ottobre è salito al 3,4% dal 3% di settembre. È il dato più alto da ottobre 2008. Lo rileva l’Istat nelle stime provvisorie, che indicano un aumento dello 0,6% su base mensile, il rialzo maggiore da giugno 1995. Secondo l’Istituto di Statistica, a pesare sono stati gli effetti della manovra, in particolare dell’incremento dell’Iva. Aumenti record per benzina e gas naturale: la prima è aumentata del 17,8% (dal +16,3% di settembre) su base annua, mentre è salita dello 0,8% su base mensile. Forte rialzo anche per il prezzo del gas naturale, che su settembre aumenta del 3,4% e su base annua balza all’11,3%, dal 7,6% di settembre.

Sempre più grave ed allarmante la crescita del tasso di inflazione” commentano Federconsumatori e Adusbef che parlano di “una crescita incontrollata in piena contraddizione con l’andamento dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie“. Quanto alle cause, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef sostengono che l’aumento “non può avere alcuna giustificazione o spiegazione al di fuori delle volontà speculative ormai chiare ed evidenti, nonché della demenziale manovra di aumento dell’IVA operata dal Governo“.

Un capolavoro” commenta, invece, Confesercenti che aggiunge: “Una scelta sbagliata, come per altro denunciato fin da subito da Confesercenti, e che per giunta si alimenta del costo crescente dei prezzi dei carburanti, rivelandosi per quello che è: un boomerang contro l’economia italiana e lo sviluppo“.

Via Federconsumatori.

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Casa, un sogno che si avvera dopo i 40 anni

pubblicato da Roberto

Casa, un sogno che si avvera dopo i 40 anniMolti giovani italiani sognano una casa di proprietà, ma il loro desiderio spesso è destinato ad avverarsi soltanto molti anni più tardi, raggiunti (o superati) i 40 anni. In base ad un recente studio condotto dal portale immobiliare Casa.it, il 40% di chi è a caccia di un’abitazione ha più di 40 anni: presumibilmente, è questa l’età in cui si raggiunge una buona stabilità economica e si è dunque in grado di sostenere il peso di un mutuo casa.

I giovani tra i 25 e i 30 anni rappresentano solo il 20% di coloro che cercano una casa da acquistare, mentre tra i 18 e i 25 anni appena il 7% si sente in grado di compiere questo passo. Questi dati mostrano ancora una volta quanto i giovani italiani siano penalizzati da situazioni lavorative precarie che gli impediscono di ottenere credito presso le banche e di accendere un mutuo ipotecario, specie in questo periodo di generale incertezza finanziaria. Nonostante le difficoltà, la casa di proprietà resta una delle priorità per i cittadini, che la preferiscono all’affitto nell’82% dei casi. Un italiano su tre investe nel mattone per mettere al sicuro i propri anni futuri ma anche, nel 39% dei casi, per lasciare un buon patrimonio in eredità a figli e nipoti.

Via Casa.

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Piazza affari, una giornata senza precedenti

pubblicato da Roberto

Piazza affari, una giornata senza precedenti
Seduta pessima per Piazza Affari: la perdita del 6,13% dell’indice Ftse All Share equivale a 22 miliardi di euro bruciati in una giornata.

Piazza Affari non registrava perdite così pesanti dall’ottobre del 2008, nel pieno della crisi dei mutui subprime. Nella cronistoria delle peggior performance registrate, a partire dal 1997, dal principale indice della Borsa di Milano, sono soltanto tre i risultati peggiori: il 10 ottobre di tre anni fa (-7,14%); l’11 settembre 2001 (-7,57%), giorno degli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono, e il 6 ottobre 2008 (-8,24%).
Nel 2011, il record negativo finora era stato il 10 agosto, quando il Ftse MIb aveva chiuso a -6,65%.

L’annuncio choc del premier greco, George Papandreou, di indire un referendum sugli aiuti internazionali alla Grecia, affonda i listini europei. Anche Wall Street perde oltre il 2%. Piazza Affari risente dell’impennata record degli spread e del timore che un default greco possa trasformare l’Italia nella prima vittima del contagio. Precipitano anche Parigi che cede il 5,38% a 3.068,33%, Francoforte che arretra del 5% a 5.834,51 punti e Londra che perde il 2,21% a 5.421,57 punti. Atene affonda dell’8,14%, Madrid del 4,64% e Lisbona del 3,68%. Crollano i bancari, specie in Francia e in Italia, con Intesa a -15,8%, SocGen -17% e Bnp Paribas -13,2%.

Via Repubblica.

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Piazza affari - 7%. Spread da record. L'Italia trema, per davvero

pubblicato da Roberto

Piazza affari - 7%. Spred da record. L'Italia trema, per davvero
Senza freni gli indici europei che aggiornano i minimi di giornata.

Milano tocca addirittura -7,08% sotto quota 14.900 punti per poi risalire a -6,64%. Francoforte cede il 5,62%, Parigi il 5,3%, Madridi il 4,9%. Limitano i danni Zurigo (-3%) e Londra (-3,3%).

Sul Ftse Mib, seduta choc per i bancari: -14,4% Intesa Sanpaolo, -11% Unicredit, -8,7% Mps. Fiat industrial lascia sul terreno il 12,7%.

Nuovo record per lo spread che raggiunge 452 punti.

Con il Btp decennale sono sotto pressione anche i titoli del Tesoro a due e a cinque anni, che segnano nuovi record storici. Il rendimento del biennale schizza al 5,67% sul mercato secondario mentre quello del quinquennale vola al 6,28%. In quest’ultimo caso lo spread col bund a cinque anni si allarga a 532 punti base.

Via Repubblica.

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Piazza affari crolla a - 6%. L'Italia al baratro?

pubblicato da Roberto

Piazza affari crolla a  - 6%. L'Italia al baratro?
Appare oramai inarrestabile la caduta di Piazza Affari. L’Ftse Mib perde ora oltre il 6%, lasciando sul terreno il 6,26%, a 15.014 punti.

Continua a salire la tensione sul mercato dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha sfondato quota 440 punti, aggiornando il record storico. Il differenziale tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi è salito fino a 441 punti. Il rendimento dei Btp è schizzato al 6,22%.

L’euro sotto pressione a metà seduta, in un mercato preoccupato per il riacutizzarsi della crisi del debito sovrano e della minore crescita economica in Cina. Le vendite tecniche e la speculazione sulle riunioni di questa settimana di Bce e Fed alimentano il fronte della lettera e l’avversione al rischio degli investitori. A metà seduta l’euro quota 1,3702 dollari (1,3934) dopo avere oscillato tra 1,3670 e 1,3871.

Intanto, riunione interministeriale di emergenza oggi pomeriggio in Francia. Si svolgerà all’Eliseo, mentre precedentemente è stato reso noto che a metà giornata sul nuovo peggioramento delle tensioni di mercati si svolgerà un consulto telefonico tra il presidente Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Intanto, in Italia, Berlusconi segue la crisi con il Ministro Tremonti assicurando ai cronisti che non c’è pericolo per l’Italia.

Via Repubblica.

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Crisi mercati, Piazza affari senza limiti (in basso). Ultima ora

pubblicato da Roberto

Crisi mercati, Piazza affari senza limiti (in basso). Ultima ora
Piazza Affari senza freni, -5,15%.

A Piazza Affari i titoli Intesa Sanpaolo, Unicredit e Fiat Industrial sono sospese e scambiate in asta di volatilità con ribassi teorici compresi tra l’8 e l’11%. Per Intesa la flessione è del 10,84% a 1,151 euro, per l’istituto di piazza Cordusio è del’11,32% a 0,752 euro mentre per Fiat Industrial il ribasso teorico è dell’8,17% a 5,79 euro.

L’euro scivola sotto quota 1,37 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,3694 dollari dopo aver toccato un minimo di 1,3675.

Prezzo del petrolio in forte calo sui circuiti elettronici, condizionato dai timori per la crisi del debito europeo. Il light crude con consegna a dicembre è scambiato a 91,19 dollari al barile, in calo di 2 dollari. Anche il Brent perde oltre 2 dollari a 107,49 dlr.

Via Ansa.

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