
Nel mese di agosto appena trascorso le aziende italiane hanno chiesto 56,7 milioni di ore di cassa integrazione (CIG). Il confronto più significativo è quello con lo stesso mese dello scorso anno: nell’agosto 2010 le ore richieste e autorizzate furono 75,5 milioni, con una diminuzione di quasi il 25% (-24,8%).
L’Inps precisa che il dato del mese di agosto può risultare meno significativo nel confronto congiunturale: rispetto al mese di luglio 2011. Esaminando il dato di periodo (primi otto mesi dell’anno: da gennaio ad agosto) la diminuzione delle richieste di CIG si conferma significativa: -21,1%. Si e’ passati da 822 milioni del 2010 ai 648 milioni del 2011.
Il calo riguarda tutti e tre gli istituti della CIG: le richieste di cassa integrazione ordinaria (cigo) in agosto sono state di 7,2 milioni di ore, contro i 9 milioni del mese di agosto 2010 (-20,4%); le domande di cassa integrazione straordinaria (cigs) sono state pari a 25,5 milioni (-3,8%) rispetto ai 26,5 milioni del 2010; bruscamente diminuite le richieste di cassa integrazione in deroga (cigd) che si sono fermate a 24 milioni di ore, contro i 39,9 milioni dell’agosto 2010 (-39,7%).
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Sempre meno italiani sfruttano la possibilità di anticipare la pensione riscattando gli anni di studio, che attraverso questa operazione vengono considerati come anni di lavoro ai fini previdenziali. All’Inps nel 2008 erano arrivate 60 mila domande di riscatto. Nel 2009 le richieste sono scese a 30 mila e l’anno scorso non sono arrivate che 15 mila domande.
Sono riscattabili tutti gli anni regolari del corso di laurea, sia triennale che specialistica, ma non quelli fuori corso. Anche i diplomi di laurea o universitari possono essere riscattati, così come quelli di specializzazione, i dottorati di ricerca e quelli rilasciati dagli istituti di alta formazione artistica e musicale. Per chiedere il riscatto bisogna in ogni caso essersi laureati e non bisogna avere lavorato durante gli anni da riscattare, perché in questo caso quei periodi sono già coperti da contribuzione.
Per il calcolo si utilizza il metodo retributivo per gli anni in cui era ancora in vigore e quello contributivo per gli anni successivi. Per chi si è laureato prima del ’96 l’operazione è più complicata: l’Inps tiene conto di diversi fattori come l’età, il periodo da riscattare, il sesso, l’anzianità assicurativa, le retribuzioni percepite negli ultimi anni. Per i più giovani il calcolo è più semplice: si guarda lo stipendio degli ultimi 12 mesi e vi si applica l’ aliquota contributiva in vigore. Questa cifra deve essere moltiplicata per il numero di anni da riscattare.
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Sono oltre 20 milioni i buoni lavoro venduti fino alla fine di luglio 2011. Di questi oltre 13 milioni sono stati venduti negli ultimi 12 mesi. La diffusione dei buoni lavoro è stata avviata nell’agosto 2008, in occasione della vendemmia, per retribuire i lavori saltuari, e si è consolidata nel tempo.
”Un successo dovuto anche alla crescente facilita’ con cui e’ possibile entrare in possesso dei buoni“, commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. “La rete di distribuzione continua ad allargarsi e, dopo l’apertura ai tabaccai, si e’ ulteriormente arricchita con la convenzione stipulata con l’Istituto Centrale delle Banche Popolari, che consentira’ di trovare i voucher anche presso gli sportelli bancari”.
La situazione aggiornata a fine luglio registra il maggior numero di vendite di buoni nel settore agricolo (23,8%), in quello delle manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà (13,7%), e in quelli del commercio e dei servizi, ciascuno con l’11,5%. Il Veneto continua a mantenere il primato fra le regioni che maggiormente utilizzano i voucher, con il 16,5%, seguito dalla Lombardia (13,8%), dall’Emilia Romagna (12,8%) e dal Piemonte (11,9%).
Ciascun voucher è acquistabile dal datore di lavoro a 10 euro (e in multipli da 20 e 50 euro) ed e’ rimborsabile al lavoratore per 7,50 euro netti. Il datore di lavoro puo’ acquistare dei voucher telematici il cui corrispettivo sara’ accreditato al lavoratore su una carta magnetica e potrà essere riscosso presso gli uffici postali o presso gli sportelli postamat. Il datore di lavoro puo’ inoltre acquistare voucher cartacei presso gli uffici provinciali Inps o in quelli postali. Il lavoratore potra’ incassarli presso qualunque ufficio postale.

Aumentano gli incassi per l’Inps, nei primi sette mesi dell’anno l’istituto ha incassato oltre 73,2 miliardi di euro da pagamenti ordinari di contributi: 2,1 miliardi (+3%) in piu’ rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando le riscossioni hanno raggiunto i 71,1 miliardi, e con un incremento di circa 750 milioni sul preventivo 2011.
Se si considerano anche gli importi derivanti dall’attivita’ di recupero crediti il totale delle riscossioni sale a 76,2 miliardi di euro, con un incremento del 2,8%, vale a dire oltre due miliardi in piu’ rispetto ai 74,1 del 2010. Anche in questo caso si segnala un aumento sul preventivo 2011 di circa mezzo miliardo di euro.
”Sono le aziende a fare la differenza“, commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, “con il loro 4,6% in piu’ rispetto al periodo gennaio-luglio 2010, evidenziano un costante incremento della contribuzione da lavoro dipendente, dovuto soprattutto all’azione di contrasto all’evasione contributiva perseguita dall’Istituto. Le aziende stanno rispondendo in modo positivo a questo impegno per la legalita’ profuso dall’Inps. Per facilitare il loro compito, l’Istituto offre al mondo produttivo la sua partnership e la massima collaborazione’‘.
Il totale delle contribuzioni ordinarie 2011 a carico delle aziende si e’ infatti attestato a quasi 61 miliardi di euro, contro i 58,2 dei primi sette mesi del 2010: 2,7 miliardi in piu’, con uno scostamento di oltre mezzo miliardo in piu’ sul preventivo. Le precedenti rilevazioni hanno fatto riscontrare un andamento tendenzialmente analogo: a giugno, l’incremento della contribuzione per i primi sei mesi del 2011 e’ risultato essere del 4,9% rispetto al primo semestre 2010, mentre precedentemente il confronto tra i primi cinque mesi del 2010 e quelli del 2011 hanno evidenziato un aumento del 4,7%, e del 4,6% se si prendono in esame i primi due quadrimestri 2010/2011.

L’evasione al lavoro nero da i suoi frutti. Stando a quanto dichiarato dall’Inps, nei primi sei mesi dell’anno, sono stati accertati 345 milioni di euro per contributi non versati nel corso di oltre 30 mila ispezioni che hanno portato alla scoperta di 29 mila lavoratori in nero.
L’attivita’ ispettiva si e’ svolta adottando le nuove modalità, tra cui l’introduzione della Verbalizzazione unica per tutti i soggetti istituzionali che svolgono attività di vigilanza, in luogo dei distinti provvedimenti precedentemente previsti e il sistema di calcolo della sanzioni civili sui contributi evasi per lavoro nero.
”L’azione di vigilanza dell’Inps continua a svolgersi con grande efficacia sul mercato del lavoro”, commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ”come mostrano i risultati ottenuti, che rivelano una maggiore efficacia delle ispezioni effettivamente realizzate rispetto alle previsioni, nei confronti delle quali si registra mezzo punto percentuale in piu’ di lavoratori in nero scoperti e il 6,2% in piu’ di contributi recuperati”.

Si attesta al 40,4% la percentuale delle ore autorizzate di cassa integrazione che sono state effettivamente utilizzate tra gennaio e maggio 2011. E’ quanto ha dichiarato in una nota l’Inps presentando il dato dell’esame del cosiddetto tiraggio della cig. Risultato che conferma la rilevazione precedente, relativa al periodo gennaio-aprile 2011, quando la percentuale registrata era stata del 40,2%. Nel dettaglio l’uso piu’ consistente delle ore autorizzate e’ ancora quello per la cassa integrazione ordinaria (47,7%), mentre l’utilizzo reale delle ore autorizzate per la cassa integrazione straordinaria e in deroga e’ pari al 32,8%.
“Il dato del tiraggio si stabilizza“, commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, “confermando i segnali registrati dalla flessione di richieste di cig di giugno e luglio”. Il tiraggio di questi primi mesi del 2011 e’ sensibilmente inferiore a quello del 2010: per la cassa integrazione ordinaria e’ passato dal 56,7% (del 2010) al 47,7% del 2011; per la cassa integrazione straordinaria e in deroga e’ passato dal 48,5% (2010) al 38,2% di quest’anno; per una media che e’ scesa dal 50,8% del 2010 al 40,4% del 2011.
Un mercato del lavoro, pertanto, ancora fortemente in crisi che si aggrappa all’agevolazione della cassa integrazione per sostenere la domanda interna.

Il Voucher lavoro occasionale accessorio è un servizio inaugurato dall’INPS e dall’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane. Si tratta di buoni lavoro, erogati attraverso il canale bancario, utilizzati per pagare le prestazioni di lavoro occasionali e saltuarie. I voucher, oltre al contributo INPS, garantiscono anche la copertura INAIL, tradizionalmente esclusiva del lavoro a tempo determinato; il tutto senza oneri di da parte del datore di lavoro.
I buoni cartacei possono esssere acquistati presso le sedi INPS e presso i tabaccai abilitati, oppure on line, attraverso il sito dell’Ente di Previdenza. Ora i canali si moltiplicano, coinvolgendo anche alcuni istituti di credito che metteranno a disposizione i propri sportelli per l’erogazione dei buoni permettendo una gestione dell’emissione e dei pagamenti dei compensi sicura e rapida.
“Gli ottimi risultati ottenuti in questi primi tre anni di utilizzo di questo servizio potranno moltiplicarsi” commenta il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua,”per garantire sempre più il contrasto al lavoro nero e sommerso e per assicurare anche i lavoratori che svolgono attività occasionali, sul fronte previdenziale e assistenziale“.
Giovanni De Censi, Presidente ICBPI, ha dichiarato:
L’accordo con INPS rafforza l’impegno di ICBPI, quale interlocutore primario verso le più importanti istituzioni del Paese ed è coerente con il ruolo che da sempre ricopre, nel fornire efficienza e innovazione ai clienti che, con il proprio modello territoriale, sostengono lo sviluppo delle realtà locali nell’ambito dell’accordo e per le proprie competenze nel settore dei pagamenti, ricoprirà il ruolo di intermediario, con il mandato di convenzionare gli Istituti di Credito interessati ad aderire al progetto, con il compito di gestire i flussi informativi, dispositivi e contabili tra banche ed INPS.

Inail e Inps al lavoro “insieme” per combattere i fenomeni di evasione, le truffe infortunistiche e il lavoro nero. I due enti hanno siglato un protocollo d’intesa per scambiare informazioni dai rispettivi archivi e potenziare così la precisione dell’attività ispettiva: “La convenzione consentirà di elevare l’efficacia e l’efficienza dell’azione ispettiva nella lotta all’evasione contributiva e al lavoro sommerso, consentendo di programmare l’attività indirizzandola su obiettivi concreti utilizzando al meglio le risorse disponibili“.
“La difesa della legalità nel mercato delle imprese e del lavoro dispone oggi di un nuovo strumento” - ha spiegato il presidente dell’INPS, Antonio Mastrapasqua - “la collaborazione tra enti diversi della Pubblica Amministrazione e’ un elemento essenziale per assicurare un miglior servizio al Paese”. ” Sarà- spiega il presidente dell’INAIL, Marco Fabio Sartori - “un ulteriore passo in avanti che ci permetterà di effettuare controlli mirati e che ci auguriamo possa contribuire all’abbattimento del fenomeno infortunistico“.

Secondo quanto contenuto nella relazione tecnica che accompagna la manovra correttiva saranno significativi i risparmi generati dallo stop alle rivalutazioni delle pensioni cosiddette d’oro. Nel solo triennio 2012-2014 lo Stato risparmierà 2,780 miliardi al lordo degli effetti fiscali. La misura, contestata dalle associazioni dei consumatori, sarà una parte significativa della manovra correttiva.
La rivalutazione sarà del tutto congelata per le pensioni superiori ai 2300 euro (5 volte il trattamento minimo Inps) e applicata soltanto al 45% per quelle superiori ai 1400 euro, vediamo i dettagli.
- fino a 1.428 le pensioni saranno rivalutate per intero
- tra 1.428€ e 2.380€ saranno rivalutate per intero fino a 1428 euro e al 45% per la parte fino ai 2380. e al 45 per cento nella fascia fino a 2.380;
- Oltre 2.380€ la rivalutazione non scatterà soltanto per la parte eccedente questa cifra.
Saranno 4,4 milioni i pensionati coinvolti nella manovra senza contare le modifiche con il progressivo aumento dell’età pensionabile per le donne.
I venti di crisi soffiano forte e costringono molti a trovare riparo come capita. L’alternativa che si pone davanti ai lavoratori spesso è difficile scelta: accettare un impiego qualunque sia (anche se prevede uno stipendio più basso rispetto a quello che si è percepito fino a quel momento) o rimanere a casa per un periodo, fruendo di qualche trattamento per il sostegno al reddito? Se si accetta il lavoro, oltre all’impatto immediato sul reddito (che risulterà ridotto) che ne sarà della pensione futura? Minore stipendio significa meno reddito; meno reddito è sinonimo di minori contributi e dunque di pensione più magra. Adesso (limitatamente al 2010) sarà possibile buttarsi nel nuovo impiego con il paracadute: chi accetta un lavoro a condizioni economiche peggiorative potrà godere di una forma di contribuzione figurativa. Sul tema, però, non mancano le polemiche.