L’infelice battuta del presidente dell’Inps Mastrapasqua (”Non presentiamo alcuna simulazione ai parasubordinati, perché se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”) ha suscitato molte critiche, ma ha avuto il merito di riaccendere l’attenzione su una questione di non secondaria importanza: le prospettive pensionistiche di una buona parte dei lavoratori di oggi (in prevalenza giovani). A tal riguardo la preoccupazione è legittima, perché per chi non riuscisse a uscire dal giogo della precarietà lo spettro dell’assegno sociale (attualmente pari a poco più di 400 euro) sarebbe un rischio molto reale.
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Il 2009 è stato un anno duro per l’economia globale, ma, guardando ai conti, le casse dell’Inps hanno tenuto e lasciano dormire sonni tranquilli ai futuri pensionati italiani.
Prova superata
Nonostante la spesa Inps per la previdenza sociale sia cresciuta, superando nel 2009 quota 173 miliardi di euro (cifra che vale l’11,32% del Pil), i conti dell’Istituto nazionale di previdenza sociale hanno fatto segnare un avanzo di 7,9 miliardi di euro. Un risultato considerevole, che ha portato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a esprimere grande soddisfazione e ad allontanare la prospettiva di ulteriori riforme del sistema pensionistico: “Abbiamo già compiuto riforme significative”.
Il mercato del lavoro rimane ancora in una fase di acuta crisi, toccando livelli record per quanto riguarda la cassa integrazione; per i lavoratori italiani, il via libera concesso dal governo (e ribadito dall’Inps) alla cumulabilità dei contributi di cassa integrazione e dei buoni lavoro assume così l’aspetto di una – seppur non risolutiva – ventata d’aria fresca.
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I contribuenti avranno a disposizione un’ulteriore strada per rendere meno complessi i propri rapporti con l’Inps: il pagamento di riscatti, ricongiunzioni, rendite vitalizie e versamenti volontari potrà essere effettuato tramite addebito sul conto corrente.
In Italia, quando la burocrazia arretra, ci si stropicciano gli occhi. Dal primo giorno di aprile, ci sarà quindi da rimanere stupiti, perché la possibilità di aprire un’impresa in un giorno diverrà una solida realtà. Il 31 marzo, infatti, si concludono i sei mesi di sperimentazione della comunicazione unica.
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Novità in vista per quanto riguarda i buoni lavoro, i voucher con cui può essere pagato il lavoro stagionale, che furono introdotti per combattere la piaga dell’occupazione irregolare nei settori in si fa ricorso al lavoro stagionale (per esempio l’agricoltura). Grazie a una convenzione firmata la settimana scorsa tra Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, e Giovanni Risso, presidente della Fit (Federazione Italiana Tabbacai), da metà aprile, in sei regioni italiane, i buoni potranno essere venduti e incassati nelle tabaccherie.
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