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Prezzi RC Auto impazziti: Lo scandalo del +98% in 10 anni

pubblicato da Mario Marcello Forte


La tariffe delle RC auto e dell’RC moto sono ogni anno più alte. Lo certifica l’Isvap durante un’audizione al Senato parlando di una crescita dei prezzi nell’ultimo anno che arriva al 27% in più per le automobili e al 45% in più per le moto. Si tratta di aumenti da capogiro che confermano come (in un contesto nel quale la politica è impotente, complice o entrambe le cose) il nostro paese sia, confrontando i dati con quelli dei principali stati europei, quello dove assicurare un veicolo è più caro.

Un primato conquistato a suon di cifre folli (è facile arrivare a pagare fra i 900 e i 1000 euro annui, e non si tratta di casi limite) mentre in Europa si viaggia su cifre decisamente più ragionevoli. Qualche esempio? In Germania si spendono mediamente 222 euro all’anno, in Spagna 229 e in Francia 172. Una sproporzione rispetto all’Italia che non può essere giustificata con le cifre che le assicurazioni devono rifondere ai loro clienti a causa di sinistri.

Il totale fallimento della deregolamentazione del settore assicurativo è sotto gli occhi di tutti tenendo conto che, come sottolinea il Codacons, “le tariffe dell Rc auto sono saliti del 195% dal 1994 oggi“. Se restringiamo il campo agli ultimi 10 anni l’aumento è stato del 98%, una crescita che è arrivata proprio mentre il tasso di incidentalità calava del 22%. Lo sottolinea Federconsumatori:

Finalmente anche l’Isvap si e’ dotata della strumentazione conoscitiva dell’O.N.F., ed ora è finalmente in grado di rilevare gli scandalosi aumenti delle polizze rc auto. Aumenti che, lo ribadiamo da tempo, sono del tutto ingiustificati: basti pensare che dal 2001 ad oggi i costi per assicurare la propria vettura sono aumentati di ben il 98%, mentre, nello stesso periodo, e’ diminuita del 22% l’incidentalità.

Il Governo Monti metterà mano al settore assicurativo garantendo una “vera” liberalizzazione dopo che il mercato ha dimostrato di non sapere offrire altro che tariffe sempre più proibitive ai cittadini?

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Assicurazioni: raccolta semestrale in calo, cresce solo l'Rc auto

pubblicato da Roberto

Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l'Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l'Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l’Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l’Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare, la raccolta nei rami vita, pari a 40,3 miliardi di euro, ha registrato una contrazione del 21,9% su base annua, con una significativa flessione della relativa incidenza sul portafoglio globale (68,7% rispetto al 74,3% precedente). Il calo ha riguardato nello specifico le polizze tradizionali di ramo I, che dopo i forti incrementi dell’ultimo periodo, sono state pari a 30,7 miliardi, con una variazione in negativo del 20,5%.

L’andamento della raccolta nei rami danni, pari a 18,4 miliardi di euro, ha evidenziato invece un incremento del 3% che fa salire la relativa incidenza di queste polizze sul portafoglio totale al 31,3% (contro il 25,7% nello stesso periodo del 2010).

L’analisi della raccolta per canale distributivo segnala, infine, per i rami vita una flessione del ricorso a banche e Poste (58,5% contro il 63,7% precedente), mentre per i rami danni sono preponderanti le agenzie con mandato (82%).

Via Borsaitaliana.

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Rc Auto salite del 6%: fallito il sistema del Bonus-Malus

pubblicato da Mario Marcello Forte


I premi delle Rc Auto sono fuori controllo. Il presidente dell’Isvap (teoricamente l’autorità di controllo sulle assicurazioni) ammette che il sistema del Bonus-Malus, che avrebbe dovuto favorire meccanismi di controllo dei premi assicurativi specialmente per i virtuosi che non causano sinistri, è sostanzialmente fallito e invita ad adottare un nuovo modello, mutuato dalla Francia.

Il Bonus-Malus non riesce più a funzionare e subisce distorsioni a causa delle regole interne delle compagnie. C’è la necessità di elaborare una nuova scala di coefficienti di merito, unica per tutto il mercato, che consentirà agli assicurati, cosa che oggi non accade, di conoscere in anticipo i risparmi di costo conseguenti a condotte di guida virtuose o viceversa le penalizzazioni in caso di sinistri, nell’ipotesi di invarianza delle tariffe.

C’è una chiara evidenza di questo fallimento guardando all’aumento costante delle Rc Auto, con un ulteriore 6% fra il 2010 e i primi mesi del 2011. Lo spiega sempre Giannini:

Le tensioni sul mercato sono state ancora molto forti. La gestione tecnica del settore (rapporto sinistri-premi) è migliorata, ma ciò è avvenuto scaricando sui prezzi l’onere dei maggiori costi. La raccolta premi Rc Auto infatti nel 2010 è cresciuta del 4,5% in valore e questo, in presenza di una sostanziale invarianza del parco veicoli, significa che sono i prezzi ad agire da elemento propulsivo. La tendenza è proseguita anche nel primo trimestre di quest’anno con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti.

Quanto tempo ancora ci vorrà prima che si adotti un sistema di regole che non finisca per penalizzare gli assicurati virtuosi e favorire le compagnie?

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