
Il prossimo 23 gennaio sarà impossibile prendere un taxi, più di quanto non lo sia oggi fra i prezzi elevati e la scarsità di vetture nei momenti di maggiore affluenza della clientela. Le associazioni di categoria hanno proclamato lo sciopero per quella data e minacciano di dare vita a proteste dure ed intransigenti nella stessa modalità vista 5 anni fa quando l’allora Ministro Bersani provò ad approvare norme che andavano nella stessa direzione di quelle proposte dal Governo Monti.
I tassisti non vogliono l’aumento delle licenze, non lo vogliono nemmeno di fronte ad un indennizzo economico per gli attuali possessori delle licenze che potrebbe arrivare attraverso la concessione gratuita di una seconda licenza. Anche se la portata delle future liberalizzazioni sul tema non è ancora chiara (mancano ancora le proposte del Ministro Passera nero su bianco) i conducenti delle auto bianche hanno deciso di mandare un messaggio chiaro: nessun aumento di vetture sarà consentito.
L’Autorità di Garanzia ha già fatto sapere che “un blocco totale sarebbe illegittimo” ed anche la reazione delle associazioni dei consumatori è immediata, per quanto inevitabilmente meno concreta. Il Codacons minaccia di portare in Tribunale i tassisti.
La protesta è del tutto infondata. La liberalizzazione nel settore dei taxi è un provvedimento atteso da decenni, che può realmente portare benefici non solo agli utenti, ma anche agli stessi tassisti, vista la possibilità di licenze compensative assegnate peraltro gratuitamente. In caso di blocchi stradali e danni agli utenti in occasione dello sciopero del 23, non esiteremo a presentare una raffica di denunce in Procura, così come avvenuto nel 2007, quando un elevato numero di taxi bloccò per ore e ore la circolazione stradale a Roma, impedendo il passaggio di auto e mezzi pubblici.
La “guerra delle licenze” è aperta, i feriti (c’è da scommetterci) si conteranno solo fra i comuni cittadini.

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti replica alla dichiarazione del presidente della commissione Sanità di palazzo Madama, Antonio Tomassini, che a margine di un convegno ha dichiarato, parlando del ddl di riforma del sistema farmaceutico: “Quanto alle parafarmacie nella mia legge il capitolo é ben tracciato, possono essere inserititi degli elementi che però non siano di sopraffazione e senza forzare la mano“.
Secondo il MNLF il “progetto è finalizzato unicamente a ridimensionare il ruolo delle parafarmacie e quindi delle liberalizzazioni“.
Sarà una delle peggiori leggi del settore non solo perché metterà la parola fine all’esperienza delle parafarmacie impedendone sviluppi per l’occupazione e gli investimenti, ma non porterà che poche decine di nuove farmacie rafforzando, di fatto, il monopolio dei titolari di farmacia in Italia. Mentre il Paese soffre una delle più gravi crisi economiche della sua storia continuano a prevalere gli interessi corporativi. dimostrando una insensibilità agli interessi generali.
Via Ansa.
L’iniziativa “Energia: diritti a viva voce“, lanciata da 17 Associazioni di consumatori che insieme attiveranno 45 sportelli informativi in 16 regioni e un call center, vuole rendere i consumatori più attenti al mercato dell’energia elettrica e del gas.
Il progetto muove dal fatto che l’ingresso di nuovi operatori, frutto della liberalizzazione nel settore, ha reso il mercato movimentato ma ha creato anche criticità, quali appunto comportamenti scorretti, doppie fatturazioni e ostacoli nel passaggio da un operatore all’altro.
Il progetto lanciato dai consumatori mette dunque a disposizione dei cittadini sportelli di assistenza e informativi, call center, campagne informative sul territorio nazionale e via web e una app per i-Phone dedicata.
Continua a leggere: Per essere informati parte "Energia: diritti a viva voce"

“La Manovra all’esame del Parlamento va nella giusta direzione dell’apertura dei mercati, ma per ottenere i risultati sperati occorre rivedere alcune norme che potrebbero produrre effetti opposti a quelli desiderati”. Lo afferma l’Antitrust.
Secondo l’Autorità ”il decreto offre un quadro di norme di principio che, se correttamente interpretate nella loro concreta applicazione, potrebbero portare ad una maggiore concorrenza nel sistema economico italiano. Perche’ questo avvenga e’ tuttavia necessario modificare alcuni aspetti del decreto’“. I
Sulle professioni invece, secondo l’Antitrust,
costituisce un passo indietro, rispetto alla norma vigente in base alla quale le tariffe professionali non sono obbligatorie, la previsione che rende le tariffe professionali come parametro legale di riferimento per la determinazione del compenso del professionista. Si tratta di una norma contraddittoria e contraria alla liberalizzazione del mercato dei servizi professionali che si vuole conseguire. Anche l’introduzione dei consigli di disciplina, senza la partecipazione di soggetti esterni, perde il suo carattere innovativo perche’ continua a mancare il requisito della terzieta’. Da ridurre infine a due anni il tempo massimo del tirocinio, fissato in tre anni, mentre e’ positivo che il praticantato possa essere svolto contemporaneamente agli studi universitari. Tale previsione va rafforzata prevedendo la possibilita’ di lauree da conseguire contemporaneamente all’esame di Stato oggi previsto dalla Costituzione
Continua a leggere: Manovra di Ferragosto, un "ni" sulle liberalizzazioni

La manovrà economica prevedere che ai sensi delle disposizioni dell’ordinamento comunitario in materia di tutela della concorrenza e libera circolazione delle merci e dei servizi e al fine di garantire la libertà di concorrenza secondo condizioni di pari opportunità e il corretto e uniforme funzionamento del mercato, e di assicurare ai consumatori finali un livello minimo e uniforme di condizioni di accessibilità all’acquisto di prodotti e servizi sul territorio nazionale, le attività commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, siano svolte, in via sperimentale, senza il rispetto degli orari di apertura e di chiusura, l’obbligo della chiusura domenicale e festiva, e quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio. Salta la norma che prevedeva che tale liberalizzazione valeva solo per gli esercizi ubicati nei comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d’arte. Ora invece vale per tutti
“La liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi rappresentano una misura rivoluzionaria“. Lo afferma il ministro del turismo, Michela Vittoria Brambilla. Replica della Confcommercio: “La misura contenuta nella manovra che estende le aperture dei negozi a tutto il territorio nazionale non stimola i consumi e neppure favorisce i consumatori e soprattutto aggrava una scelta erronea“. Del resto, i negozi vendono se i clienti hanno soldi in tasca, cosa che, purtroppo, in Italia hanno sempre meno persone.

L’art. 3, comma da 6 a 11, della manovra di Ferragosto esordisce specificando che l’accesso alle attività economiche e il loro esercizio si basano sul principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. Tutte le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle attività economiche sono abrogate (a parole?) quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto.
La norma poi chiarisce cosa debba intendersi per restrizioni: la limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate a esercitare una attività economica in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente sulla base della popolazione o di altri criteri di fabbisogno (pertanto saranno ancora legittime le limitazioni per i notai, farmacisti, ect.).
L’attribuzione di licenze o autorizzazioni all’esercizio di una attività economica solo dove ce ne sia bisogno secondo l’autorità amministrativa (quindi esclusi gli ordini degli avvocati, ingegneri, ect.?) si considera che questo avvenga quando l’offerta di servizi da parte di persone che hanno già licenze o autorizzazioni per l’esercizio di una attività economica non soddisfa la domanda da parte di tutta la società con riferimento all’intero territorio nazionale o a una certa area geografica.
Continua a leggere: Manovra di Ferragosto, un vademecum sulle (non) liberalizzazioni

Confermate le attese di un’estate caratterizzata da un’inflazione crescente per effetto delle tensioni sui prezzi dell’energia, dei tabacchi e dei servizi di trasporto, con l’aggiunta dell’ormai usuale spinta inflazionistica proveniente dal settore delle assicurazioni.
Nonostante ciò, la stima per la variazione dei prezzi complessiva per il 2011 resta al 2,7%: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio alle stime sui prezzi diffuse oggi dall’Istat. Viceversa - prosegue la nota - si conferma il ruolo disinflazionistico dei beni e servizi offerti sui mercati liberalizzati, come nel caso degli alimentari freschi e dei servizi ricettivi e di ristorazione.
Per questi ultimi, in agosto si registra una diminuzione congiunturale dello 0,4% che ha portato la variazione tendenziale relativa al settore all’1,8%, un punto in meno rispetto alla variazione dell’indice generale. Il dato sull’inflazione - conclude l’Ufficio Studi - si inserisce in un quadro congiunturale che, seppure caratterizzato da molte ombre, presenta anche alcuni elementi da valutare positivamente, come quelli provenienti dal mercato del lavoro.
Liberalizzazioni per tutti i gusti, taxi, pane, farmaci e assicurazione
fate la vostra richiesta e sarete esauditi con gran sollecitazione!
Provvedimenti a portata di tutte le tasche scandiscono un anno finanziario all’insegna di grandi liberalizzazioni su servizi e prodotti dall’impronta fortemente protezionistica. Dopo l’annunciata abolizione dei costi di ricarica per la telefonia mobile (v. Articolo di ieri), su cui l’Autorità per le Telecomunicazioni prenderà una decisione entro un mese, il Ministro Bersani conduce una vera e propria crociata contro i benzinai.
In agenda un aumento dei distributori per una maggiore competitività sui prezzi al consumo e un radicale snellimento delle procedure burocratiche per l’apertura di rifornitori entro il perimetro di centri commerciali e supermercati, come peraltro avviene già da anni oltre confine!
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