
Altra stangata dell’Antitrust a Ryanair. La compagnia low cost è stata sanzionata per un totale di 500 mila euro per una serie di pratiche commerciali scorrette. Di fatto l’Autorità contesta praticamente tutte le regole interne della compagnie che portano i viaggiatori a esose penali e a costi occulti. Le compagnie aeree sono state spesso sanzionate dall’Antitrust, ma la Ryanair ha certamente un rapporto “privilegiato” per quanto riguarda le multe.
Nel mirino la solita questione dei prezzi non trasparenti con offerte molto vantaggiose che alla fine del processo di pagamento spariscono per via di costi aggiuntivi ai quali il consumatore non può sfuggire:
l’ingannevolezza, la scarsa trasparenza, l’inadeguatezza e, in alcuni casi, addirittura la carenza di informazioni relative ai prezzi dei biglietti, che vengono presentati al mercato senza indicare alcuni costi che vengono successivamente aggiunti al momento del pagamento con carta di credito pur essendo prevedibili ed inevitabili.
Sono cinque le pratiche contestate alla compagnia: offerte risultate ”introvabili’‘ dagli utenti (sanzione di 110.000 euro); mancata indicazione di costi aggiuntivi come web check in, carta di credito e IVA (sanzione di 220.000 euro); difficoltà di ottenere assistenza per il rimborso dei biglietti (sanzione di 90.000 euro); Pubblicazione delle informazioni rivolte ai consumatori italiani in lingua inglese (sanzione di 27.500 euro) e ”Ingiustificati esborsi aggiuntivi” nel caso di richiesta di variazioni di date, orari, nome dei passeggeri e tratte di volo o di riemissione della carta di imbarco in aeroporto (sanzione di 55.000 euro).
Le compagnie aeree low cost ci rifilano biscotti avvelenati? In rete, grazie al tam tam su Twitter, si è diffusa la leggenda metropolitana che suggerisce un uso speculativo dei cookies da parte del sito della più celebre fra le compagnie aeree low cost, quello della Ryanair. Sarà vero? Facciamo un passo indietro. Cosa sono i cookie?
I cookie HTTP (più comunemente denominati Web cookies, tracking cookies) sono usati per eseguire autenticazioni e tracking di sessioni e memorizzare informazioni specifiche riguardanti gli utenti che accedono al server.
In sostanza il nostro browser internet dialoga con i siti che visitiamo e memorizza delle informazioni. Proprio attorno ai “biscottini”, con una confusione fra i tradizionali cookies e i third-party cookies, sta montando l’ennesima crociata legale con una direttiva dell’Unione Europea che potrebbe portare ad una stretta decisa sul tema. Ora, secondo il “mito” i server della Ryanair sfruttando i cookies sono in grado di identificare per quali rotte e per quali giorni abbiamo verificato disponibilità e prezzi e, sfruttando questa informazione, farebbero comparire nella seconda visita sulla stessa ricerca un prezzo più elevato. Il vantaggio sarebbe ovvio: mettere fretta all’aspirante vacanziero. Se il giorno scopro che un volo Torino - Londra mi costa 50 euro e il giorno dopo lo ritrovo a 70 euro potrei avere la tentazione di chiudere la transazione prima di nuovi imprevedibili aumenti del prezzo.
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Terzo millennio inoltrato: in Italia, per alcuni, la sanità rappresenta ancora un problema. Lo sostiene l’ADICO (Associazione Difesa Consumatori A.DI.CO), rendendo noto che nell’anno passato ben 3 milioni di italiani hanno vissuto momenti di difficoltà economica a causa delle spese sanitarie. Una congiuntura che apre la strada al low cost anche in campo medico.
Allarme in cifre
La difficoltà ad accedere alle cure necessarie, secondo l’associazione di tutela dei consumatori, ha riguardato un esercito composto complessivamente da 5 milioni di persone, 3 dei quali sono stati costretti a spendere cifre inconciliabili con il proprio reddito.
Londra, Berlino, Roma, Marid, Parigi, Amsterdam, Barcellona… grazie al meccanismo messo in moto dalle compagnie aeree low-cost, viaggiare non è mai stato tanto facile come in questi ultimi anni. La Ryanair è certamente l’azienda modello e leader del settore, ma è anche quella che nella procedura d’acquisto nasconde le maggiori insidie per i consumatori. Più di un turista, infatti, allettato da biglietti aerei promessi a pochi centesimi si è trovato a dover pagare qualche centinaio di euro la prenotazione del proprio posto sull’aereo. Particolarmente spiacevoli sono le spese legate alla transazione elettronica, che da qualche tempo riguardano tutti i clienti della compagnia irlandese possessori di una carta di credito appartenente ai circuiti Visa e Visa Electron. Possibile evitarle? Sì, servendosi di una carta di credito prepagata del circuito Mastecard.
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La necessità e la volontà di risparmiare a volte possono giocare brutti scherzi e trasformarsi in un boomerang. È il caso, per esempio, delle vacanze low cost: se non vengono pianificate con attenzione, avverte Federconsumatori, possono rivelarsi estremamente salate e risultare meno convenienti di quanto auspicabile.
Prezzi fuori controllo
Niente pranzo e cena in albergo: per risparmiare si sceglie di andare in campeggio o di affittare un appartamento. Come ha rilevato l’osservatorio nazionale di Federconsumatori, però, in villeggiatura le brutte sorprese sono dietro l’angolo. Nelle località turistiche, infatti, i villeggianti fai-da-te troveranno prezzi molto più alti di quelli cui sono abituati nella quotidianità invernale.
Nate a metà anni Novanta, le compagnie aeree lowcost (non senza qualche insuccesso e fallimento) sono cresciute stagione dopo stagione, rivoluzionando il settore dell’industria turistica e il modo di viaggiare delle persone. In un ambito in cui la concorrenza è aumentata esponenzialmente negli ultimi anni, la Ryanair, prima azienda del settore a raggiungere il successo, compie un ulteriore passo in direzione del contenimento dei costi, annunciando che a breve ridurrà il numero delle hostess a bordo dei suoi aeroplani.
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