
Per i dipendenti pubblici cambia la normativa che regola le assenze dal servizio per malattia. Secondo la circolare diffusa in data primo agosto 2011 dal dipartimento della Funzione Pubblica, che raccoglie le disposizioni previste dalla manovra economica, d’ora in poi sarà il dirigente a valutare, a sua discrezione, la sussistenza per l’invio della visita fiscale.
Il dirigente dovrà pertanto valutare la condotta del dipendente, prescindendo da considerazioni e sensazioni personali. Dovrà infatti tenere in considerazione prima di tutto il costo previsto per l’espletamento della visita del medico fiscale al domicilio del dipendente. Di fatto, le pubbliche amministrazioni non saranno più tenute obbligatoriamente a richiedere la visita fiscale dal primo giorno di assenza dal servizio del personale. L’obbligo di inviare il medico fiscale rimane solamente nel caso in cui il dipendente si assenti per malattia nei giorni immediatamente precedenti o successivi a giorni non lavorativi.
Le fasce orarie di reperibilità per ora rimangono invariate. Dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
Sono 25 milioni e devono confrontarsi, giorno dopo giorno, con una sanità che sta diventando sempre meno attenta alle loro esigenze. I malati cronici italiani - riuniti in occasione della prima Conferenza sull’accesso alle cure nelle malattie croniche - lanciano l’allarme sulla propria situazione, avvertendo di sentirsi abbandonati da sistema sanitario nazionale.
Giovani e in salute? Accadeva un tempo, forse; al giorno d’oggi, sembra che la salute sul posto di lavoro di chi ha tra i 25 e i 34 anni sia più precaria di quella di chi ha passato gli “anta”. Questo, almeno, è quanto emerge dalla ricerca “Paese Italia, la salute nelle organizzazioni di lavoro”, realizzata da Fondazione ISTUD per il ministero del Welfare.
Più ammalati tra i giovani
Partendo da una ridefinizione del concetto di salute non nei termini di “assenza di malattia”, ma piuttosto di “star bene” sul posto di lavoro, la ricerca ha indagato l’importante tema della salute sui luoghi di lavoro. I risultati, per certi versi, non hanno lesinato sorprese: i giovani tra i 25 e i 34 anni, tanto nel settore privato quanto in quello pubblico, si ammalano mediamente il 27% in più dei collaboratori “senior” (45-55 anni).
Rispetto a quanto verificatosi negli anni passati, nel 2010 la sindrome influenzale si è rivelata più ostica da sconfiggere, prolungandosi nel tempo e riflettendosi in costi per imprese e lavoratori più alti di quelli accusati dal sistema economico nel suo complesso durante l’anno passato.
I costi dell’influenza
Secondo le stime della Camera di Commercio di Milano, elaborate sulla base di dati raccolti dall’Istat e dal Ministero della Salute, da ottobre a maggio l’influenza ha comportato per le imprese costi pari a 263 milioni di euro, ben 16 in più rispetto all’anno precedente.
Sta per concludersi la gloriosa carriera del vecchio certificato medico? Almeno per quel che riguarda i dipendenti pubblici e i lavoratori della scuola sembra proprio così. Già dai prossimi giorni, infatti, osservando il nuovo impianto normativo, queste due categorie non avranno più l’obbligo di presentare personalmente (o inviare per raccomandata) all’Inps i certificati medici che giustificano l’assenza dal lavoro.