
”Tassi dei mutui in salita nei prossimi mesi la tensione sui mercati sui titoli bancari, non solo italiani ma anche esteri, sta generando difficoltà anche operative per il mondo bancario e potenziali conseguenze a cascata per il sistema economico“, scrive, in una nota, Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.
L’aumento dei costi della raccolta bancaria si riflette sugli spread caricati sopra i tassi di interessi, dove si registra ”un aumento medio di 0,30% per i tassi fissi e di circa 0,10% per i tassi variabili nel periodo tra giugno e settembre Lo spread medio per un mutuo a 20 anni e’ ora dell’1,59% per i tassi fissi e dell’1,41% per i variabili, con punte ben superiori al 2%”, sottolinea il direttore di Mutuionline.
Via Yahoo.

Alla fine del 2010, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto 19.198 euro, 3.268 in piu’ della media registrata l’anno precdeente, non solo per mutui per l’acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.
I dati sono stati resi noti dalla CGIA. A livello provinciale le difficolta’ maggiori sono a carico delle famiglie residenti in Provincia di Roma (debito pari a 27.727 Euro), seguite da quelle di Lodi (27.479 Euro) e da quelle di Milano (27.241 Euro). Al quarto posto troviamo la provincia di Prato (25.912 Euro), al quinto Varese (25.085 Euro) e al sesto Como (24.608 Euro).
”Tendenzialmente ,” dichiara Giuseppe Bortolussi segretario CGIA, “la maggiore incidenza del debito sul reddito la ritroviamo tra i nuclei famigliari con possibilita’ economiche medio-basse. E’ chiaro che con il perdurare della crisi economica questa situazione non tende a migliorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Con la contrazione dei prestiti effettuati dalle banche in questi ultimi anni, ho l’impressione che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda sempre di piu’ e non solo nel Mezzogiorno”.

Per fare il pareggio di bilancio nel 2013 servono dai 25 ai 30 miliardi, una mission impossible sopratutto tenendo conto che il tutto sarà fatto, così come spiegato dal Ministro Tremonti, senza introdurre nuove misure.
Allora come si farà?
Il risparmio sarà ricavato all’interno della spesa assistenziale e del sistema fiscale. Sono le due voci di spesa su cui il Parlamento ha già dato al governo una delega legislativa per varare ampie riforme per riordinare, razionalizzare, evitare sprechi, spostare risorse a vantaggio di qualcuno togliendole ad altri.
Nel mirino ci sono sprechi e privilegi, duplicazioni, prestazioni che vanno a chi non ha bisogno. In proporzione, rispetto al resto d’Europa, l’Italia spende meno per l’assistenza (circa il 7% del Pil), ma in cifra assoluta l’onere è notevole. Parliamo degli assegni familiari, delle pensioni sociali, delle integrazioni delle pensioni al minimo, di quelle di invalidità civile e di reversibilità, degli assegni di accompagnamento, dei servizi per i portatori di handicap. La delega dice che dei principi che sarà adottato è il maggior collegamento tra prestazione e reddito percepito.
L’altro voce dove trovare soldi è il fisco. Ad oggi la manovra prevede che se le deleghe su assistenza e tributi non vadano in porto, verranno tagliate (in modo uguale per tutti, dunque penalizzando i più poveri) le agevolazioni fiscali oggi esistenti, in tutto ben 160 miliardi l’anno. Certamente una parte di queste risorse però dovrà essere impegnata per far quadrare i conti pubblici. Molte le ipotesi, ad esempio la detrazione degli interessi dei mutui per la prima casa sia eliminata per i redditi superiori a una certa soglia.
I dati di Bankitalia, elaborati da Adusbef, tracciano un nuovo profilo della situazione finanziaria delle famiglie italiane. La crisi del quinquennio fra il 2006 e il 2010 ha avuto pesanti ripercussioni con un aumento dell’indebitamento e una netta erosione del risparmio. Le cifre parlano chiaro: le passività sono cresciute del 55% (da 595,6 a 923,3 miliardi) mentre la quantità di risorse accantonate in passato sono scese del 49% da 60 miliardi a 30,6 miliardi di euro.
Un crollo verticale, ancora più duro se si analizza il 2010 rispetto al 2009, con un -26,6% dei risparmi. La crisi morde e le famiglie sono costrette a dare fondo alle riserve per farvi fronte. La causa più importante della crescita dell’indebitamento è sempre l’acquisto della casa e i mutui sottoscritti per acquistare su un mercato che proprio in quegli anni ha conosciuto la massima crescita dei prezzi.
Le passività per prestiti di medio e lungo periodo sono passati da 425,6 a 643,4 miliardi di euro ed impressiona l’aumento delle sofferenze pari al 46,9%, dimostrazione che troppo spesso chi ha il peso delle rate di un mutuo si trova in difficoltà quando deve onorare gli impegni presi in un momento di crisi economica. La situazione non è comunque ai livelli dell’estero visto che “i nostri debiti privati del 2010 superano appena il 60% del reddito disponibile” contro l’80% dei francesi, il 90% dei tedeschi e il 110% delle famiglie spagnole. Con il nostro debito pubblico è importante che questo dato non continui a correre.
Il presidente Adusbef, Elio Lannutti, sottolinea proprio questo aspetto:
Non sappiamo per quanto durerà ancora questa situazione. Certamente le finanze familiari, che rappresentano l’unico nostro baluardo finanziario, stanno velocemente dando fondo sia ai risparmi accantonati per far fronte a situazioni di criticità, sia al merito di credito conquistato in decenni di corretta ed accorta gestione economica.

Il mercato dei mutui per l’acquisto della casa torna a crescere dopo due anni di stop. Nel 2010 le erogazioni sono cresciute del 12% rispetto al 2009 arrivando ad una cifra record di 57 miliardi di euro. Sono cresciute anche le domande di mutuo con un +3,4% e i primi mesi del 2011 evidenziano una crescita ancora maggiore con un ulteriore +4%.
Lo rivela Bankitalia che ha verificato i dati delle concessioni di mutuo da parte degli istituto di credito del nostro paese. Nello stesso report è evidenziato come l’80% dei nuovi mutui concessi nel 2010 sono a tasso variabile e che si segnala la crescita degli strumenti del “cap” (solo il 23% del totale) o di sospensione temporanea dei pagamenti con allungamento della durata (il 26%) senza costi aggiuntivi.
Segnale che la fiducia delle famiglie cresce, anche con il “brivido” di rischiare un tasso variabile, ma che sono molto apprezzate quelle tipologie che consentono di non rimanere strozzati in caso di temporanea difficoltà economica.

Avete un mutuo e pensate di chiedere la surroga per passare a un’altra banca? Adesso potete pretendere - e la vecchia banca non potrà opporre un rifiuto - il rimborso dei premi pagati e non usufruiti per le polizze che la banca vi ha costretto a sottoscrivere insieme al mutuo.
Finora infatti la vecchia banca, che in genere incassava la polizza in caso di malattia o morte del mutuatario, al limite consentiva di cambiare il beneficiario dell’assicurazione in favore della nuova banca, del coniuge o dei figli; ma la normativa, fissata da Ania e Abi, non tutelava fino in fondo il sottoscrittore del mutuo.
Adesso però è cambiato tutto, segnala il Crtcu (centro consumatori) di Trento: l’Isvap ha chiarito che il consumatore ha diritto di chiedere il cambio di beneficiario oppure il rimborso della uota di premio non goduta. Sia nel caso in cui il premio venga pagato mensilmente o annualmente sia se viene versato in un’unica rata, magari all’atto della sottoscrizione del mutuo.
La crisi economica ha fatto sì che numerose famiglie in tutta Italia si siano trovate in difficoltà a fare fronte alle rate di un mutuo sottoscritto quando le condizioni economiche erano più floride. Nel corso dell’ultimo anno, per superare questi ostacoli, agli italiani sono state presentate e prospettate diverse vie, come il Piano famiglia, di Abi, Governo e Associazioni di consumatori, e il Fondo di Solidarietà, in attesa di divenire operativo. C’è poi un altro modo per allentare la pressione del mutuo, quella della surroga. Di seguito cercheremo di capire quando questa sia una soluzione conveniente.
La surroga del mutuo
Sulla scorta delle liberalizzazioni introdotte dal decreto Bersani tra il 2006 il 2007, gli italiani hanno oggi la possibilità di trasferire il proprio mutuo da un istituto a un altro. In questo modo, chi ritiene il proprio mutuo casa troppo caro o poco conveniente può ricercare un istituto di credito che offra condizioni migliori.
Continua a leggere: La surroga, via d’uscita dai pantani del mutuo
L’Istituto di statistica nazionale svela i dati sull’andamento del mercato immobiliare nel corso dei primi mesi di quest’anno e si scopre che, rispetto al 2009, stiamo assistendo a una leggerissima ripresa. Compravendite e mutui aumentano, non tutti però fanno mostra di ottimismo: secondo il Codacons, per esempio, le statistiche dimostrano che l’Italia è ancora in piena crisi.
Torna il segno più
Nei primi tre mesi del 2010, lo attestano i dati raccolti dall’Istat, le compravendite immobiliari sono state pari a 190.728, ossia il 2,3% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta della prima volta dal 2007 che tale indicatore mostra variazioni tendenziali.
Continua a leggere: Mercato immobiliare e mutui in crescita, ma bisogna sorridere?
Mutuo: è meglio il fisso o il variabile? E’ questa la domanda che più di ogni altra si pone chi decide di ricorrere al mutuo per l’acquisto di una casa. Per trovare la risposta opportuna, bisogna usare pazienza e attenzione, perché dalla decisione sull’accensione del mutuo per la casa deriverà un importante impegno economico per un lungo periodo. E in tempi come quelli attuali, in cui gli scenari economici possono cambiare in un battito di ciglia, il mutuo può trasformarsi in breve tempo da spesa a dannazione.
Sembra opportuno, dunque, riflettere con attenzione.
Continua a leggere: Fisso e variabile: le diverse facce del mutuo
Da più parti si sostiene che il peggio della crisi economica sia ormai alle spalle, eppure, anche se in alcuni settori iniziano a scorgersi segnali incoraggianti, i comportamenti di consumo degli italiani rimangono improntati alla prudenza e al risparmio. È la Banca d’Italia, con il rapporto sulle Economia Regionali a segnalare il punto di svolta in cui si trova il Paese, analizzando lo stato di economia, produzione, mercato del lavoro, finanze pubbliche e accesso al credito in ottica territoriale a tutto il 2009.
Continua a leggere: In ripresa il mercato dei mutui, ma le rate zoppicano ancora