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Rinegoziare mutui: il tetto alzato a 200 mila euro

pubblicato da Mario Marcello Forte


Si allargano le maglie che consentono la rinegoziazione del mutuo. Il DL Sviluppo che conteneva già la norma sulla rinegoziazione ha subito una modifica in commissione che lo porterà in aula (dove è previsto che il Governo ponga la fiducia rendendo automatica l’approvazione pena la caduta dell’esecutivo) con un limite più alto per i mutui che possono usufruire della rinegoziazione.

Per i soggetti che possano certificare un indicatore ISEE inferiore ai 30 mila euro, che non abbiano già dei ritardi nei pagamenti delle rate, e che abbiano stipulato un mutuo a tasso variabile per importi non superiori ai 200 mila euro totali si apre la possibilità di rinegoziare le condizioni del prestito. Il precedente tetto era fermo ai mutui fino a 150 mila euro.

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Tassi dei mutui in salita: rinegoziare per un tetto agli interessi

pubblicato da Mario Marcello Forte

rinegoziare un mutuo a tasso variabileTasso variabile dei mutui in salita, il Governo sta per emanare un provvedimento che dovrebbe aiutare le famiglie meno abbienti a sopportare l’aumento delle rate. Dopo l’intervento del 2008 il Ministro Tremonti sta pensando ad un nuovo intervento a sostegno dei soggetti che hanno contratto un mutuo a tasso variabile e che rischiano di andare in grossa difficoltà con gli aumenti dei tassi.

La misura, la cui entità non è ancora chiara, riguarderà comunque soltanto le famiglie con un Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente) inferiore ai 30 mila euro, che non abbiano già ritardi nei pagamenti, ma soprattutto che abbiano stipulato un mutuo a tasso variabile per importi non superiori ai 150 mila euro totali. La possibilità di rinegoziare il mutuo, almeno secondo le prime indiscrezioni, prevederà un tetto massimo agli interessi sulle singole rate.

La rinegoziazione dovrebbe avere il duplice effetto di aiutare le famiglie in difficoltà ed insieme evitare che le banche restino strozzate dall’impossibilità di vedersi rimborsato il prestito concesso per l’acquisto della casa. Rispetto al tetto non è ancora chiaro se la rinegoziazione prevederà un impegno diretto dello Stato per coprire la differenza o se il provvedimento sarà un doppione di quello del 2008 che prevedeva rate “congelate” e il rimborso finale da parte del mutuatario. Tenendo conto della situazione attuale, con il debito pubblico alle stelle, è molto più probabile una replica della misura del 2008.

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