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Ocse, l'istruzione italiana è in caduta libera

pubblicato da Roberto

Ocse, l'istruzione italiana è in caduta liberaL’istruzione degli italiani è in caduta libera. Il Paese investe sempre meno nella scuola, gli insegnanti sono sottopagati e laureati e diplomati, in Italia, sono meno della media europea. Eppure gli studenti italiani passano sui banchi scolastici un numero maggiore di ore rispetto ai compagni europei: una media di 8,316 ore per le scuole elementari e medie contro le 6.732 ore della media Ocse.

Questo è il quadro che emerge dal rapporto sull’educazione scolastica pubblicato oggi dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il rapporto assegna all’Italia il 29° posto, su 34 Paesi europei, per gli investimenti nell’istruzione: alla scuola italiana va il 4,8% del Pil (spesa stabile da anni) contro una media Ocse del 6,1%.

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Previsione PIL, decresce ancora

pubblicato da Roberto

Il Ref ha rivisto il quadro macro dell'Italia alla luce delle recenti manovre confermando per il 2011 una crescita dello 0,7% ma rivedendo al ribasso quella del 2012 allo 0,4% (dallo 0,7% previsto il 20 luglio scorso).Il Ref ha rivisto il quadro macro dell’Italia alla luce delle recenti manovre confermando per il 2011 una crescita dello 0,7% ma rivedendo al ribasso quella del 2012 allo 0,4% (dallo 0,7% previsto il 20 luglio scorso).

Il nuovo quadro diramato oggi in collaborazione con la Confesercenti prevede inoltre un deficit/Pil 2011 al 3,8% (da 4,1%), stessa previsione del governo, e al 2012 al 2,2% (da 3,2%) ben superiore alla previsione del governo di un 1,4% (fatta dell’esecutivo in vista di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013).

Secondo la ricerca Ref/Consercenti inoltre il debito/Pil nel 2011 dovrebbe attestarsi al 120,5% (dal 120,6% visto a luglio) e nel 2012 al 119,8% (dal 120,8%).

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La ripresa? Non c'è!

pubblicato da Roberto

I risultati PIL di agosto sono deludenti, la riprese? Non c'è!Rallenta la crescita italiana. L’Istat, confermando le stime preliminari di agosto, evidenzia che il PIL italiano nel secondo trimestre 2011 ha fatto leggermente meglio della media dell’Eurozona su base congiunturale (+0,3% contro +0,2%) mentre la crescita annua risulta nettamente più lenta (+0,8% contro +1,6%).

Guardando ai diversi Paesi, nel secondo trimestre il prodotto interno lordo è aumentato in termini congiunturali dello 0,2% negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dello 0,1% in Germania ed è rimasto stazionario in Francia. In termini tendenziali, il pil è aumentato del 2,8% in Germania, dell’1,6% in Francia, dell’1,5% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito.

In Italia la crescita del PIL acquista per il 2011, ovvero quella annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno, è pari allo 0,7%. Si rilevano andamenti congiunturali positivi del valore aggiunto dell’industria (+0,9%) e dei servizi (+0,1%), mentre il valore aggiunto dell’agricoltura è sceso del 2,4%. In termini congiunturali, le importazioni di beni e servizi sono diminuite del 2,3%, il totale delle risorse è diminuito dello 0,3%.

Tra i primi a commentare i numeri Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, per cui le stime dell’Istat sul Pil sono “ancora sopravvalutate“. “Purtroppo la situazione è peggiore di quanto prospettato da questi dati. Anche alla luce della manovra iniqua e depressiva che il Governo Berlusconi ha approntato già sarà tanto se il PIL si discosterà dallo zero!“.

Via Istat e Federconsumatori.

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S&P, stime Pil zona euro in calo, conferma Italia a +0,8%

pubblicato da Roberto

I dati del secondo trimestre hanno rivelato una forte decelerazione dell'economia in tutta Europa, anche se la regione sembra in grado di evitare un nuovo ravvicinato periodo recessivo.
I dati del secondo trimestre hanno rivelato una forte decelerazione dell’economia in tutta Europa, anche se la regione sembra in grado di evitare un nuovo ravvicinato periodo recessivo. È l’opinione degli economisti di Standard & Poor’s che in un rapporto dedicato alle prospettive economiche dell’Europa sottolineano l’aumento dei rischi sulla crescita, tagliando contemporaneamente le previsioni sul Pil della zona euro a +1,7% per il 2011 e a +1,5% sul 2012, contro l’1,9% e l’1,8%, rispettivi stimati in luglio.

S&P conferma tuttavia le recenti stime sull’Italia, il cui Pil è visto in crescita dello 0,8% sia quest’anno sia il prossimo. Riguardo al vecchio continente, il capo economista per l’Europa di S&P Jean-Michel Six afferma: “continuiamo a ritenere che un vero e proprio double dip sarà evitato poichè vediamo numerose fonti di crescita nei prossimi 18 mesi, compresa una domanda ancora molto forte dai mercati emergenti e la presistente ripresa, sebbene in fase di indebolimento, della spesa per investimenti delle aziende”. “Nondimeno dobbiamo riconoscere che i rischi al ribasso sono significativi. In particolare seguiremo da vicino il trend della domanda dei consumatori nei prossimi trimestri“.

Per la Francia le nuove stime indicano un +1,7% sia nel 2011 sia nel 2012, contro un +2,0% e un più 1,9% rispettivi stimati in precedneza.

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Il tasso di crescita dell'Ocse si ferma al più 0,2%

pubblicato da Roberto

Nel secondo trimestre crescita dello 0,2% i dati Ocse confermano il rallentamento. L'Italia, insieme agli Usa, leggermente meglio degli altri stati con un +0,3% Nel secondo trimestre crescita dello 0,2% i dati Ocse confermano il rallentamento. L’Italia, insieme agli Usa, leggermente meglio degli altri stati con un +0,3%

Per l’area Ocse si tratta del quarto trimestre consecutivo di rallentamento della crescita: dopo il secondo trimestre del 2010, quando segnò un +1%, il calo è stato infatti costante, con il +0,6% del terzo, il +0,5% del quarto e il +0,3% dei primi tre mesi del 2011.

Gli andamenti delle macroaree evidenziano una crescita dello 0,2% sia per l’Unione europea (+0,8% nei primi tre mesi), che per l’area euro (+0,8%) e per i G7 (+0,2%). Guardando ai vari Paesi, la Germania è protagonista dello scivolone più grosso, con una crescita di appena lo 0,1% contro il +1,3% dei primi tre mesi dell’anno. Il Regno Unito cresce dello 0,2% (dal +0,5% del primo trimestre), la Francia è piatta (+0,9%) e il Giappone arretra dello 0,3% (contro il -0,9%). Gli unici due Paesi in cui il Pil avanza più che nel primo trimestre sono dunque Italia e Stati Uniti (entrambi a +0,3% da +0,1%).

Guardando invece al dato tendenziale, il Pil dell’area Ocse cresce dell’1,6% (2,4% nel primo trimestre): nell’Ue e nell’area euro dell’1,7% (da +2,5%), nei Paesi del G7 dell’1,3% (da +1,9%). Il rallentamento, calcolato su questa base, è per tutti i Paesi: Italia +0,8% (da +1%), Germania +2,7% (da +4,7%), Francia +1,6% (da +2,1%), Regno Unito +0,7% (da +1,6%), Stati Uniti +1,6% (da +2,2%) e Giappone -0,9% (da -0,7%).

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Nel secondo trimeste 2011 il Pil cresce dello 0,3%

pubblicato da Roberto

Nel secondo trimestre 2011 il Pil è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre 2010. Nel secondo trimestre 2011 il Pil è cresciuto dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti del secondo trimestre 2010. Lo comunica l’Istat. Pil dunque in lieve crescita nel secondo trimestre dell’anno. Nel periodo aprile-giugno, secondo le stime preliminari dell’Istat, il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al secondo trimestre 2010. Nel primo trimestre del 2011 si era registrato un incremento congiunturale dello 0,1% e tendenziale dell’1%.

Il risultato congiunturale, spiega l’Istat nella nota con cui diffonde il dato sulla stima preliminare del prodotto interno lordo, «è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura e di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi». Il secondo trimestre del 2011 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative del secondo trimestre 2010.

La crescita dei consumi per il 2011 è pari allo 0,7%. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,3% negli Stati Uniti e dello 0,2% nel Regno Unito. In termini tendenziali, il Pil è aumentato dell’1,6% negli Stati Uniti e dello 0,7% nel Regno Unito.

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