L’infelice battuta del presidente dell’Inps Mastrapasqua (”Non presentiamo alcuna simulazione ai parasubordinati, perché se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”) ha suscitato molte critiche, ma ha avuto il merito di riaccendere l’attenzione su una questione di non secondaria importanza: le prospettive pensionistiche di una buona parte dei lavoratori di oggi (in prevalenza giovani). A tal riguardo la preoccupazione è legittima, perché per chi non riuscisse a uscire dal giogo della precarietà lo spettro dell’assegno sociale (attualmente pari a poco più di 400 euro) sarebbe un rischio molto reale.
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È difficile trovarlo, ma il posto fisso rimane sempre un obiettivo importante per i giovani italiani. Lo rivela una ricerca sui giovani realizzata da Confcommerio e presentata a Venezia durante i lavori del Forum dei Giovani imprenditori.
Stabilità: quanto ti vorrei
In tempi di flessibilità imperante, le sirene del lavoro stabile continuano ad attirare i giovani. È vero sia per quanti sono alla ricerca di un’occupazione, sia per quanto riguarda chi nel mondo del lavoro già è entrato. L’indagine di Confcommercio ha appurato che un giovane sue due desidera il “posto fisso”, mentre chi è già inserito nel mondo del lavoro ritiene “sicurezza e reddito” i fattori del lavoro più rilevanti.
Secondo un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca GPF per AXA MPS, il posto fisso non è tra le priorità dei giovani. Ciò che più conta per loto è portare a casa uno stipendio sufficiente per poter condurre una vita abbastanza decorosa, infatti solo il 19,6% degli intervistati (giovani con età compresa tra i 18 e i 34 anni) ha dichiarato fondamentale la sicurezza del posto di lavoro.
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